Il “nuovo” è più vecchio del vecchio, ma è destinato ad assumere la parvenza di “nuovo” senza alcun timore di non sembrare “nuovo”.
La politica? Tra cambi di stagione e (solite) contraddizioni
Non si decide mai niente di realisticamente inamovibile: è il cambio di “stagione” che prende forma giorno dopo giorno, ora dopo ora, momento dopo momento. E le “fondamentali” ragioni dei partiti non ci sono proprio più.

Interrogativi e false domande
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Verisure Italia-Censis hanno presentato il 2° Rapporto dell’Osservatorio sulla Sicurezza.
In nove milioni vittime di furti in casa
Il 75,4% della popolazione è convinto che dotarsi di sistemi di protezione domestica “fa vivere meglio” e “1 su 2 è intenzionato a investire di più nei prossimi anni”. La situazione “non è la stessa in tutti i territori”.

Furti negli appartamenti
Il trend dei reati: forte allarme nelle aree metropolitane.
“Nel 2022 sono stati commessi complessivamente 135.447 furti e rapine in abitazione, con un aumento rispetto all’anno precedente del 7,2%. Ma siamo molto lontani dai numeri pre-Covid e dai valori di inizio decennio. Tra il 2013 e il 2022 si registra, infatti, una diminuzione del 46,9% dei furti e delle rapine in casa. Tuttavia, la situazione non è dappertutto la stessa: questa tipologia di reati si concentra nelle grandi aree metropolitane. Al primo posto c’è Roma, dove nel 2022 sono avvenuti 11.600 furti in abitazione, pari all’8,7% del totale nazionale. Seguono Milano con 9.081 furti (il 6,8%) e Torino con 5.875 (il 4,4%). In queste tre città metropolitane si concentra il 20% di tutti i furti nelle abitazioni commessi in un anno in Italia. Se si considera l’incidenza dei furti rispetto alla popolazione residente, al primo posto si colloca Bologna con 35,7 reati di questo tipo ogni 10.000 residenti, seguita da Firenze (33,7 per 10.000 abitanti) e Venezia (33,5)”.
L’Indice Regionale della Sicurezza Domestica Censis-Verisure: il Lazio all’ultimo posto.
“Il primo Indice della sicurezza domestica a livello regionale, elaborato dal Censis per Verisure Italia, consente di posizionare le regioni italiane in una scala che va dalla più sicura, dove è minore la probabilità di rimanere vittima di un reato o di essere esposto ad altri rischi legati alla dimensione abitativa, e perciò tra i cittadini è diffuso un senso di sicurezza, fino alla regione meno sicura, dove l’effettiva possibilità di incorrere in un evento pericoloso all’interno della propria abitazione e l’allarme sociale sono più elevati. Al primo posto nella graduatoria regionale della sicurezza domestica si collocano le Marche, con un valore dell’indice di 117,3 su base 100. Seguono il Friuli-Venezia Giulia (111,9) e il Trentino-Alto Adige (111,7). All’ultimo posto per livello di sicurezza domestica reale e percepita si posiziona il Lazio, con un valore dell’indice pari a 73,8, preceduto da Campania (82,4) e Puglia (89,8). Diciassettesima è la Lombardia, con 93,3 punti”.
(Fonte: censis.it/06.11.2023)
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Dati Istat. Il tasso di disoccupazione totale sale al 7,4% e quello giovanile si attesta al 21,9% (scende di 0,1 punti).
Il record dell’occupazione arriva a settembre
Confcommercio: “Segnali confortanti, si rafforzano autonomi e occupati stabili”. Ha raggiunto quota 23milioni 656mila, il livello più alto dal 1977.

Segnali con il segno più
Altro scenario segnalano i dati sul fronte dell’occupazione, “con una crescita di 42mila unità rispetto al mese precedente. Il numero degli occupati si attesta a 23milioni 656mila, ovvero il dato più alto dal 1977, anno d’inizio delle serie storiche ricostruite, con una crescita rispetto a settembre 2022 di 512mila unità. Il tasso di occupazione sale al 61,7% (+0,1 punti). L’aumento dell'occupazione su base mensile (+0,2%) è sintesi della crescita tra gli uomini, i dipendenti permanenti, gli autonomi, gli under35 e tra chi ha almeno 50 anni, da un lato, e del calo registrato tra le donne, i dipendenti a termine e tra i 35-49enni, dall’altro. Rispetto a settembre 2022, si registra un aumento di 443 mila dipendenti permanenti e di 115 mila autonomi; il numero dei dipendenti a termine risulta invece inferiore di 47 mila unità”.
Confcommercio: “Segnali confortanti, si rafforzano autonomi e occupati stabili”.
“In crescita sia sul mese precedente, sia sul mese corrispondente, anche a settembre il mercato del lavoro evidenzia segnali confortanti: gli occupati nel complesso, nella media dei primi nove mesi del 2023, sono cresciuti di 437mila unità e le persone in cerca di occupazione si sono ridotte di 118mila unità, portando il tasso di disoccupazione medio al 7,6%, sei decimi di punto in meno rispetto al 2022; anche la crescita del tasso di disoccupazione va letta favorevolmente: una quota di inattivi o scoraggiati rientra nel mercato del lavoro attraverso azioni di ricerca di impiego”. E’ questa l’analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio sui dati relativi all’occupazione a settembre diffusi dall’Istat.
(Fonte: confcommercio.it/03.11.2023)
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Tra club, nazionale maggiore, nazionali giovanili e nazionale olimpica, ha messo insieme 646 presenze e 442 reti, alla media di 0.68 gol a partita.
Ronaldo, “O Fenômeno” che ha illuminato il mondo
La velocità abbinata a vere e proprie magie che facevano stabilmente parte del suo repertorio tecnico, gli ha consentito di segnare gol memorabili rimasti impressi nella mente di quanti lo hanno potuto apprezzare sul rettangolo di gioco.

Ronaldo, “O Fenômeno”
La caratteristica di giocare e di essere imprendibile nella corsa, indomabile nel dribbling, imprevedibile nelle conclusioni, lo ha accompagnato sempre nella sua carriera, facendolo diventare il calciatore più marcato e pressato da tanti avversari, ogni volta che è sceso in campo. La velocità abbinata a vere e proprie magie che facevano stabilmente parte del suo repertorio tecnico, gli ha consentito di segnare gol memorabili rimasti impressi nella mente di quanti lo hanno potuto apprezzare in tutto il mondo. Le sue giocate si abbinavano a dribbling che lasciavano sul posto gli avversari, mentre concludeva con tiri precisi, forti, lenti e diretti inevitabilmente in rete. Usava tutti e due i piedi, e coglieva la rete anche su calci di punizione impossibili dal punto di vista delle traiettorie. Più debole di testa, ma, comunque, forte.
Il 21 giugno del 1997 l’Inter annuncia l’acquisto di Ronaldo, anche se l’asso brasiliano aveva appena rinnovato il contratto con il Barcellona. Fu versato l’importo della clausola rescissoria: 48 miliardi di lire, più un indennizzo di 3 miliardi stabilito dalla FIFA: in questo modo il suo acquisto risultò il più costoso della storia del calcio.
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