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I numeri dell'economia »

L’analisi di Movimprese presso le Camere di Commercio in Italia (2019).
27mila imprese in più (+0,4%), ma è il saldo più basso degli ultimi 5 anni
In crescita aperture e chiusure. In aumento l’offerta di servizi, ancora in contrazione commercio, agricoltura e manifattura. Rallenta la crisi dell’artigianato. In Campania la provincia di Salerno si segnala con un tasso di crescita annuale pari al +034% e con +415 imprese (6.903 iscrizioni e 6.488 cessazioni).

Circa 5mila in più rispetto all’anno precedente Sono 353.052 le imprese nate nel 2019. Ma “326.423 hanno chiuso i battenti nello stesso periodo, 10mila in più rispetto al 2018”. E il risultato di queste due dinamiche “ha consegnato, a fine anno, un saldo tra entrate e uscite positivo per 26.629 imprese, il saldo minore degli ultimi 5 anni”. A fine dicembre 2019 “lo stock complessivo delle imprese esistenti ammontava a 6.091.971 unità”. Crescono “i settori dei servizi legati al turismo (8.211 imprese in più per l’alloggio e la ristorazione), le attività professionali (+6.663), i servizi alle imprese (+6.319) e – sulla scia del basso costo dei mutui e degli incentivi al recupero edilizio ed energetico – le attività immobiliari (+4.663) e le costruzioni (+3.258)”. Si restringe invece ulteriormente (-4.107 imprese) “la platea dell’industria manifatturiera, quella del commercio (-12.264) e dell’agricoltura (-7.432)”. Segnali incoraggianti “vengono dall’artigianato che, pur chiudendo in rosso il bilancio annuale (-7.592 attività), dopo otto anni vede tornare a crescere il numero delle iscrizioni di nuove imprese”. Questi i principali dati emersi dal Registro delle Imprese e diffusi da Unioncamere sulla base di Movimprese, la rilevazione trimestrale condotta da InfoCamere, la società delle Camere di Commercio Italiane per l’innovazione digitale.

Il Nord-Est in calo, cresce il Mezzogiorno.

“Guardando alla geografia delle imprese, a restare al palo tra le grandi macro-ripartizioni (confermando la performance del 2018) è stato il Nord-Est (-0,1% il tasso di crescita, equivalente a circa 1000 imprese in meno nei dodici mesi). Il dato più positivo riguarda il Mezzogiorno che, con una crescita di 14.534 unità, da solo determina oltre la metà (il 54,6%) di tutto il saldo positivo dello scorso anno”.

Le regioni in crescita. C’è la Campania.

Tra le regioni “la crescita più sensibile in termini assoluti si registra, ancora una volta, nel Lazio (con 9.206 imprese in più rispetto al 2018, corrispondenti a un tasso di crescita dell’1,4%, il migliore tra le regioni), seguito da Campania (5.746) e Lombardia (+5.073).

La provincia di Salerno con il segno più.

In Campania la provincia di Salerno si segnala con un tasso di crescita annuale pari al +034% e con +415 imprese (6.903 iscrizioni e 6.488 cessazioni).

Piemonte, Emilia Romagna e Marche in contrazione.

Sul fronte opposto “Piemonte (-1.517), Emilia-Romagna (-1.431) e Marche (-909) sono le regioni che hanno fatto segnare le contrazioni più apprezzabili nel numero di imprese registrate mentre, in termini percentuali, a segnare maggiormente il passo è stato il Friuli Venezia Giulia (-0,7%)”.

Società di capitali in crescita.

“A conferma di un trend ormai consolidato, il bilancio del tessuto imprenditoriale resta positivo quasi esclusivamente per merito delle società di capitali (+3,52% il loro tasso di crescita nel 2019, per un saldo pari a ben 60.382 imprese in più rispetto al 2018). Un bottino sufficiente a compensare la perdita di circa 18mila società di persone (-1,8%) e di poco più di 16mila imprese individuali (-0,5%)”.

(Fonte: unioncamere.gov.it/ 28.01.2020)

 

 

 

 

 

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