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I numeri dell'economia »

Dati Bankitalia. Dinamica negativa nei segmenti del manifatturiero e delle costruzioni Campania, netta flessione dei prestiti bancari (-3%)

E’ proseguita, anche nel 2012, la flessione dei prestiti bancari alla clientela residente in Campania, dopo il rallentamento delle erogazioni che aveva caratterizzato l’ultima parte del 2011. La conferma viene dai dati dell’indagine congiunturale, curata dalla Banca d’Italia, pubblicata all’interno dell’aggiornamento congiunturale delle “Economie regionali” (novembre 2012). La frenata dei prestiti bancari, che ha interessato anche i primi mesi del 2012, a giugno mostrava un calo, al netto delle sofferenze e dei pronti contro termine, pari al 3% su base annua (rispetto al +3,7% dell’anno precedente), proseguendo nei successivi mesi estivi fino a raggiungere un tasso di variazione pari al -3,8% annuo, anche a causa di una maggiore intensità dei passaggi a sofferenza. Più intenso il calo verso le imprese, ma il fenomeno ha interessato anche le famiglie consumatrici. Stabili i tassi di interesse che, dopo gli aumenti del primo trimestre dell’anno, si sono adeguati ad un’attenuazione della restrizione dell’offerta di credito. Il credito alle famiglie consumatrici campane, tenendo conto anche di quello erogato da parte delle società finanziarie, nel mese di giugno 2012 ha mostrato una flessione dello 0.8% annuo, dato che coincide con quello relativo all’acquisto di abitazioni, mentre il credito al consumo è calato del 2,9%. Secondo i dati della Regional Bank Lending Survey (RBLS) la domanda di credito delle famiglie ha continuato a contrarsi a fronte di un’offerta di credito rimasta improntata a criteri di selettività. Per il secondo trimestre si attende una lieve distensione delle condizioni di offerta e di domanda del mercato. Più pesante la situazione mostrata relativamente ai prestiti alle imprese che, nel primo semestre dell’anno, hanno registrato un calo complessivo del 2,8%. A soffrire maggiormente il comparto dell’edilizia (-7,4%), ma forte è stata la riduzione dei finanziamenti anche per il settore manifatturiero (-4%), mentre per i servizi la contrazione dei prestiti si è attestata al -1%. Forti le diminuzioni riscontrate sia nel credito autoliquidante sia nei rischi a scadenza (rispettivamente -4,5 e -2,8%), in linea con il calo del fatturato e degli investimenti. Altro elemento negativo viene riscontrato nella qualità del credito che, in Campania, vede, nei dodici mesi fino a giugno 2012, un aumento al 3,1% del flusso di nuove sofferenze rettificate in rapporto ai prestiti vivi (era al 2,6% a fine 2011). Il dato, relativamente alle imprese, si è attestato al 4,4% dal 3,6% di dicembre 2011, mentre è rimasto stabile per le famiglie. Forte anche la crescita dell’incidenza degli incagli e dei ristrutturati in rapporto ai prestiti, attestatasi, per il complesso della clientela, dal 5,2% di dicembre 2011 al 6,5% di giugno 2012, dato che per le imprese è passato dal 7,3 al 9,3% e che, per le imprese delle costruzioni, raggiunge il 12,8%. Sempre nei dodici mesi terminanti a giugno 2012, risulta in aumento anche la percentuale delle imprese campane passate ad una classe di rischio più elevato (7,4% dal 6,4% del 2011, valore più elevato dal 2008). In totale l’incidenza del complesso delle partite deteriorate (sofferenze, incagli, prestiti scaduti e ristrutturati) sul credito erogato alle imprese ha raggiunto il 32,9%. Un ultimo dato riguarda la raccolta retail che, invece, ha mostrato una variazione positiva, a giugno 2012, dell’1,1% annuo. In crescita, quindi, i depositi delle famiglie consumatrici, che rappresentano l’86,3% del totale dei depositi e che evidenziano un incremento dello 0,5% su base annua. Per quanto riguarda le scelte di investimento finanziario delle famiglie campane, oltre che sulle obbligazioni bancarie italiane (+6,9% a giugno 2012), esse si orientano soprattutto verso i titoli di Stato (+10,6% a giugno 2012). Mario Gallo (Fonte: Economie regionali – L’economia della Campania – Aggiornamento congiunturale – Banca d’Italia, novembre 2012)

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