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La notizia del giorno »

Sale da 33,2 a 47,8 punti l'indice sintetico realizzato attraverso interviste a manager di multinazionali.
Censis/Aibe. Investimenti esteri: cresce l’attrattività del sistema-Italia.
Merito delle riforme (85%) e dell'Expo (59%), bocciati burocrazia e fisco. Per il 49% scoraggiano i ritardi nella digitalizzazione.

Aumenta la capacità di attrarre investimenti esteri. L’Aibe Index, l’indice sintetico che misura l’attrattività del sistema-Italia, passa infatti da un valore di 33,2 registrato nel 2014 all’attuale 47,8 lungo una scala che va da un minimo pari a 0 a un massimo pari a 100, segnando così un incremento di oltre 14 punti. L’indice è elaborato a partire dalla rilevazione realizzata tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016 dal Censis con l’Aibe (Associazione Italiana delle Banche Estere) su un consistente panel composto da manager di imprese multinazionali, investitori istituzionali presenti nel nostro Paese, studi legali che supportano le iniziative di investimento e membri qualificati della stampa estera. “Per il 72% del panel – si legge in una nota del Censis – l’Italia è diventata più attrattiva rispetto ai sei mesi precedenti la rilevazione e solo il 3% ha percepito invece un peggioramento”. Nel confronto con gli altri Paesi più industrializzati, “l’Italia si trova ancora sotto la soglia della sufficienza. Su una scala dell’attrattività per un investitore straniero che va da un punteggio minimo pari a 1 fino a un massimo pari a 10, al primo posto si collocano gli Stati Uniti con un punteggio di 8,15, ritenuti dagli investitori il Paese con la maggiore affidabilità nel medio-lungo periodo. Seguono il Regno Unito (7,82) e la Germania (7,77). Cina e Francia sono sopra la sufficienza con un punteggio rispettivamente di 6,85 e 6,51. L’Italia registra un punteggio pari a 5,72, preceduta da India (5,87) e Spagna (5,85). In fondo alla classifica, il Brasile (4,74) e la Russia (4,59)”.
(Fonte: censis.it/03.02.2016)


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