La notizia del giorno »
L’albero della cuccagna “Nutrimenti dell’arte”, a cura di Achille Bonito Oliva, è stata una mostra che ha coinvolto e coinvolge oltre 44 artisti, scelti dal critico d’arte per realizzare opere ispirate al tema arcaico dell’albero della cuccagna. Un simbolo di abbondanza eletto dall’arte a monito per invitare a riflettere oltre che sui temi dell’alimentazione anche sulle sue implicazioni sociali. L’opera di Dino Innocente – “Cuccagna Italiana sotto il cielo di Taranto” – è una tela da scenografia della lunghezza di circa dieci metri per cinque, sulla quale è tracciato con limatura di ferro il prospetto dell’Ilva di Taranto. Distante qualche metro dalla parete dove è applicata la tela, si erge una ciminiera a tutto tondo, costruita con il carbone, dell’altezza di circa cinque metri e mezzo.
L’artista descrive così la sua opera: «È un interrogativo sulla irrilevanza dell’individuo, infatti, il titolo dell’opera è una finta etimologia di cuccagna da cuccare, “l’Italia è il paese dove si cucca”». E quello che è accaduto a Taranto qualche giorno fa (28 novembre 2023) lo dimostra. Con il titolo “Le ore contate per l’ex Ilva di Taranto” si denuncia lo sfilarsi di Arcelor Mittal dall’aumento di capitale per finanziare il risanamento ambientale. Si chiede alla cuccagna del debito pubblico italiano di finanziare ancora di più il progetto.
L’albero della Cuccagna di Dino Innocente è, adesso, a Caggiano, salvato dalla fabbrica Comaca (veicoli multiuso per l’agricoltura, l’edilizia e l’industria), perché messo in sicurezza dall’alluvione che ha colpito Capelli di Venere a Casaletto (Sa), dove era esposto, e visitato da molti tarantini. L’Albero verrà ripristinato dall’amorevole cura della fabbrica di “Pace e di lavoro” di Caggiano ed esposto, per poi intraprendere il suo viaggio verso l’area di crisi tarantina.
Il sindaco del Comune di Crispiano (TA), Luca Lapomo, sarà invitato dal sindaco del Comune di Caggiano (SA), Modesto Lamattina, per gemellarsi sui temi della cultura della città del quarto paesaggio, come risalita dal terzo paesaggio, quello urbanizzato dalla industrializzazione o dal turismo di consumo che sta invadendo i territori dei parchi naturali. Il sindaco di Crispiano ha già dichiarato la sua posizione: la speranza è che nessun giovane della provincia di Taranto dovrà più desiderare di lavorare nella fabbrica della cuccagna, così come è, imitando i giovani del suo paese che lo stanno già stanno facendo. Essi stanno abitando nuovamente Crispiano come città, luogo da amare e curare, scoprendo le mille città invisibili che già contiene o che potrà avere ancora, creando nuovi laboratori di ricerca.
Anche il presidente di Confindustria invoca un nuovo salvataggio dell’acciaieria a favore delle esigenze dell’industria manifatturiera e del settore dell’edilizia. Si tratta di allargare lo sguardo senza differire la transizione ecologica ed energetica dell’area; in questa direzione va il significato del viaggio dell’Albero dell’artista Dino Innocente: da Caggiano a Taranto, o meglio al comune di Crispiano. Per l’Albero è prevista anche una sosta nell’area del parco archeologico di Grumentum, offrendo al parco una riflessione sulla necessità di guardare a tutto l’extrarcheologico che vive nella Val d’Agri, dove i tanti comuni a monte raccontano delle civiltà di passaggio che hanno attraversato la valle, prima della nascita e dopo la scomparsa della città romana di Grumentum.
