La tempistica che emerge non appare particolarmente rapida e risolutiva.
Crisi profonda, sul tappeto il problema Sud
Prende forma nella sua gravità la complessa condizione dell’area meridionale del nostro Paese che gravita in una situazione particolarmente difficile, in attesa – da anni e anni – della realizzazione di un preciso disegno (con relative e sufficienti risorse) da portare a termine senza altri tentennamenti.

Programmare
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Parole, in questo scritto, legate l’una all’altra secondo una logica arbitraria e senza disciplina di alfabeto.
Movida, dai centimetri al nuovo spazio urbano
In molti centri (anche medio-piccoli) del Paese, i sindaci si stanno dando da fare. In questa scia sembra muoversi il dibattito in seno all’amministrazione comunale di Salerno. Disponibilità all’esterno per tavoli e tavolini e sospensione temporanea del pagamento della relativa tassa (Tosap). Edificante proposito. Ma quanto realizzabile?

Mutamenti in corso
Il dopo-Coronavirus e la lenta ripartenza. I nodi sciolti e da sciogliere attraverso la lente di ingrandimento offerta dalle parole che abbiamo imparato a pronunciare e sugli oggetti che ora ci indicano in una rinnovata prospettiva. Parole, in questo scritto, legate l’una all’altra secondo una logica arbitraria e senza disciplina di alfabeto.
Tempo.
Prima del Coronavirus sembrava misurabile, quasi percepibile. Di tempo ce n’era poco o troppo poco. Si perdeva. Gli si correva persino contro. Il tempo come categoria di orientamento continua ad esistere ma sempre meno nel linguaggio, soprattutto quello pubblico ed istituzionale. Prima del Covid-19 lo si voleva accelerato e quindi si pretendevano “tempi stretti”. Si elevava a “fattore tempo” quando lo si indicava come il sovrano misuratore dell’efficacia di una qualunque azione pubblica o provvedimento assunto dal governo e destinato ai cittadini. Adesso la parola dominante (e sinonima) è: “urgente”. Che al tempo fa riferimento ma con una inflessione drammatica ed emozionale. Tutto è urgenza. I decreti Liquidità, Semplificazione, Rilancio, con buona pace delle loro intrinseche complicazioni, si vogliono “urgenti” perché sollecitati da altrettante “urgenze”. La parole è ambiziosa. Istantanea. Una scommessa sul presente breve. Sarà, il termine, adatto alla cosa che intende definire?
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Ma l’Europa sarà capace di sostenere - oggi - le speranze dei suoi cittadini e dei popoli che a lei guardano per costruire il proprio futuro?
La lezione di Enea per uscire dalla crisi
“La politica e il denaro cercano di nascondere il nuovo sentire delle popolazioni, e, invece, moltiplicano commissari e commissioni a difesa del loro potere. Bisogna, invece, riconoscere e sostenere milioni di persone che - come l’eroe che giunse nel Lazio - diventeranno, come lui, fondatori di nuove città. Ma siamo certi che parliamo dell’Italia?”

Pasquale Persico
Finalmente Il governo e le Regioni trovano l’accordo e decidono di poter accogliere i turisti dello sviluppo, con la speranza che siano sani e spendaccioni, essi salveranno la nostra economia e rilanceranno il Made in Italy nel Mondo. La prudenza della commissione tecnica ci salverà dal virus maledetto e gli scienziati insieme alle multinazionali del mondo ci vaccineranno contro tutte le malattie che verranno: lo dicono gli scienziati incaricati dalla politica. Ma c’è di più. E’arrivato il Covid19 e i tempi dell’eterna attesa di Bagnoli rischiano di allungarsi ancora? Giunge, puntuale, la buona notizia che riguarda l’«alleanza» tra commissari per le bonifiche, quello di Bagnoli, Francesco Floro Flores e la sua collega di Taranto, napoletana, Vera Corbelli, entrambi impegnati nei siti inquinati dell’ex Italsider. Nonostante la mia stima per i due tecnici, ancora una volta lo sviluppo della comunità larga dei Campi Flegrei - città omogenea da rifondare a Nord di Napoli come componente vitale della nuova città metropolitana - viene rinchiuso nella stretta ipotesi del risanamento ambientale allontanando il buon senso del riposizionamento strategico e culturale della popolazione dell’area vasta. Il comunicato congiunto sottolinea che “per la prima volta in Italia due commissari straordinari per le bonifiche avviano una collaborazione istituzionale per ottimizzare i percorsi tecnico-amministrativi, operativi e gestionali in corso a Taranto ed a Bagnoli-Coroglio”, una prospettiva di “autoritarismo politico” si avvia a prendere il largo? E la rigenerazione sociale a cui fa riferimento l’utilizzo dei nuovi fondi europei? Quella verrà dopo, prima la soluzione tecnica necessaria a definire i diritti di accessibilità all’area: la partecipazione - insomma - ai processi ritarda, in qualche modo, le soluzioni tecniche (sembra di capire).
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Mentre nel prossimo trimestre si prospetta una “caduta ancora più pronunciata”.
Consumi, previsioni delineano vera e propria emergenza
Confesercenti: “Il Covid ci consegna Paese più povero. Certezze su risorse o sarà ecatombe”. Dati Istat confermano “segnali drammatici per famiglie ed imprese”.

Criticità
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(Fonte: confesercenti.it/ 29.05.2020)
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Rientra tra i sette cibi anticellulite ed è un toccasana per combattere la ritenzione idrica.
Melanzana? Nome curioso, gusto sicuro
Allungata o rotonda, con un colore che va dal viola scuro al più chiaro fino quasi al bianco, molto diffusa nel mondo come testimoniato dalla varietà di ricette in uso: caponata, ratatouille, parmigiana, moussaka.

Toccasana
Mia nonna metteva le melanzane sotto sale per eliminare un po’ del loro amaro e quando preparava la parmigiana la casa si impreziosiva di quel profumo riconoscibile anche da lontano. Salivo le scale e, scalino dopo scalino, il mio naso era bramoso di annusare tanto quanto il mio palato di assaggiare… Avrete capito che ho una grande passione per le melanzane che, tra l’altro, è cresciuta con gli anni. E non solo perché rientrano nei 7 cibi anticellulite visto che sono un toccasana per combattere la ritenzione idrica. Mi piacciono in tutte le salse, alla brace con peperoncino, olio aceto ed origano, al forno, nella succulenta parmigiana, semplicemente impanate e fritte ma anche sott’olio, nelle insalate, con la pasta o sulla pizza. Insomma, primo, secondo o contorno non importa, purché siano fresche e possibilmente a chilometro zero. Il nome resta, però, curioso: oltreoceano sono conosciute come eggplants perché nelle isole britanniche le varietà coltivate nel Settecento producevano frutti simili per dimensioni, forma e in colore alle uova d’oca; oggi, invece, nei Paesi anglosassoni sono chiamate aubergines che forse deriva dall’arabo, a sua volta forse da un adattamento del sanscrito.
(continua)
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