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Salerno Economy XII.28 – 28.07.2023

Nato a Verona il 25 agosto del 1941, morto a Milano il 20 giugno del 2020, è stato un centrocampista dotato di estro, fantasia e capacità tecniche non comuni. Ha giocato nell’Inter dal 1957 al 1973.

Mario Corso e Pelè, la foto magica scattata nel 1963

Un grande, un grandissimo inventore di calcio, quel calcio che abbiamo sognato da ragazzini e abbiamo imparato a vedere in quelle tv che apparivano in bianco e nero. Il mito di chi ha saputo inventare le traiettorie a foglia morta e i tiri che arrivavano in rete senza avvisare nessuno.
Mario Corso-Foto con Pelè (inter.it)
Mario Corso con Pelè
La foto che accompagna questo pezzo che salernoeconomy.it non può non dedicare a Mario Corso, vero e sempre presente trequartista puro dell’Inter che faceva girare la testa negli anni 60’ - come lo definì qualche anno fa, al momento della notizia della sua scomparsa, il grande Mario Sconcerti sul Corriere della Sera - fu scattata a San Siro con Pelè: il 12 maggio del 1963, negli spogliatoi, poco dopo il fischio finale dell’amichevole Italia-Brasile (3-0) con le reti di Sormani, Sandro Mazzola (su calcio di rigore) e Bulgarelli. Pelè fu in campo per poco più di 25 minuti, subendo l’implacabile marcatura a uomo di Giovanni Trapattoni. Poi, fu sostituito per qualche piccolo problema fisico. Corso disputò la ripresa e non ebbe occasione di ritrovarsi con Pelè nel rettangolo di gioco. Ma negli spogliatoi ci fu lo scatto che entrò nella storia del calcio.
Mario Corso “lo abbiamo raccontato - scrive l’Inter (inter.it) - in tanti modi: con le immagini in bianco e nero delle sue prodezze, con i ricordi dei compagni che ancora oggi si chiedono come facesse a calciare quelle punizioni a foglia morta con quei palloni tanto duri e pesanti. E con le sue parole, mai banali, fino a quell’ultima frase che ci aveva regalato: Ho dedicato 60 anni di vita all'Inter: ho avuto tantissimo, ho dato qualcosa”. E così scendiamo nel dettaglio di questa foto con Pelè che raccoglie un significato esistenziale: “Una foto particolare - spiega l’Inter - preziosissima e storica. Mario, maglioncino e camicia, abbraccia Pelé. Sì, il leggendario brasiliano. Corso era l’unico calciatore che Pelé avrebbe voluto nel suo Brasile: non una leggenda metropolitana, ma una ammirazione chiara e sincera che Pelé non ha mai nascosto”.
Perché? Perché era molto facile riconoscere nel modo di stare in campo - e nel mondo - di Corso il segno superiore della genialità, della ricerca istantanea del gesto che folgora tutti gli altri e li incammina sulla strada aperta del gol, che, pure, lascia apparire all’improvviso, il ricamo armonico della meraviglia.
Mario Corso - nato a Verona il 25 agosto 1941, morto a Milano il 20 giugno del 2020 - è stato un centrocampista dotato di estro, fantasia e capacità tecniche non comuni. Ha giocato nell’Inter dal 1957 al 1973. Ha concluso la sua carriera al Genoa (nel 1975). In nerazzurro ha firmato 507 presenze con 95 reti. Ha vinto quattro campionati di A, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. In nazionale è stato in campo 23 volte, con quattro reti.
(continua)
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“Una community interna è al lavoro per mettere a sistema un modello replicabile in tutte le sedi”.

“Formamentis” diventa Società Benefit

Il presidente Melara: “Se da un lato il ben-essere dei lavoratori è una costante del gruppo, dall’altro ci si è posti come obiettivo quello di rafforzare le politiche di orientamento e inserimento al lavoro delle persone in difficoltà”.
1-Foto Giuseppe_Melara
Il presidente di FMTS Group, Giuseppe Melara
“Formamentis”, la holding di FMTS Group, il network d’imprese che si occupa di formazione, è Società Benefit. L’ufficializzazione è arrivata in questi ultimi giorni. “Un passaggio formale - spiega Giuseppe Melara, presidente di FMTS Group - che si radica nelle scelte fatte da Formamentis fin dalla nascita. Pensare e agire in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti delle persone, della comunità, dei territori, dell’ambiente sono da sempre i nostri caratteri distintivi”. FMTS Group è un insieme di 22 aziende, con 16 sedi italiane e 7 all’estero, può contare sul contributo di quasi 400 persone, di queste il 70% sono donne e l’età media è di 36 anni. Il passaggio a Società Benefit si unisce alla trasformazione in S.p.A, scelta che conferma la crescita rilevante del gruppo che si dota oggi di nuovi strumenti per affrontare consapevolmente il mercato”.
Numerose le politiche di welfare aziendale “già precedentemente adottate e che continueranno ad essere messe in atto con ancora maggior vigore”. L’headquarter del gruppo a Pontecagnano Faiano (Campania) contiene i riferimenti principali: palestra, asilo nido, bar e aree dedicate alla condivisione: “un ambiente pensato e realizzato per sostenere un lavoro più sereno”. Il parco esterno “è dotato di biciclette a disposizione dei dipendenti; una parte del roof ospita un impianto fotovoltaico che rende la sede parzialmente autonoma per il consumo di energia. La vicina struttura, che a breve ospiterà EduWork, accoglie un impianto in grado di produrre energia tale da immaginare una ri-condivisione; il valore della mancata emissione di CO2 pari a 6.139 alberi piantati”.
(continua)
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“Numerosi studi internazionali documentano come il rialzo delle temperature incida negativamente sulle decisioni delle famiglie e delle imprese”.

Confesercenti, caldo: “A rischio circa 3,4 miliardi di spesa”

“L’ondata di calore scatenata da Caronte scoraggia l’attività all’aria aperta e le interazioni sociali, riducendo la propensione al consumo”.
Spesa famiglie-Confcommercio
Flussi in uscita in bilico
“Alte temperature, bassi consumi. L’ondata di calore scatenata da Caronte scoraggia l’attività all’aria aperta e le interazioni sociali, riducendo la propensione al consumo delle famiglie nei giorni di massimo calore, e mette a rischio circa 3,4 miliardi di euro di spesa. Numerosi studi internazionali documentano come il rialzo delle temperature incida negativamente sulle decisioni di spesa delle famiglie e delle imprese. Tanto più prolungati i periodi di caldo eccessivo, tanto maggiore è il sacrificio che ne può derivare in termini di consumi. Per dare conto di quanto questi effetti siano oggi rilevanti, si consideri che Caronte è ormai in atto dalla metà di luglio”. Secondo le valutazioni di Confesercenti, “una settimana di caldo oltre la norma arriva a determinare una contrazione dello 0,2% dei consumi del mese nel quale si verifica lo shock di temperatura, che potrebbero quindi subire una riduzione di 3,4 miliardi rispetto all’andamento riscontrato nella prima metà del mese”.
Le valutazioni “sono confermate dalle imprese associate”. In particolare, in tutta Italia “ci segnalano - evidenzia Confesercenti - un rallentamento degli acquisti e un cambiamento delle fasce orarie degli acquisti nei negozi: cittadini e turisti rinunciano allo shopping nelle ore più calde del giorno, concentrandolo nel tardo pomeriggio, in particolare dalle 18.00 in poi. Uno spostamento sfavorevole per il commercio su aree pubbliche: nei mercati e mercatini all’aperto, tradizionalmente attivi la mattina, alcuni nostri associati segnalano cali fino al 30% delle vendite rispetto allo scorso luglio. Situazione difficile anche per le attività della ristorazione: il caldo straordinario scoraggia l’utilizzo di dehors e tavoli all’esterno, in particolare nelle città del Centro Sud”.
(Fonte: confesercenti.it/24.07.2023)
(continua)
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“La situazione di difficoltà si estende alle imprese agricole colpite dal maltempo e dal caldo”.

Pnrr e contratti di filiera, la risposta al caro spesa

Coldiretti: “I prezzi di cibi e bevande sono balzati dell’11% a giugno con l’inflazione alimentare più alta da 40 anni che ha costretto a spendere quasi 4 miliardi in più per mangiare a causa dei rincari”.
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Contrazioni dei budget reali
“Per salvare la spesa degli italiani costretti a tagliare del 5% in quantità il cibo acquistato nel 2023 per effetto dell’aumento dei prezzi, è necessario aumentare i fondi destinati ai contratti di filiera nell’ambito del Pnrr per soddisfare gli investimenti proposti dalla pasta alla carne, dal latte all’olio, dalla frutta alla verdura”. E’ quanto ha chiesto il presidente della Coldiretti Ettore Prandini in occasione dell’assemblea nazionale a Roma davanti a rappresentanti degli agricoltori arrivati da tutte le regioni. “I prezzi di cibi e bevande sono balzati dell’11% a giugno con l’inflazione alimentare più alta da 40 anni che ha costretto gli italiani a spendere quasi 4 miliardi in più per mangiare a causa dei rincari, secondo l’analisi della Coldiretti che evidenzia che volano gli acquisti di cibo low cost con i discount alimentari che fanno segnare un balzo del +9% nei primi cinque mesi nelle vendite in valore, il più elevato tra gli scaffali del dettaglio. Il risultato dei discount - precisa la Coldiretti - evidenzia la difficoltà in cui si trovano le famiglie italiane che, spinte dai rincari, orientano le proprie spese su canali a basso prezzo rinunciando anche alla qualità. Le famiglie tagliano gli acquisti e vanno a caccia dei prezzi più bassi anche facendo lo slalom nel punto vendita, cambiando negozio, supermercato o discount alla ricerca di promozioni per i diversi prodotti”.
Ma “la situazione di difficoltà si estende - specifica la Coldiretti - alle imprese agricole colpite dal maltempo e dal caldo che hanno decimato i raccolti e dai bassi prezzi che in non molti casi non coprono neanche i costi di produzione con il rischio dell’abbandono di interi territori, a partire dal grano la coltivazione più diffusa nelle campagne, con i prezzi crollati del 40% rispetto allo scorso anno”.
(Fonte: coldiretti.it/18.07.2023)
(continua)
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