I numeri dell'economia »
Crisi profonda per l’economia salernitana. Lievissimi segnali di miglioramento, ma il manifatturiero conserva ancora indici molto critici. Si conferma il crollo del mercato interno, mentre risulta positivo (+3,5%) il trend per l’export. La crisi non accenna a mollare la morsa e conferma un quadro congiunturale di assoluta gravità per il sistema economico e produttivo locale. Sono, infatti, molto timidi i segnali di “reazione” per l’economia provinciale salernitana evidenziati dai dati congiunturali del II trimestre 2012, forniti dal Centro studi Unioncamere ed elaborati dalla Camera di Commercio di Salerno nell’ambito delle attività dell’Osservatorio Economico Provinciale. Seppure migliore rispetto al trimestre precedente (-7,4%), la produzione dell’industria manifatturiera registra una variazione tendenziale che permane abbondantemente in campo negativo (-6,5%), così come i dati complessivi relativi al fatturato (-6,7%) ed agli ordinativi (-8,2%), che, comunque, risultano meno negativi rispetto a quelli fatti registrare nel corso del I trimestre ed in linea con il dato nazionale. Da evidenziare, unico dato positivo all’interno della produzione manifatturiera, la performance dell’industria chimica e delle materie plastiche che, con un +0,7%, compensa ampiamente il -9,9% riferito al settore nel primo trimestre. Altro dato che fa ben sperare è costituito dall’aumento delle esportazioni del manifatturiero provinciale, con una variazione tendenziale in crescita del 3,5% rispetto al -1,3% registrato a fine marzo, risultato che acquista ancora più valenza se confrontato con quello medio nazionale (+0,5%) e con il dato relativo a Sud e Isole (+0,1%). Nel dettaglio migliorano decisamente soprattutto le esportazioni delle industrie dei metalli (+10,4%), delle industrie meccaniche e dei mezzi di trasporto (+9%) e delle industrie chimiche e della plastica (+6,3%). E il buon momento del settore chimico-plastico e del settore meccanico e dei mezzi di trasporto viene evidenziato anche dall’analisi dei dati previsionali che mostra, nei casi specificati, un “sentiment” positivo, soprattutto riguardo alle esportazioni future (rispettivamente +65 e +63 punti percentuali). In generale, però, risultano molto negative, per quasi la totalità dei settori, le previsioni di produzione, fatturato e ordinativi. Passando al comparto commercio e servizi, nel secondo trimestre 2012 viene evidenziata una variazione tendenziale delle vendite del -8,2%, in lieve miglioramento rispetto al precedente trimestre (-9%). Il dato è influenzato fortemente dalle vendite registrate dalle imprese del commercio al dettaglio sia del settore alimentare che non, che recuperano in parte le negatività dei dati del primo trimestre (-6,9% rispetto a -8,7% per le prime, -8,9% dal -10% per le seconde). Dato che, invece, non trova assoluto riscontro con la media nazionale è quello registrato dalla Gdo provinciale che crolla, nel II trimestre, dal +1% del primo trimestre al -6,2% del secondo trimestre. Peggiora, infine, il dato relativo al quadro del volume d’affari per le costruzioni e i servizi (-9,4% sul II trimestre dell’anno precedente) rispetto al primo trimestre (-8,5%), con i servizi, in particolare, a peggiorare, passando da -7,1% a -8,6%, mentre il settore delle costruzioni rimane fermo a -12% (-12,5% nel I trimestre). Forte il pessimismo registrato nell’intero settore riguardo alle previsioni del volume d’affari per il III trimestre (-27), in particolar modo per i servizi turistici, passati da +37 punti percentuali a -8.

