In altre parole, il perimetro incanala una linea di sviluppo che genera preoccupazione, che provoca il timore di rimanere molto indietro.
Non cambia niente, la politica va avanti (solo) così
E imperversa, intanto, la dimensione del possibilismo che non accade ma, intanto, domina: di prospettiva in prospettiva, fino a sfiorare quello che, prima o poi, non ci sarà più. Ma è quasi successo. E non è poco. O no?

Meloni e Schlein, la politica va avanti
A livello Ue e nazionale, non si intravedono mutamenti concreti, che abbiano un peso ribaltante lo scenario che si è determinato. E’ chiaro, quindi, che Schlein e tutto il resto del cambiamento annunciato e in qualche modo (sbagliato) perseguito, deve (dovrebbe) voltare pagina e meglio sintonizzarsi su quello che si auspica in tanta parte della sinistra, che non riesce ancora ad affermarsi in un panorama più ampio ed aperto. Sembra permanere, invece, la vocazione a rivendicare alcune posizioni che non rientrano del tutto nelle alchimie più contemporanee delle varie elaborazioni di centrosinistra, alimentando, in realtà, solo ulteriore confusione.
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Quando in Italia incominciò lo sfruttamento dell’energia idroelettrica, mettendo in rete l’energia alpina, la Val Padana si industrializzò come per incanto, il Centro-Sud rimase povero.
Il Piano Mattei? Sono io, firmato Descalzi . . .
Il racconto che si intravede dietro gli intrecci della finanza monopolistica globale, che diventa sempre più capace di condizionare i comportamenti delle singole nazioni.

Pasquale Persico
Nelle ultime settimane al tandem Meloni-Descalzi si è aggiunto anche il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, e l’amministratore delegato del fondo statunitense BlackRock, Flink, interessato a tutte le infrastrutture di supporto alla distribuzione e produzione di energia. I quattro hanno in più incontri reso esplicita la distanza tra il loro linguaggio sull’energia e quello di Enrico Mattei. Richiamando ancora una volta il pensiero scritto di Enrico Mattei rendiamo esplicita la misura di questa distanza e proponiamo di parlare in futuro di Piano Descalzi, in modo da rendere più comprensibili gli intrecci della finanza monopolistica globale, capace di condizionare i comportamenti delle singole nazioni. Mattei teneva ben in mente cosa significasse far risalire la soggettività delle imprese e del governo, a partire dall’Eni: “Nell’Ottocento il costo del Carbone, unica fonte di energia del tempo, a Genova , era il doppio di quello dei Paesi produttori di carbone, Il racconto che si intravede dietro gli intrecci della finanza monopolistica globale, che diventa sempre più capace di condizionare i comportamenti delle singole nazioni. Quando in Italia incominciò lo sfruttamento dell’energia idroelettrica, mettendo in rete l’energia alpina, la Val Padana si industrializzò come per incanto, mentre il Centro-Sud povero di acque adeguate rimase indietro, ma molto indietro. Oggi noi possediamo dei quantitativi di metano, fonte a più basso prezzo in Europa, così come la benzina ed il prezzo del diesel. Noi vendiamo la benzina e le altre fonti energetiche, senza imposte, ad un prezzo inferiore perfino agli Stati Uniti. Andare incontro agli interessi dei consumatori ed ai produttori è il nostro contributo al Paese. Anche i prezzi dei fertilizzanti, nel nostro Paese, sono i più bassi del mondo.
Ecco un primo scenario, o racconto di una politica per l’energia con pochi condizionamenti esterni all’Italia ed a supporto del governo per l’ efficacia della politica industriale. Poi una dichiarazione esplicita, che possiamo definire Piano Mattei per l’Africa e l’Oriente: “Abbiamo immense possibilità di sviluppo in Europa, Africa ed Oriente. Nei Paesi che hanno necessità di iniziare uno sviluppo industriale, abbiamo la possibilità di moltiplicare le collaborazioni. Abbiamo iniziato queste collaborazioni con una formula nuova; un’associazione al cinquanta per cento sia nei consigli di amministrazioni, sia nella distribuzione degli incarichi tecnici. Pensiamo che questa opera sia utile per tutto l’Occidente, che a sua volta ha bisogno di nuovi modelli collaborativi”.
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Illustrati i contenuti della settima edizione nella sede della Fondazione Carisal.
Presentato il premio “Start Up evolution-Pinuccio Lamura”
Innovazione, imprenditoria, giovani, sviluppo del territorio, transizione ecologica e sostenibilità: le “parole chiave” che caratterizzano l’iniziativa con sempre maggiore risonanza nel territorio salernitano (e non solo).

Il presidente Credendino con Pasquale e Francesco Lamura
chi vuole investire sulle proprie competenze e nel proprio territorio, in particolare valorizzando la green economy che rappresenta un settore di intervento al quale prestiamo molta attenzione. Ci accomuna l’intento di sostenere la crescita del territorio ed il benessere della nostra comunità”.
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Con 37 trofei nazionali i nerazzurri sono il secondo undici italiano più titolato dopo la Juventus.
Inter, un palmarès che incanta tutto il mondo
Scelta come squadra mondiale dell’anno (World’s Club Team of the Year) nel 1998 e nel 2010 dall’Istituto Internazionale di Storia e Statistica del Calcio, occupa il terzo posto tra i club italiani, il sesto a livello globale relativamente al periodo 1991-2008, e il sesto nella classifica delle migliori compagini europee del XX secolo tra il 1901 e il 2000.

Sala Trofei dell'Inter-Maggio 2024
Le stelle dorate presenti sulla divisa nerazzurra rappresentano i 20 campionati nazionali vinti dalla società. Il decimo alloro nazionale fu conquistato nella stagione 1965-1966 (l’Inter fu il secondo club italiano, dopo la Juventus, a poter esporre sulle maglie tale riconoscimento). Il ventesimo scudetto è stato conquistato nella stagione 2023-2024.
I suoi 9 trofei vinti e riconosciuti dalla FIFA in ambito internazionale la rendono attualmente la terza squadra italiana dietro Milan e Juventus, l’ottava in Europa e la diciassettesima al mondo per numero di tornei conquistati. L’Inter è seconda, a pari merito con la Juventus e il Liverpool, per numero di titoli in Coppa UEFA (nota come Europa League dall’edizione 2009-2010).
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