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Il Punto di Arpocrate di Pasquale Persico/La montagna di Ugo Marano si moltiplica e trova “asilo politico”.

L’artista Ugo Marano aveva fornito al luogo (Rufoli) due concetti per la metamorfosi e questi concetti erano divenuti anche opere di ispirazione. Il primo gesto fondante del futuro Museo Città Creativa: “La Montagna delle Forme”; il secondo: “Il Pavimento Sonoro”. Ambedue per elaborare progetti di nuova identità, design ed anti design insieme. La prima opera cresceva, nel museo, per effetto dello scarico degli scarti di taglio fatto a mano delle mattonelle di cotto. Questa attività del tagliatore della Fornace De Martino, per l’Artista, era creativa, forme uniche irrepetibili, in contrapposizione alla geometria precisa della mattonella; gli studiosi del marketing l’avrebbero battezzata banca dati delle idee. Più la Montagna cresceva e più diventavano obsolete le forme architettoniche generate fuori della fabbrica, mettendo in crisi i creativi (ed il Comune). Al  Museo Città Creativa,  che non doveva più temere furti, arrivò invece la paura di diventare impopolare. L’attività concettuale degli uomini che si esprime come capacità di creare forme di comunicazione, veniva anticipata, invece, dall’attività produttiva dell’impresa che come residuo produceva forme (idee). Il Comune vedeva crescere la Montagna delle Idee nel proprio museo e si sentiva in ritardo nel progettare i nuovi spazi urbani. Non restava che liberarsi della Montagna, e il Comune ed il Museo lo fecero.

La Montagna trovò rifugio, subito dopo, nuovamente come Pianura distesa, negli spazi aperti della Fornace De Martino, ma l’ARPAC la dichiarò dannosa perché pericolosa per più ragioni. L’unico destino era diventare sabbia riciclata per nuovi oggetti da creare senza essere più ispiratrice di forme innovative. Non restava che chiedere asilo politico.

Il tempo ed il caso sono venuti incontro alla possibilità di moltiplicarsi e  le Montagne moltiplicate, delle forme e delle idee, cresceranno, in Primavera, come nuovi HUB di ispirazione di più Ecosistemi di Innovazioni di area Vasta, fino a concorrere, come laboratori membrana di ricerca e sviluppo, a definire nuove prospettive per la decolonizzazione sincera delle ecoregioni mediterranee in grave crisi di identità. Le città di nuova urbanità hanno bisogno di entrare in  nuovi laboratori delle utopie, mettendo “Una Pietra Sopra” alle vecchie idee. Basterà ascoltare l’audio libro “Una Pietra Sopra” di Italo Calvino per appena 15 ore, oppure concentrarsi solo su due contributi: La sfida al labirinto e Gli dèi della città , e  poi far visita alle Montagne non appena la loro posizione di rifugiate sarà rimossa da luoghi “città”,  madri di nuovi arcipelaghi di  urbanità.


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