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Lo speciale 1 »

Alla quinta giornata, dopo avere perso il derby, Fraizzoli esonerò Heriberto Herrera e assegnò la panchina a Giovanni Invernizzi.
Arrivano gli anni Settanta, l’Inter vince lo scudetto
Dopo i titoli di Fiorentina e Cagliari, arriva un campionato da ricordare, agganciato al profilo della rimonta, della rivincita che fa partire la corsa fino a un traguardo che all’inizio sembrava impossibile.

(Er.-Pa.) – Tra il 27 settembre del 1970 e il 23 maggio del 1971, si realizzò un principio di natura filosofica destinato a confermare che il calcio – anche quello di profilo non proprio elevato, ma agonisticamente agganciato alla tabula delle invenzioni dal nulla che solo le partite a pallone riescono a mettere in campo – è (e sempre sarà) il gioco più bello del mondo. Iniziò a fine settembre un campionato (di serie A) abbastanza privo di fondamentali attrattive e che, invece, era destinato a diventare nella mente del popolo dei tifosi (interisti), un torneo da ricordare, soprattutto perché avrebbe preso sempre più consistenza il profilo essenziale della rimonta, della rivincita, della vittoria di una sola e grande squadra che, attraverso il dominio, nella media e lunga distanza, della magnifica corsa che si svolge ancora oggi a cielo aperto nei corridoi al vertice dell’universo calcio, delinea ogni anno chi ha vinto e chi ha perso, senza tentennamenti, ma sempre con molte recriminazioni.

Nel 1970-71 si era alle prese con l’organizzazione della sessantanovesima edizione del campionato italiano di calcio di serie A, la 39ma a girone unico. Si proveniva da due annate con vittorie, per così dire, originali: Fiorentina (‘68-‘69) e Cagliari (‘69-‘70). Ora si riaffacciava il racconto milanese – interista – che, però, dovette confrontarsi con la narrazione partenopea: un Napoli di alto livello, una bella squadra.

Nelle prime fasi, il Cagliari, che aveva vinto lo scudetto l’anno prima, riuscì a vincere a San Siro contro l’Inter, conquistando il primo posto in classifica (25 ottobre). Ma, purtroppo, i rossoblù dovettero subire l’infortunio (molto grave) di Gigi Riva in Nazionale – a Vienna, contro l’Austria – e si avviarono a contenere, senza riuscirci, una perdita davvero rilevante. L’Inter, intanto, perdeva anche il derby con il Milan, che riuscì a vincere con il Napoli al San Paolo (0-1, 20 dicembre, poi 0-2 in seguito alle proteste dei tifosi azzurri), diventando campione d’inverno (17 gennaio 1971).

Va detto che – quinta giornata di campionato – dopo avere perso il derby, Fraizzoli esonerò  Heriberto Herrera e assegnò la panchina a Giovanni Invernizzi che vinse la stracittadina  di ritorno (7 marzo) e riuscì a mettersi alle spalle (tra le polemiche) il Napoli (terzo nella nuova classifica), vincendo nella sfida di Milano (2-1, ma con il Napoli costantemente già nel primo tempo). L’Inter riuscì a risalire durante la sfida, pur rimanendo in dieci, e a pareggiare con un contestatissimo calcio di rigore. Ma fu il Milan, perdendo in casa con il Varese, mentre l’Inter vinceva a Catania, a rendere possibile il sorpasso nerazzurro. Il trionfo avvenne il 2 maggio: vittoria consistente contro il Foggia, mentre i rossoneri perdevano, incredibilmente, a Bologna. L’Inter, con la conferma dei calcoli aritmetici, aveva  sul petto lo scudetto e al terzo posto c’era il Napoli (con una difesa di ferro). Si chiudeva un campionato difficilissimo, che solo la tenacia dell’allenatore nerazzurro Invernizzi – e il forte spirito di squadra, con il sostegno di tanti campioni – riuscì a dominare e a vincere con classe e fermezza.

Fu un campionato che vide retrocedere Lazio e Catania, che cercarono di evitare l’ultimo posto. Andò in B il Foggia – per differenza reti – dopo una secca sconfitta (0-3) a Varese, proprio all’ultima giornata. Riuscirono a salvarsi la Sampdoria (con uno 0-0 a Vicenza) e la Fiorentina (che portò a casa un 1-1 strappato sul terreno della Juventus).

La stagione era terminata riaffermando che a fianco alla classe era sempre necessaria la virtù dell’agonismo, unico protagonista anche tra le grandi squadre che avevano saputo imporre, in fin dei conti, la vera differenza anche in serie A. I giocatori più forti avevano potuto giovarsi di una rete di mediani in grado di dettare legge in mezzo al campo. In attesa, però, della magica illuminazione di quei pochi, ma straordinari campioni, che, in fondo, sapevano illuminare e abbagliare il gioco (più bello del mondo).

Ernesto Pappalardo

direttore@salernoeconomy.it

1-1970-1971_Inter_Wikipedia
La squadra nerazzurra che vinse nel 1970-1971.
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