Da destra e sinistra sono venuti i successi veri e propri che si potevano già intravedere nei percorsi affrontati.
E in battaglia, dopo la grande guerra, rimasero solo in due
Si guardano, si osservano, si contrastano nei loro stessi territori. Probabilmente provano a riprendere fiato, in una partita che ha designato una sola vincitrice. E’andata così. E si continua, lo sanno già.

Meloni-Schlein, il confronto continua
A destra e a sinistra sono venute le vittorie vere e proprie che si potevano intravedere nei percorsi affrontati con chiarezza televisivamente deducibile e che esaltavano la linearità di un percorso, fino alla fine, senza tentennamenti. Riduceva, cioè, la capacità di dispersione per privilegiare la scelta dettata dalla linearità coerente dei comportamenti, delle decisioni individuate e sostenute, mantenute anche nella manifestazione oppositiva (alla decisione stessa) più continua e magari non del tutto prevista.
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Dal punto di vista del governatore della Banca d’Italia: “Il nostro Paese non è condannato alla stagnazione”.
Panetta, necessari più immigrati regolari per crescere
Indispensabile realizzare con i partner europei “una risposta comune”, per contare in Europa e nel resto del mondo.

Il governatore Fabio Panetta
L’Italia e l'Europa possono “superare le difficoltà”? Dal punto di vista di Panetta, “Il nostro Paese non è condannato alla stagnazione”, ma può cambiare la tendenza, soprattutto se con i partner europei saprà realizzare “una risposta comune” e “tornare a crescere e per contare in Europa, e con l’Europa contare nel mondo”. Fabio Panetta, che era al suo esordio nella considerazioni finali come governatore della Banca d’Italia, evidenzia, quindi, il suo forte tratto europeista e, di fronte alla rappresentativa platea, rimarca la necessita di guardare avanti, senza tergiversare su fatti e eventi che appartengono al passato. Occorre, invece, puntare con decisione al futuro. Un grafico - presente nel testo della relazione - sintetizza i principali punti di forza che sono già all’attivo del nostro Paese: dinamica di investimenti ed esportazioni fra il 2019 e il 2023 e ripresa post pandemica si sono rivelati più che consistenti (+15% e +9%), più alti di Francia, Germania, Spagna e della media europea. Hanno aiutato incentivi fiscali, politiche monetarie espansive, ma anche la reazione delle imprese che deve consentire di implementare la “produttività”, “ancora insufficiente”.
Questo appello è stato raccolto da banchieri e imprenditori. Il presidente di Intesa Sanpaolo, Gianmaria Gros-Pietro, sottolinea che “l'Italia ce la può fare” perché “le aziende hanno imparato la lezione degli scorsi anni” e hanno investito “su capitale umano e innovazione raccogliendo i frutti”. Il neo presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha sottolineato l’invito “al cambio di passo dell'Europa”, “all'incremento degli investimenti per la produttività delle imprese” e al “capitale umano”. La produttività è da tempo il riferimento principale della Banca d’Italia: resta la principale strada per aumentare i salari che sono fermi rispetto ai partner europei, i redditi orari dei lavoratori dipendenti risultano inferiori di un quarto a quelli di Francia e Germania. Con la società che invecchia, un flusso migratorio più che consistente e un aumento del tasso di occupazione restano importanti correttivi. La produttività potrà giovarsi della tecnologia. Il governatore ha sottolineato il ruolo prezioso del credito d’imposta, oltre che il contributo dell’intelligenza artificiale. Secondo le stime della Banca d'Italia, l’Ia “riguarderebbero due lavoratori su tre”, circa 17 milioni con effetti positivi “ma per una minoranza di loro, specie in alcuni settori ‘le occasioni di impiego potrebbero ridursi’ e bisognerà gestire la fase di transizione.
(Sito: ansa.it-economia-31.05.2024)
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“L’apprezzamento mondiale si deve agli studi dello scienziato americano Ancel Keys che per primo ne ha evidenziato gli effetti benefici”.
Boom export Dieta Mediterranea, “Va difeso dalle multinazionali”
“Sul successo - evidenzia la Coldiretti - pesano, però, i pericoli legati ai nuovi sistemi di etichettatura come il Nutriscore, il metodo che ne penalizza i suoi prodotti simbolo, concentrandosi solo su alcune sostanze nutritive come zucchero, grassi e sale, ma senza tener conto delle quantità assunte”.

Tipicità autentiche
“Sul successo della Dieta Mediterranea - evidenzia la Coldiretti - pesano, però, i pericoli legati ai nuovi sistemi di etichettatura come il Nutriscore, il sistema sostenuto dalle multinazionali che ne penalizza proprio i suoi prodotti simbolo, concentrandosi solo su alcune sostanze nutritive come zucchero, grassi e sale, ma senza tener conto delle quantità assunte. Basti pensare che alcuni gioielli del made in Italy a tavola sono classificati con la lettera ‘E’ in rosso (il ‘rating peggiore’) ma lo stesso olio extravergine d’oliva, riconosciuto da tutti come elisir di lunga vita, può vantare appena una ‘C’, mentre bevande gassate e cibi senza alcun legame con prodotti naturali, di cui spesso non è nota neppure la ricetta, vengono promossi a pieni voti col bollino verde e la lettera ‘A’. Un sistema ingannevole che la prossima Commissione Europea dovrà bloccare definitivamente - aggiunge Coldiretti - poiché finisce paradossalmente per escludere dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta”.
(Fonte:coldiretti.it/25.05.2024)
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Esordì nel calcio professionistico a 15 anni con la squadra dove aveva mostrato subito il suo talento, il Lecce (campionato di serie C, 1964-1965).
Franco Causio, la classe e la fantasia sulla testa del bomber
“Il Barone” era un’ala destra con il controllo di palla e l’abilità nel dribbling che sapevano incantare tifosi e calciatori alla stessa maniera. Grandissime magie che si abbattevano sul campo senza risparmiare nessuno.

Il "barone" Franco Causio
Esordì nel calcio professionistico a 15 anni con la squadra dove aveva mostrato subito il suo talento, il Lecce (campionato di serie C, 1964-1965). Dal Lecce, con tre presenze nella stagione d’esordio, si trasferì alla Sambenedettese: (1965-1966), 13 presenze (Serie C). Lo notò la Juventus che lo ingaggiò nel 1966. Nel primo anno in bianconero non scese mai in campo, poi nella seconda stagione marcò una sola presenza, esordio in Serie A: Mantova-Juventus (0-0), 21 gennaio del 1968. Poi va in prestito: alla Reggina (30 presenze e 5 gol nel campionato di Serie B 1968-1969), al Palermo, (3 gol in 22 partite nel suo primo campionato da titolare nella massima serie).
Nel 1970 è di nuovo Juventus, nella squadra delle riserve. La fiducia dell’allenatore della prima squadra, Armando Picchi, nell’autunno dell’anno successivo lo promuove, stabilmente, titolare. Vestirà la maglia da titolare per undici stagioni: vince sei scudetti, la Coppa UEFA 1976-1977 e la Coppa Italia 1978-1979.
Nel 1981 fu ceduto all’Udinese. E’ una seconda giovinezza per Causio: gioca altri tre anni su alti livelli e riconquista anche la maglia della nazionale. Si trasferisce all’Inter nel 1984, milita in nerazzurro per una sola stagione, poi fa ritorno (dopo vent’anni) al Lecce, il club che lo aveva lanciato agli esordi. Nella Triestina, la sua ultima squadra, chiuse la carriera in serie B (1987-1988) dopo una vittoria (2-1) sulla Cremonese.
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