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Salerno Economy XIV.10 – 21.03.2025

La Banca Centrale Europea ha annunciato (6 marzo 2025) un ulteriore taglio dei tassi di interesse (25 punti base).

Lagarde: il mercato non può dare per scontata la riduzione del costo del denaro

Dal punto di vista previsionale, la Bce colloca l’inflazione complessiva al 2,3% quest’anno, all’1,9% nel 2026 e al 2,0% nel 2027. Rimodulato verso il basso il Pil dell’Eurozona: +0,9% nel 2025, +1,2% nel 2026 e +1,3% nel 2027.
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Christine Lagarde (Bce)
Non si è fermata al taglio dei tassi dei mutui (30 gennaio 2025), la Banca Centrale Europea ha annunciato (6 marzo 2025) un ulteriore taglio dei tassi di interesse (25 punti base). E’ la sesta riduzione da giugno, a conferma che si sta attuando politica monetaria che si può definire “meno restrittiva”. Dal punto di vista previsionale, la Bce colloca l’inflazione complessiva al 2,3% quest’anno, all’1,9% nel 2026 e al 2,0% nel 2027. Va detto che per quanto riguarda l’inflazione “core” - che non prende in considerazione energia e alimentari - è destinata a rimanere, secondo queste previsioni, leggermente più alta, almeno il 2,2% quest’anno, per poi scendere in progressione. Va precisato che le prospettive di crescita economica sono più deboli. La Bce ha rimodulato verso il basso il Pil dell’Eurozona: siamo al +0,9% nel 2025, al +1,2% nel 2026 e +1,3% nel 2027. L’economia, quindi, appare in frenata, principalmente per il flusso delle esportazioni (più debole) e per gli investimenti che si consolidano incerti.
In ogni caso, si rimodella il mercato del credito: le famiglie possono usufruire di condizioni più vantaggiose per mutui e prestiti, con una discesa dei tassi di interesse che le banche sono chiamate ad applicare. Anche se la Bce mantiene aperte prospettive incerte in relazione alla movimentazione dell’inflazione, con particolare attenzione alla politica economica tedesca che sicuramente avrà un riflesso sulla stessa Bce.
Proprio l’atteggiamento prudenziale dell’istituto di Francoforte mantiene alta l’attenzione di osservatori ed esperti: cosa aspettarsi in concreto dalla Bce? Ci sarà una fermata dei tagli nel mese di aprile? I mercati finanziari valuteranno con attenzione le dichiarazioni di Christine Lagarde, che disegnerà prossimamente le mosse della politica monetaria. L’Eurozona affronta una fase molto particolare: sostegno alla crescita economica e raggiungimento della stabilità dei prezzi. Due obiettivi non semplici da agguantare contemporaneamente.
Bisogna ricordare che il mandato della Banca centrale europea è la stabilità dei prezzi nell’area euro. Guerra commerciale e incertezza geopolitica per i conflitti e anche per i numerosi annunci del presidente americano Donald Trump, confermano la difficoltà del raggiungimento dell’obiettivo primario della Bce.
(continua)
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“L’inflazione accelera leggermente, portandosi all’1,6% dall’1,5% di gennaio”.

A febbraio l’indice dei prezzi al consumo aumenta (+0,2%)

Secondo l’analisi dell’Istat, “la dinamica tendenziale risente” della crescita dei beni energetici regolamentati (da +27,5% a +31,4%), della flessione dei beni energetici non regolamentati (da -3,0% a -1,9%) e dell’aumento del ritmo di crescita dei beni alimentari non lavorati (da +2,2% a +2,9%) e lavorati (da +1,7% a +1,9%)”.
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L'onda dei prezzi
“Nel mese di febbraio (2025), l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, aumenta dello 0,2% rispetto a gennaio (2025) e dell’1,6% rispetto a febbraio 2024 (da +1,5% del mese precedente); la stima preliminare era +1,7%). Secondo l’analisi dell’Istat, “la dinamica tendenziale dell’indice generale risente dell’accelerazione dei prezzi dei beni energetici regolamentati (da +27,5% a +31,4%), del marcato ridimensionamento della flessione di quelli dei beni energetici non regolamentati (da -3,0% a -1,9%) e dell’aumento del ritmo di crescita dei prezzi dei beni alimentari non lavorati (da +2,2% a +2,9%) e lavorati (da +1,7% a +1,9%)”. Nello stesso tempo, di contro, “si assiste a una decelerazione dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (da +2,5% a +1,9%), dei servizi relativi alle comunicazioni (da +1,1% a +0,5%) e di quelli dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,3% a +3,1%)”.
Va detto che nel mese di febbraio l’“inflazione di fondo”, “al netto degli energetici e degli alimentari freschi, si riduce, così come quella al netto dei soli beni energetici (entrambe le variazioni tendenziali passano da +1,8% a +1,7%)”.
Occorre evidenziare che la “dinamica tendenziale dei prezzi dei beni evidenzia una nuova accelerazione (da +0,7% a +1,1%), mentre quella dei servizi rallenta (da +2,6% a +2,4%). Il differenziale inflazionistico tra il comparto dei servizi e quello dei beni scende quindi a +1,3 punti percentuali (dai +1,9 di gennaio 2025)”. Come pure “il tasso tendenziale di variazione dei prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumenta (da +1,7% a +2,0%), mentre quello dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto diminuisce (da +2,0% a +1,9%)”. Risulta evidente che “l’aumento congiunturale dell’indice generale è dovuto prevalentemente ai prezzi degli energetici regolamentati (+0,8%) e non regolamentati (+0,7%), ma anche a quelli dei beni non durevoli (+0,4%) e dei servizi relativi all’abitazione (+0,3%); i prezzi dei tabacchi (+2,5%) risentono anche dell’aumento delle accise. Gli effetti dei suddetti aumenti sono stati solo in parte compensati dalla diminuzione dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti e dei beni durevoli (entrambi a -0,2%)”. In conclusione, “l’inflazione acquisita per il 2025 è pari a +1,1% per l’indice generale e a +0,6% per la componente di fondo”, “l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) a febbraio 2025 aumenta dello 0,1% su base mensile e dell’1,7% su base annua (stabile rispetto a gennaio 2025), confermando la stima preliminare” mentre “l’’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, cresce dello 0,2% rispetto a gennaio e dell’1,5% rispetto a febbraio 2024”.
(istat.it/Periodo di riferimento: 17 Marzo 2025/Prossima diffusione: 31 Marzo 2025)
(continua)
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L’intero ragionamento sull’assetto urbanistico della macroarea che potremmo chiamare visione di una Nuova Neonapoli Nord.

I sindaci metropolitani, l’Altra Modernità e i tanti ritardi culturali

Come offrire una prospettiva all’ipotesi del terzo scalo aereo e soprattutto all’intera area della Campania Felix, evitando di concentrare su Napoli altre non fattibilità di progetti solo narrati.
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Pasquale Persico
di Pasquale Persico

Il sindaco di Succivo, al principio del mandato dell’attuale sindaco metropolitano, in un confronto largo sui temi della geotermia con gli attuali delegati alla pianificazione del Sindaco Metropolitano, aveva ipotizzato la possibilità di trasferire l’INGV (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) in un’area del suo Comune, policentrica rispetto ai grandi temi della transizione ecologica, necessaria a dare una prospettiva a tutta l’area flegrea. La Città Atelliana con la sua storia archeologica ancora da scrivere, ha dovuto registrare, invece, la diversa prospettiva dell’Istituto INGV, a cui non era ed sembra estranea, se cosi si può dire, la diversa visione politica di più sindaci metropolitani. E non parlo soltanto dell’attuale sindaco di Napoli, che, con la investitura di presidente ANCI, è chiamato ad accogliere altre e nuove responsabilità, proponendo, per esempio, per tutta l’Italia l’elezione diretta dei sindaci metropolitani. L’aggravarsi della crisi dell’intera area a Nord di Napoli induce a trovare una soluzione e una ipotesi di area vasta, che mettano in discussione l’intero ragionamento sull’assetto urbanistico della macroarea, che potremmo chiamare visione di una Nuova Neonapoli Nord. Si tratterebbe di dare una prospettiva anche all’ipotesi del terzo scalo aereo e soprattutto all’intera area della Campania Felix (Aldo Rossi docet) evitando di concentrare su Napoli altre non fattibilità di progetti solo narrati (Palazzo Fuga ed altri, per capirci).
L’Ipotesi discussa a Succivo, si basava sull’idea di fare diventare la risorsa geotermica, nei tre livelli di efficacia, i nuovi cementi giapponesi e le nuove tecnologie antisismiche, la base culturale per una strategia di finanza di città, capace di moltiplicare la fattibilità probabile del progetto processo. La geotermia diventava la riflessione per allontanare la precarietà della prevenzione di emergenza a favore di un nuova arcipelago di urbanità visto con il macroscopio della mente di Shimamoto (per concepire una ricerca dei nuovi colori dell’altra urbanità connessa alla terza ecologia): aumentare i colori dell’area flegrea, oltre quelli dell’emergenza, individuando le sottrazioni necessarie per aggiungere sicurezza programmatica e scalare nell’area vasta a più colori, dovrebbe diventare un nuovo ritornello programma.
Le enormi potenzialità della geotermia (vedi le ricerche e gli sviluppi in Finlandia) potrebbero diventare il volano finanziario per dare fattibilità anche al tema delle assicurazioni complementari a carico dei privati. La finanza di città come cambio di paradigma rispetto alla finanza di progetto (questa comunque assente in tutta la progettazione d’emergenza) per nuovi standard lep (beni Pubblici) sulla sicurezza dell’abitare.
Agli attuali colori del piano evacuazione si dovrebbe aggiungere il colore della nuova programmazione di area vasta estesa alle province di Caserta, Avellino e Benevento, come già ipotizzato dallo stesso statuto della Città Metropolitana, dove le aree omogenee potrebbero, strategicamente, dialogare con le aree delle province connesse.
Racconto l’ipotesi sottoposta ad alcuni amici di grossi player dell’energia.
(continua)
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Tra le due compagini vi è una curiosa affinità. Entrambe avevano cominciato con la difesa a quattro e con gli esterni alti per, poi, passare ad un modulo decisamente più accorto.

E ora è il tempo di “abbattere” le Aquile

Il Palermo ha già incontrato la Salernitana in una situazione più o meno analoga nell’annata 2004-2005 dove una squadra in forte difficoltà riuscì a battere i siciliani e a raggiungere la salvezza.
Salernitana
Le mille strategie per vincere
di Ubaldo Gatto

La Salernitana si prepara alla sfida col Palermo che vive anch’esso un momento difficile. La gara di sabato scorso ha consegnato un punto alla truppa granata che si è mostrata in grado in un paio di occasioni di poter fare bottino pieno in un San Nicola con oltre 4mila tifosi granata. Quella di domenica sarà anche la sfida a due ex mancati come Pojampalo e soprattutto Brunori che a novembre era ad un passo dai granata. L’ex direttore Petrachi, infatti, era quasi riuscito ad intavolare una bozza di accordo con il centravanti italo- brasiliano che al tempo era in uscita dalla società rosanero. Proprio il periodo dei siciliani può indurre a pensare positivo, soprattutto se permarrà questo stato di cose in casa palermitana. La panchina di Dionisi appare tutt’altro che salda, ma se non si dovesse provvedere ad un esonero il tecnico si giocherà tutto all’Arechi e sarà compito dei granata esonerarlo uscendo dai bassifondi della classifica. Per tale motivo è ora di “abbattere”, sportivamente parlando, le Aquile rosanero cercando di arginare le loro bocche da fuoco e colpire quando ce ne sarà l’opportunità. Tra le due compagini, inoltre, vi è una curiosa affinità. Entrambe avevano cominciato con la difesa a quattro e con gli esterni alti per poi passare ad un modulo decisamente più accorto. Inoltre, il periodo nero dei granata ha avuto come origine la sbornia post Palermo.Volendosi appellare alla scaramanzia, il Palermo ha già incontrato la Salernitana in una situazione più o meno analoga nell’annata 2004-2005 dove una squadra in forte difficoltà riuscì a battere i siciliani e a raggiungere la salvezza. In quell’anno si ritirò anche capitan Breda che oggi si affida a Cerri e Raimondo, insieme a Verde, come Gregucci si affidò a Bombardini, Palladino e Di Vicino. In quella stagione il pubblico con presenze da record rappresentò il dodicesimo uomo contribuendo a creare un’atmosfera da “battaglia” contro compagini ben più attrezzate dell’allora Salernitana anche grazie a numerose iniziative societarie volte a facilitare l’ingresso in quel di via Allende. Per tale motivo la società potrebbe consolidare prezzi più bassi al fine di avere uno stadio pieno per una partita molto importante per il prosieguo della stagione.

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