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I numeri dell'economia »

La stagione estiva 2017 lascia in eredità numeri molto positivi ed alcune indicazioni sulle strategie di crescita.
Turismo? “Taylor made”
Il profilo dei visitatori stranieri in provincia di Salerno: età compresa tra 35 e 40 anni, viaggiano in coppia e con i figli, disposti a spendere un budget giornaliero che può arrivare anche a 400/450 euro. Ritornano dal Nord Europa svedesi, danesi e norvegesi.

Questo articolo è stato pubblicato sul quotidiano Il Mattino (edizione Salerno) mercoledì 22 novembre 2017.

di Ernesto Pappalardo

La tendenza è chiara. Il nuovo profilo del turista straniero medio che sceglie la provincia di Salerno – ed in particolare la Costiera Amalfitana – lascia trasparire prima di tutto la capacità di personalizzare la vacanza, “costruendola” pezzo dopo pezzo attraverso un’attenta navigazione in rete. Ha un’età compresa tra 35 e 40 anni, viaggia in coppia e con i figli, è disposto a spendere un budget giornaliero che può arrivare anche a 400/450 euro (pernottamento incluso), proviene dal Nord Europa (e non solo dalle tradizionali Inghilterra e Germania). Insomma, sono “riapparsi” più numerosi rispetto ai decenni scorsi svedesi, danesi e norvegesi. Ma sono diventati più esigenti. La loro vacanza “taylor made” guarda oltre il mare, il sole e la pizza. Si sofferma, invece, molto più di prima, sugli eventi, sugli itinerari archeologici ed artistici, sul paesaggio e l’ambiente e – ovviamente – prende in considerazione la principale filiera aggiuntiva alla balneazione: il cibo, l’enogastronomia, il food inteso come esperienza di luoghi e di culture.

Evidente la rilevanza del nuovo trend anche rispetto a manifestazioni per loro natura “destagionalizzate” come “Luci d’Artista” che fin dall’inaugurazione ha fatto segnare flussi di visitatori particolarmente robusti. Lo scorso anno gli stessi operatori alberghieri (ed extra-alberghieri), nonché gli addetti della filiera bar/ristoranti/rosticcerie/street food (etc etc) nella sola area del comune capoluogo individuarono – come cifra di riferimento – un giro di affari quantificabile in circa 10 milioni di euro. Nelle zone limitrofe della provincia il movimento complessivo è stato valutato intorno a 4-5  milioni di euro. Se si tirano, quindi, le somme, “Luci d’artista” ha messo in moto un flusso di entrate pari a circa 15 milioni di euro. La provenienza dei calcoli induce a ritenere che si tratti di numeri approssimati per difetto e non per eccesso. Ed è presumibile che questi numeri nel corso dell’edizione in corso siano destinati a crescere.

I nuovi turismi taylor made.

Il turismo “taylor made” ci proietta, quindi, nel cuore delle “filiere asimmetriche”, quelle filiere che provano ad intrecciare le “economie dei luoghi” ricchi di attrazioni “di base”, facendo nascere nuove “reti” –  in questo caso reali – di (micro) aziende che mettono insieme qualità delle produzioni (agroalimentari) e dei servizi (accoglienza, ristorazione) nella cornice di beni non riproducibili al di fuori delle aree geografiche di riferimento: siti archeologici, sentieri naturali, paesaggi unici al mondo.

L’analisi di Federalberghi.

“Stiamo constatando – spiega Giuseppe Gagliano, presidente provinciale di Federalberghi, in procinto di elaborare in maniera sistemica l’identikit sopra descritto – che la stagione estiva 2017 ci lascia in eredità oltre ai numeri molto positivi (con una crescita delle camere vendute pari al +8-10%, ndr) anche alcune indicazioni strategiche preziose. Bisogna prendere atto che siamo di fronte a stimoli estremamente interessanti per l’elaborazione di un’offerta sempre più competitiva. Il boom di turisti stranieri in Costiera Amalfitana e la buona performance del Cilento ci inducono a spingere l’acceleratore su pacchetti in grado di integrare il mare e la balneazione con le altre eccellenze che abbiamo a disposizione”.

In estrema sintesi, la piena ripresa del turismo in provincia di Salerno e nell’intero Mezzogiorno – al netto della “favorevole” congiuntura internazionale che ha indotto molti italiani e molti stranieri a scegliere nuovamente la destinazione Italia ed in particolare il Sud-Italia – offre la grande occasione di uscire da un atteggiamento “difensivo” delle quote di mercato acquisite da tempo per tentare di irrobustire le proposte e dilatare il periodo di soggiorno ben oltre i classici mesi estivi.

“Sì – conferma Gagliano – ci sono tutte le condizioni per immaginare percorsi di destagionalizzazione ben strutturati ed organizzati. E’ un vero peccato non cogliere fino in fondo il nuovo trend proveniente dall’estero, senza sottovalutare, ovviamente, la domanda interna. A nostro giudizio è indispensabile lavorare ad un cartellone di eventi ben diffuso nei mesi meno attrattivi e, soprattutto, procedere con progettualità sinergiche pubblico-privato. Siamo convinti che da tre si possa arrivare a 8-9 mesi di turismo vero e proprio in provincia di Salerno. Va da sé che una volta articolato il programma sia indispensabile promuoverlo in maniera adeguata sia attraverso strumenti di web marketing che nelle fiere e negli appuntamenti specializzati di settore. Da parte nostra siamo pronti fin da subito a sederci ad un tavolo istituzionale per definire tempi, impiego di risorse private e pubbliche e quanto necessario a presentarci sui mercati interni ed esteri come vero e proprio sistema turistico salernitano, con un’offerta alberghiera ed extra-alberghiera accomunata dal filo conduttore della qualità”.

Quadro positivo.

Fermenti, quindi, positivi che, tuttavia, vanno letti in un contesto di criticità che permangono da anni e anni: collegamenti via mare e via terra in ogni caso “complessi” per i quali le soluzioni effettive appaiono ancora lontane; scarsa integrazione dell’offerta intesa come valore complessivo condiviso da entrambe le coste (Amalfitana e Cilentana) e dallo stesso capoluogo; attività promozionali ancora “slegate” con tanti “cantori” e senza “orchestra”.

Ma qualcosa si muove, in maniera autonoma e dal basso. E’ una buona notizia per il nostro territorio, non solo per il settore turistico.

 

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