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I numeri dell'economia »

Ma alimentari e bevande, per tutto lo scorso anno, hanno registrato una crescita del 2,1%.
Consumi, il crollo continua e ancora non si arresta
L’analisi del Centro Studi di Confcommercio evidenzia che il dato tendenziale del 2020 è del - 41,2%, ma solo grazie al parziale recupero dei mesi estivi, durante i quali la forbice si è ridotta al -20% circa.

di Diletta Turco

Non è bastato il cashback, non è bastato il lieve calo dei prezzi al consumo, non è bastato il boom  dell’e-commerce, e non sono bastati nemmeno i saldi: in tutti gli angoli della penisola i consumi non aumentano. Anzi. A rilevarlo è il centro studi di Confcommercio che ha messo sotto la lente di ingrandimento (qui lo studio completo) l’andamento dei consumi a cavallo tra la fine del 2020 e questo primo scorcio dell’anno.

Sarà, da un lato, il periodo “freddo” che già di per sé spinge le persone ad uscire poco; sarà la recrudescenza delle infezioni da Coronavirus che sembra davvero non voler mollare il nostro Paese, sta di fatto che gli italiani continuano a mettere i proverbiali risparmi nelle pieghe dei materassi. Ad avere subito la peggiore e drastica riduzione è il settore del food – ne abbiamo visti di rimbalzi sui giorni e gli orari di apertura di pub, ristoranti e locali in genere – con il risultato negativo quanto atteso di un crollo dei consumi del – 62,8% registrato a dicembre (e quindi con le maglie dei controlli un po’ più allentate). Mentre il dato tendenziale dell’anno è del – 41,2%, ma solo grazie al parziale recupero dei mesi estivi, in cui la forbice si è ridotta al – 20% circa.
Male, ovviamente, anche tutta le filiera dei trasporti, trainata verso il basso dal segmento aereo (-72,8% nell’anno e – 87% a dicembre), così come in affanno c’è il comparto dell’abbigliamento e calzature (- 23%) e del tessile, mobili e arredamento (11,9%).

Il rapporto di Confcommercio evidenzia anche una piccola curiosità: il consumo di tabacco. L’ansia da contagio, lo smart working, il tempo trascorso in casa hanno reso gli italiani fumatori più incalliti di prima o li hanno demotivati? Vince – seppure in maniera lieve – il fronte salutista, con un calo dello 0,4% del consumo di tabacco.

E il cibo? Beh, no, su quello gli italiani non hanno mai lesinato. Figuriamoci adesso, nel periodo in cui ciascuno di noi ha scoperto lo chef nascosto – talvolta anche molto nascosto – dentro di sé. Il consumo di alimentari e bevande, lungo tutto il 2020, è aumentato del 2,1%. Il vero e proprio boom c’è stato, ovviamente, durante il primo trimestre dell’anno quando in ogni angolo del Paese arrivavano le scene degli scaffali dei supermercati presi d’assalto. In quel periodo la spesa alimentare degli italiani è balzata, infatti, del 5%.

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