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Green Style di Mario Gallo »

Si rafforza la tutela di un patrimonio unico nell’ambito dei confini dell’Unione Europea ed oltre.
Biodiversità, ecco la nuova legge
In primo piano il ruolo prioritario dell’attività agricola anche sotto il profilo delle azioni di presidio e di valorizzazione del territorio. Si entra – finalmente – nell’ottica della centralità del comparto primario all’interno di molteplici processi di crescita socio/economica.

E’ stato approvato in via definitiva dalla Camera dei Deputati il provvedimento sulla tutela della biodiversità. Il nuovo quadro normativo sulla biodiversità agricola e alimentare è stato accolto molto positivamente dalle associazioni di categoria (Coldiretti e Cia) in quanto sancisce il pieno riconoscimento di un patrimonio, quale quello della biodiversità italiana, che non ha eguali all’interno della Unione Europea. Soddisfazione è stata espressa anche dal Ministro delle Politiche Agricole e Forestali Maurizio Martina. Cosa prevede la Legge sulla Biodiversità.
– Istituzione di un Sistema nazionale della biodiversità agraria e alimentare che prevede 4 strumenti operativi:
1. Anagrafe della biodiversità, dove saranno indicate le risorse genetiche a rischio di estinzione;
2. Comitato permanente, che garantirà il coordinamento delle azioni tra i diversi livelli di governo;
3. Rete nazionale, che si occuperà di preservare le risorse genetiche locali;
4. Portale nazionale, composto da un sistema di banche dati contenenti le risorse genetiche presenti su tutto il territorio italiano.
– Avvio di un Piano nazionale sulla biodiversità di interesse agricolo;
– Istituzione di un Fondo di tutela per sostenere le azioni degli agricoltori e degli allevatori;
– All’interno del piano triennale di attività del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria – (CREA) interventi per la ricerca sulla biodiversità agraria e alimentare, sulle tecniche necessarie per favorirla, tutelarla e svilupparla.
Il commento del Ministro Maurizio Martina e del Vice Ministro Andrea Oliviero.
“L’approvazione all’unanimità della legge – ha dichiarato il Ministro Martina – conferma l’importanza cruciale dell’agricoltura per un Paese come il nostro, che vanta un patrimonio unico per biodiversità che dobbiamo salvaguardare e promuovere in tutta la sua specificità. La norma sottolinea il ruolo primario e insostituibile dei nostri agricoltori nel presidiare e conservare il territorio. Una funzione che trova nella bellezza dei nostri paesaggi, plasmati negli anni dall’attività agricola, una testimonianza concreta e immediata con ricadute positive anche sul turismo. Quello di oggi è un altro traguardo importante raggiunto nell’anno di Expo”.
“Con questa legge dotiamo il settore di strumenti efficaci e concreti – ha commentato il Vice Ministro Andrea Olivero- non solo per la tutela della biodiversità, ma per la valorizzazione della ricchezza agricola dell’Italia, riconoscendo all’agricoltore il ruolo di ‘Custode’ di questo inestimabile patrimonio”.
Coldiretti: Il riconoscimento delle nostre produzioni tipiche e tradizionali legate al territorio diventa per l’agricoltura italiana, un vero e proprio investimento in competitività”.
Coldiretti: “Il riconoscimento delle nostre produzioni un vero e proprio investimento in competitività”.
L’Italia può contare su 504 varietà iscritte al registro viti contro le 278 dei cugini francesi e su 533 varietà di olive contro le 70 spagnole ma sono state salvate da estinzione anche 130 razze allevate tra le quali ben 38 razze di pecore, 24 di bovini, 22 di capre, 19 di equini, 10 di maiali, 10 di avicoli e 7 di asini, sulla base dei Piani di Sviluppo Rurale dell’ultima programmazione. E’ quanto affermato dalla Coldiretti nell’esprimere soddisfazione per la definitiva approvazione della proposta di legge per la valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare che rappresenta un valido strumento per dotare il nostro Paese di un sistema di norme capace di riconoscere, proteggere, recuperare, organizzare e mettere a sistema la biodiversità.
Investire sulla biodiversità – ha sottolineato la Coldiretti – è una condizione necessaria per le imprese agricole di distinguersi in termini di qualità delle produzioni ed affrontare così il mercato globalizzato salvaguardando, difendendo e creando sistemi economici locali attorno al valore del cibo. Del resto l’agroalimentare italiano – ha precisato la Coldiretti – si fonda sui saperi delle nostre comunità e si sviluppa grazie alla ricerca che offre strumenti sempre nuovi di conoscenza della biodiversità.
Il riconoscimento delle nostre produzioni tipiche e tradizionali legate al territorio diventa per l’agricoltura italiana, un vero e proprio investimento in competitività. L’Italia è l’unico Paese al mondo che può contare su 4.886 prodotti alimentari tradizionali censiti dalle regioni ottenuti secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni, 272 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg. Un risultato reso possibile – ha evidenziato la Coldiretti – dalla grande varietà del patrimonio vegetale e animale con la presenza sul territorio nazionale di 7.000 specie di flora, 58.000 specie di animali.
Cia: “Biodiversità significa anche riaffermazione dell’agricoltore come imprenditore custode e multiruolo”.
“La Cia, da sempre, fa della tutela della biodiversità il fondamento della sua visione dell’agricoltura – ha spiegato il presidente nazionale Dino Scanavino- perché biodiversità significa adesione a un progetto di sviluppo sostenibile, ma anche riaffermazione della centralità agricola e dell’agricoltore come imprenditore ‘multiruolo’ capace non solo di produrre dai campi ma di preservare l’ambiente, di qualificarlo attraverso l’attività turistica, di costruire sistemi territoriali capaci di rispettare la natura”.
“Crediamo molto nelle possibilità di questa legge – ha continuato il presidente della Cia – che finalmente definisce un quadro normativo unico, prevedendo misure fondamentali per la difesa e la valorizzazione della biodiversità, come l’istituzione di un’Anagrafe nazionale ‘ad hoc’ e l’avviamento del Fondo per la tutela della biodiversità a sostegno delle azioni degli agricoltori custodi”.
“L’Italia, con un trentesimo della superficie Ue, detiene il 50% della biodiversità vegetale e il 30% di quella animale del continente europeo – ha ricordato Scanavino-. Un patrimonio che va salvaguardato, rappresentando un valore aggiunto della produzione agricola che merita di essere sostenuto, anche economicamente”.
(Fonti: politicheagricole.it/19.11.15 – coldiretti.it/19.11.15 – cia.it/19.11.15)

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