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di Alfonso Schiavino
I viaggi medi e lunghi costano parecchio in ferrovia, soprattutto acquistandoli a ridosso della partenza. L’alternativa esiste e offre alcune convenienze: i pullman di linea. In questi anni si sta sviluppando un sistema che già conta numerose piccole imprese e un colosso europeo. Il fenomeno economico e sociale è indiscutibile.
C’era una volta: le corriere e le Ferrovie dello Stato.
Il trasporto pubblico è un presupposto di coesione. Fino a 20-25 anni fa esisteva una gerarchia funzionale fra i vettori popolari. In genere le “corriere” collegavano città abbastanza vicine, i capoluoghi alle aree periferiche (pensate alla Salerno-Pescopagano della Sita) e i paesi alle stazioni ferroviarie (per esempio Contursi Scalo). I treni facevano la nazione correndo in lungo e largo, perfino direttamente da Torino e Milano a Palermo. L’inurbamento degli anni Sessanta rimane un esempio classico di quello schema. Non solo. Le ferrovie aiutarono a ricostruire un senso minimo dell’Europa, suicidato con le guerre mondiali, grazie ai biglietti scontatissimi per i giovani.
L’alta velocità dell’algoritmo.
Ora le cose sono cambiate, ma il problema non è la nostalgia. I pullman servono ancora i bacini locali. Invece le ferrovie fanno business, anche quelle finanziate dallo Stato e dalle Regioni.
Verificate quanto costa un viaggio da Salerno a Milano sui treni pubblici. Lunedì scorso, per un ipotetico viaggio l’indomani, il biglietto minimo si aggirava sui 72 euro, partendo alle 3 di notte e arrivando dopo 11 ore e 20 minuti. Altrimenti le cifre oscillavano fra 90-100 euro (durata media 5,5 ore) e 132 euro (10 ore e 10 minuti). L’architettura tariffaria tende insomma al barocco, o al mistery. In generale sono convenienti i biglietti comprati con largo anticipo, mentre sono dispendiosi gli acquisti sottodata. Ma gli importi sembrano variare con una certa volubilità anche nei brevi lassi di tempo e talvolta sfugge il nesso fra il prezzo, la durata e/o i cambi.
In autobus, sempre lunedì su martedì, una tratta Salerno-Milano valeva da 35 a 54 euro, con 1 cambio e 13 ore di viaggio.
It’s a long way to go.
In effetti molte aziende italiane propongono autolinee di largo raggio. Esistono percorrenze di ogni tipo. Milano-Agrigento (22 ore contro 16/24 dei treni), Trapani-Roma (15 ore, contro 20 dei treni), Catania-Torino (19 ore contro 14/20), Agropoli-Udine (14 ore contro 9/11), Abruzzo-Salerno, Sapri-Venezia, Roma-Forlì eccetera.
Il colosso del settore è Flixbus, un’impresa tedesca caratterizzata da un bel colore verde acido. La sua rete si estende da Bilbao a Bucarest, da Oslo a Otranto o Agropoli. Il punto più meridionale in verità sarebbe Palermo, che però è collegata al continente via mare.
Una sosta (immaginaria) negli Stati Uniti.
Prima di proseguire, gustiamoci una suggestione. Le nuove rotte stradali italo-europee richiamano almeno vagamente quelle di Greyhound, la compagnia ultracentenaria che raggiunge 3.800 destinazioni nordamericane, dal Messico al Canada. Il levriero, la bestiola che dà il nome e il simbolo all’azienda, può esserci familiare per averlo visto, letto e ascoltato in decine di filmati, libri e canzoni – o magari per averlo “cavalcato” direttamente. Flixbus in particolare si avvicina a quella dimensione. Noi europei, però, ora che amiamo crogiolarci nell’inglese, dovremmo forse imparare il gusto della praticità. Per esempio, guardate il grafico di Greyhound e la piantina di Flixbus. Bellezza a parte, qual è più efficace?
Gli europei dimostrano uno strano amore per le mappe a pera, anche quando non è cosa. Prima o poi capiremo come usare gli spazi di una schermata e come costruire cartine funzionali.
Italia in pullman, l’appeal si può migliorare.
La risorsa Internet, comunque, è un aspetto che le compagnie possono affinare.
Anche i motori di ricerca dedicati sono utili ma, per qualche motivo, non presentano tutte le possibilità. Volendo trovare una corsa, conviene consultare anche i motori di ricerca generali, scrivendo la tratta (“Salerno-Firenze bus”). Spesso i risultati iniziali sono annunci pubblicitari, quindi, per quanto inusuale, vi converrà superare la prima pagina.
Quando planate sui siti aziendali, valutate bene i punti delle fermate, aiutandovi con le indicazioni e con le piantine. Considerate pure le caratteristiche delle sedute e la disponibilità dei servizi.
Un fattore migliorabile è la vivibilità dei mezzi, ovvero l’educazione dei passeggeri. Siccome le corse sono lunghe e spesso impegnano la notte, le imprese dovrebbero “consigliare” regole comportamentali ai clienti (rimanete calzati, usate le cuffie) e curare le percezioni ambientali interne.
Alcuni pullman hanno bagni, puliti e utilizzati ma veramente stretti. In alternativa gli autisti fanno qualche sosta agli autogrill, un’opzione che allunga i tempi di percorrenza e può incidere sul costo della corsa.
Ad ogni modo, provare costa poco. Anzi…

Cresce il fenomeno dei viaggi in bus a lunga percorrenza
