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“Riduzione generale del cuneo fiscale, ma anche agevolazioni per le assunzioni di giovani”.
Confesercenti, flessibilità e taglio del costo del lavoro
“Misure mirate a rinforzare il sistema di formazione e delle politiche attive, strumenti indispensabili per garantire una maggiore e più qualificata occupazione”.

“L’emergenza Covid, le tensioni internazionali e il caro-energia hanno condizionato e stanno ancora condizionando fortemente l’attività delle imprese, l’occupazione e l’organizzazione del mercato del lavoro. In questo quadro, introdurre maggiori elementi di flessibilità e procedere a una riduzione generale del costo del lavoro sono diventate esigenze ormai improcrastinabili”. E’ questa la posizione di Confesercenti che richiama l’attenzione sulla difficile situazione determinatasi nel comparto-lavoro. “Può sembrare un paradosso, ma per affrontare le difficoltà di questa fase – scrive Confesercenti – bisogna investire nella stabilità ma anche introdurre nuovi strumenti, con regole semplici e chiare, per gestire le esigenze di flessibilità che questo momento di incertezza economica alimenta, soprattutto nel terziario e nel turismo”. Strumenti “che devono però essere accompagnati dal taglio del costo del lavoro, da ottenersi anche con più interventi: riduzione generale del cuneo fiscale, ma anche agevolazioni per le assunzioni di giovani – magari in una prospettiva di staffetta generazionale, a fronte di pensionamenti anticipati – e detassazione e decontribuzione degli aumenti salariali accordati dai Ccnl maggiormente rappresentativi. Un intervento, questo, che darebbe certamente un nuovo impulso alla contrattazione”.

Confesercenti richiama, poi, sul versante dei costi, l’attivazione dell’Osservatorio sulla riforma degli ammortizzatori sociali: “E’ tempo – sottolinea –  di valutarne esiti ed impatti e di intervenire sulle incongruenze di sistema, sempre in un’ottica di riduzione degli oneri, congelando l’aumento delle aliquote Fis previsto da gennaio 2023. Da solo, avrebbe un impatto di quasi 200 milioni di euro sulle imprese che occupano fino a 15 dipendenti”.

Risulta, inoltre, “urgentissimo anche un intervento sul Decreto trasparenza: va garantita una oggettiva semplificazione”. Necessarie, poi, “misure mirate a rinforzare il sistema di formazione e delle politiche attive, strumenti indispensabili per garantire una maggiore e più qualificata occupazione. Da tempo chiediamo formazione anche per l’avvio di nuove imprese. Il lavoro autonomo va sostenuto: gli ultimi dati Istat sull’occupazione purtroppo confermano la caduta verticale dell’occupazione indipendente, ancora sotto i livelli pre-pandemia”.

Come pure emerge la necessità di fare chiarezza “sui protocolli di sicurezza Covid, scaduti il 31 ottobre ultimo scorso. Molte prassi in essi contenute sono decisamente superate e non più applicabili. Altre invece rappresentano tutt’ora una efficace soluzione per garantire sicurezza nelle aziende. La sede ideale per affrontare queste tematiche è ora quella della contrattazione e della bilateralità”.

(Fonte: confesercenti.it/04.11.2022)

 

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