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diAlfonso Schiavino
Che cosa dice veramente il Protocollo d’intesa firmato in Regione per gli aeroporti di Napoli e Salerno? Chiariamo innanzitutto che gli aerei non arriveranno subito a Pontecagnano. Il documento pubblicato sul Burc 56 avvia la verifica di fattibilità per le relazioni fra gli scali: saranno composti due snelli gruppi di lavoro, uno giuridico e uno tecnico, che entro 12 mesi dovranno presentare una conclusione in forma di piano industriale. Il testo già adombra di fatto l’ipotesi della fusione fra le società di gestione, Gesac e Aeroporto di Salerno, richiamando a tal proposito il nuovo assetto del sistema toscano.
In questo quadro sinergico, per Pontecagnano si profila una “specializzazione” non meglio precisata. Solo una traccia appena accennata, in combinazione con elementi che vedremo fra poco, sembra indicare un orizzonte: “Favorire l’accessibilità dei territori della Basilicata, naturale bacino di utenza dell’Aeroporto di Salerno-Pontecagnano, sia in termini di migliore mobilità dei suoi abitanti che in termini di potenziamento dell’attrattività turistica”.
Ad ogni modo, un futuro si va delineando per il “Costa d’Amalfi”.
Vediamo i punti salienti del protocollo, ma prima liquidiamo una minuscola singolarità estetica rilevabile nel corpo del documento: la parola “Gesac” è scritta sempre interamente in maiuscolo, “Ads” no. Ora andiamo al sodo.
Le parti premettono di voler “potenziare l’attrazione (…) di quote sempre più rilevanti di flussi turistici nazionali ed internazionali”. In questa direzione, i sottoscrittori riconoscono “il ruolo attivo svolto negli ultimi anni da Gesac (…) quale driver di sviluppo”. Da qui “l’opportunità di verificare la fattibilità di un percorso di integrazione e di gestione sistemica”. In particolare, Gesac fornirà il know-how per “un modello di gestione (…) in grado di superare inefficienze, ridurre i costi e garantire soprattutto una crescita integrata degli aeroporti perseguendo possibili specializzazioni degli stessi e strategie commerciali”. Il progetto intende insomma “rendere realizzabile ed economicamente sostenibile l’effettiva start up e messa a regime dell’Aeroporto di Salerno-Pontecagnano” sempre “in una logica di mercato”.
La Regione sarà chiamata a “facilitare lo start up commerciale dello scalo attraverso un programma di incentivazione alle compagnie aeree”. Inoltre, dovrà “intervenire sulla destagionalizzazione del traffico all’interno del sistema aeroportuale attraverso mirati programmi di incentivazione nei confronti di compagnie aeree interessate”. Il ruolo economico della Regione comprende anche “l’adeguamento infrastrutturale dello scalo” (40 milioni sono disponibili) e “tutti quegli interventi infrastrutturali rivolti a migliorare l’accessibilità della rete aeroportuale”.
