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Il nuovo taglio (25 punti base) è il terzo che si è verificato da giugno. La Banca centrale europea ha portato i tassi sui depositi al 3,25%, il tasso di rifinanziamento al 3,40% e il tasso riservato alla “deposit facility” al 3,65%. Il target del 2% sarà raggiunto – è stato spiegato in un comunicato pubblicato dopo la riunione – «nel corso del prossimo anno».
«Tutte le indicazioni che abbiamo ricevuto nelle cinque settimane dopo l’ultima riunione di politica monetaria andavano nella stessa direzione: verso il basso», ha detto in conferenza stampa la presidente della Bce Christine Lagarde. La decisione di un taglio di 25 punti base è stata presa all’unanimità, ma se ne è discusso non poco. Ma le e prossime iniziative sui tassi continueranno «riunione per riunione», sempre valutando la base dei dati. «Non abbiamo aperto la porta a nulla», ha specificato Lagarde, riferendosi alla riduzione del costo ufficiale del credito in una riunione che non prevedeva – come di solito ogni tre mesi – la pubblicazione di proiezioni economiche. E’ scesa, quindi, in campo la valutazione sull’inflazione che dovrebbe registrare un aumento dell’indice dell’1,7% all’anno. Le indicazioni di un rallentamento dell’attività economica “che raffredda, e nella misura in cui raffredda, i prezzi”: la volatilità della produzione industriale e la crescita lenta dei servizi dopo la stagione estiva, i consumi aumentati meno delle attese. I rischi sulla crescita? “Restano orientati verso il basso”. La Bce, ha detto, Lagarde, non vuole «vedere» la recessione: “il soft landing è ancora lo scenario di base”.
