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di Mario Gallo
Nel 2014 il 74,7% delle aziende agricole non ha fatto alcuna richiesta di finanziamento al circuito bancario, anche se è in crescita la quota di imprese del settore primario che ha comunque interagito con gli istituti di credito, percentuale salita al 25,3% dal 18,3% del 2013. I dati emergono dall’indagine qualitativa sull’accesso al credito condotta daIsmea nel mese di dicembre 2014 che ha coinvolto 730 operatori ed i cui risultati sono stati pubblicati nei giorni scorsi all’interno del Report trimestrale sul credito delle imprese agricole curato dall’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare. Rispetto al 2013, inoltre, risulta un miglioramento del contesto delle relazioni, con l’incremento della percentuale di aziende agricole che ha dichiarato condizioni di accesso al credito più favorevoli (dall’1,5% al 10%) e con la flessione di operatori che percepiscono un peggioramento delle condizioni offerte dalle banche (dal 35% al 29%).
Nel 2014 finanziamenti bancari concessi all’85,8% delle aziende agricole richiedenti.
Tra le imprese agricole che nel corso del 2014 hanno richiesto un finanziamento, ha evidenziato il Report Ismea, l’85,8% di esse è riuscito ad ottenerlo, mentre l’11% lo ha rifiutato a causa delle condizioni troppo onerose richieste dalla banca (fenomeno della cosiddetta restrizione debole). Solo una porzione assolutamente minoritaria elle aziende che hanno deciso di attivare la domanda di credito si è vista negare l’erogazione (il 3,2%, in questo caso si parla di restrizione forte).
Crescono richieste di finanziamenti per investimenti nel medio-lungo periodo.
In aumento nel 2014, rispetto al 2013, le richieste di finanziamento per investimenti di medio-lungo periodo, passate dal 34,1 al 40,5% e più diffuse nel Mezzogiorno. In flessione, invece, risultano le richieste di finanziamento destinate all’attività ordinaria d’impresa, calate dal 55 al 45% e maggiormente concentrate al Nord. Contenuta, ma in crescita, la richiesta per realizzare investimenti in innovazione (dal 2,7 al 7,2%).
La percezione del credit crunch.
Rispetto alla percezione di un miglioramento o peggioramento delle condizioni generali di accesso al credito, anche nel 2014 rimane maggioritaria la percentuale degli operatori che le ritiene inasprite (il 29%), ma risulta in miglioramento il contesto generale, con l’incremento delle aziende agricole che le considerano migliorate (dall’1,5 al 10%) ed il contestuale calo di quelle che le indicano in peggioramento (il 35% nel 2013). Quasi tre imprese su dieci (il 28%) ha dichiarato di non avere informazioni sull’accesso al credito in quanto non solite a confrontarsi col sistema bancario per finanziare la propria attività di impresa. Tale ultimo dato è maggiormente diffuso nel settore dei seminativi e dell’olivicoltura.
La liquidità.
Nell’ambito dell’indagine Ismea è stato anche chiesto alle imprese agricole se nel 2014 abbiano riscontrato problemi di liquidità: il 70% di esse ha risposto di non aver avuto tale tipo di problematiche che, invece, ha toccato il 28% degli operatori, in crescita rispetto al 17% rilevato da Ismea nel 2013. Causa principale della mancanza di liquidità è stata indicata nel gap temporale tra uscite ed entrate finanziarie e cui si aggiunge l’insolvenza di alcuni clienti. Accesso al credito e mancanza di liquidità vengono indicati tra i principali fattori di criticità del sistema agricolo nazionale: il 59% delle imprese intervistate li indica quale causa di una fuoriuscita dal mercato, a breve, delle piccole e medie imprese; il 27% prevede un ridimensionamento delle attività aziendali. Minoritaria, quindi, la parte di operatori che, al contrario, prevede un aumento dei processi di accorpamento e ricomposizione fondiaria (7%) e di chi immagina uno stimolo ad efficienza e razionalizzazione dell’attività (3%). Per un ulteriore 7% non ci saranno impatti immediati per lo scenario agricolo nazionale.
Il contesto generale.
A dicembre 2014 i dati della Banca d’Italia hanno certificato, su base annua, una contrazione dell’1,1% dello stock del credito bancario generale. Nel settore agroalimentare tale dato è in controtendenza, risultando in crescita dello 0,7% per il settore primario e del 3,9% per l’industria alimentare. Il livello dello stock dei prestiti del settore è cresciuto in tutte le aree, eccetto che nel Nord Ovest.
Il generale peggioramento della clientela bancaria (sofferenze e tasso di decadimento) nel settore primario è risultato più attenuato: dal 2011 l’incidenza delle sofferenze è passata dal 6,7% all’11,8% (dato generale dal 6,2% al 15,3%), mentre il tasso di decadimento è salito dallo 0,32% allo 0,54% (dato generale dallo 0,55 allo 0,98% di fine 2014).
(Fonte: ismea.it/10.04.15)

Ancora bassa la richiesta di credito delle imprese agricole
