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L’immagine del bimbo portato per mano dal nonno o a cavalluccio dal papà simboleggia, spesso, la condivisione di passioni e sentimenti che si tramandano quasi ad oltranza. Una di queste è il tifo per la propria squadra del cuore. I riti domenicali, che ci vedono coinvolti, lasciano traccie indelebili nella memoria dei più giovani. Noi – che siamo la “generazione Vestuti” a Salerno – abbiamo ben impressi nella nostra mente i vari derby, quando lo stadio si riempiva in ogni ordine di posto, e lasciavamo spazio anche ai tifosi avversari , non sempre i benvenuti. Questa passione è spesso strumentalizzata , gli eventi ultimi delle curve milanesi ne sono forse la maggiore deriva.
A queste folle, purtroppo , si guarda anche (solo) in considerazione del consenso che ne deriva?
Ed è un consenso che si rincorre ad ogni costo, quando si parla, per esempio, di grandi progetti, che spesso non vedono neanche la fine.
Allora, perché non cercarlo, il consenso, attraverso la realizzazione di tanti impianti , piccoli , medi, distribuiti, però, all’interno della città? Così si darebbe il là ad una generazione di veri e propri sportivi: il nostro clima , la nostra posizione geografica attirerebbe interesse da più parti del nostro mondo. Perché bisogna conquistare il consenso di una generazione che lo sport lo pratichi, all’area aperta , per le strade , sulle nostre spiagge, nei nostri porti o all’interno di impianti nuovi e funzionali. Perché la città vuole sentirsi capace di accogliere sul serio – questo è il punto centrale – manifestazioni per la pratica sportiva.
Per non parlare delle opportunità di lavoro e di qualità della vita che senza dubbio è destinata a salire con benefici diffusi su tutto il territorio.
Sportivi per scelta, tifosi per passione!
