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Si è celebrata nei giorni scorsi (domenica 5 febbraio) la giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare. In Italia il cibo che finisce nella spazzatura vale 12 miliardi di euro e il 50% degli sprechi si registra tra le mura domestiche. Un fenomeno che il Governo italiano contrasta con diverse misure, nel solco tracciato da “Expo 2015” e dai principi della “Carta di Milano”. Lo scorso agosto è stata approvata la legge contro gli sprechi, rafforzando anche il tavolo indigenti, e con il “Piano spreco zero” è stato reso più conveniente per le aziende donare che sprecare. I numeri dello spreco.
La Fao stima nel mondo 1,3 miliardi di tonnellate di cibo gettate ogni anno per un valore complessivo di 750 miliardi, mentre 795 milioni di persone soffrono ancora la fame. Lo spreco domestico maggiore pro capite si registra in Inghilterra, con 110 kg a testa, seguono Stati Uniti (109 kg), Francia (99 kg), Germania (82 kg) e Svezia (72 kg).
Le azioni del Governo.
Ogni anno in Italia vengono recuperate 550mila tonnellate di cibo in eccedenza e distribuite a chi è in difficoltà. L’obiettivo è arrivare a 1 milione di tonnellate. Il 2 agosto 2016 è stata approvata definitivamente in Italia la legge contro gli sprechi alimentari con la quale viene rafforzato il “Tavolo indigenti” del Ministero delle Politiche Agricole; stabilito il finanziamento di 2 milioni di euro per l’acquisto di alimenti da destinare agli indigenti; istituito un fondo da 3 milioni di euro destinato al finanziamento di progetti innovativi contro lo spreco; disposto che, in caso di confisca, i prodotti alimentari vengano ceduti con priorità ai più bisognosi. Infine è stata data ai Comuni la facoltà di applicare un coefficiente di riduzione della tariffa sui rifiuti alle utenze non domestiche (Tari) relative ad attività produttive che producono e distribuiscono beni alimentari in caso di donazione gratuita agli indigenti. Con il “Piano spreco zero” è stata innalzata a 15mila euro la soglia per l’obbligo di comunicazione preventiva in caso di donazione e lasciata a 10mila euro la soglia per la distruzione. Questo esonero è esteso anche ai prodotti deperibili.
(Fonte: politiche agricole.it/03.02.2017)
*La scheda.
L’indagine sugli sprechi alimentari Coldiretti/Ixé.
Nell’anno dell’entrata in vigore della legge 166/16 sugli sprechi alimentari il 33% degli italiani – secondo l’indagine Coldiretti/Ixé – li ha diminuiti, mentre il 31% li ha mantenuti costanti; il 25% li ha addirittura annullati, mentre solo il 7% dichiara di averli aumentati. Nonostante questo il problema resta rilevate con lo spreco di cibo che nelle case degli italiani ammonta a circa 65 chili all’anno per persona. Agli sprechi domestici che – secondo la Coldiretti rappresentano in valore ben il 54% del totale – vanno aggiunti quelli nella ristorazione (21%), nella distribuzione commerciale (15%), nell’agricoltura (8%) e nella trasformazione (2%).

