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GLOCAL di Ernesto Pappalardo »

Elezioni regionali e crisi economica confermano il quadro di un'area del Paese in difficoltà.
Scenari, percorsi, responsabilità
Differenziazione territoriale non secondaria, permane (con mille sfumature nuove e significative) il divario tra Centro/Nord e Sud che ha bisogno di continui e sostanziali interventi.

Si chiude il 2019 in un clima di “indotta” attenzione generale, mentre tutte le forze politiche provano a “mantenere la calma” e a pensare, se possibile, alle cose da fare (e da non fare). Inutile ragionarci troppo sopra: il governo centrale tenta di darsi un profilo saldo e preciso, ma la distanza effettiva tra i partner politici chiamati a sostenere la situazione è davvero non poca. Anzi, molta. Eppure, la strada generalmente intrapresa a livello nazionale tra Pd e 5Stelle – sebbene tra mille difficoltà – porta al tentativo di  ricercare un accordo, un profilo, un tentativo in grado di sorreggere l’esecutivo disegnando un nuovo scenario. Nessuno ci crede, a cominciare dai protagonisti principali per, poi, arrivare ancora più convinti nelle “periferie” territoriali. Ma, intanto, si va avanti, mentre si profilano le elezioni regionali, anche qui da noi in Campania dove un punto di chiarezza c’è da diverso tempo: 5stelle e Pd non possono – così ci raccontano da una parte e dall’altra con tante sfumature diverse soprattutto a sinistra – stare insieme. E questo dato semplifica (almeno) le cose, mentre il centrodestra prova ad aggregare e a realizzare un’alleanza capace di sostenere l’impatto con i partiti che sostengono il presidente in carica e con i Cinquestelle, che nella nostra regione giocano una partita di fondamentale importanza non solo dal punto di vista della raccolta di consenso, ma anche sotto il profilo della capacità di rappresentanza di realtà sociali alle prese con una difficile problematica economica.

E’ indubbio, insomma, che fin da subito il 2020 si materializzerà attraverso una serie di eventi che ha tutto il legittimo potere di determinare il quadro politico nelle regioni che andranno al voto proponendo ( o meno)  una forte ondata di consenso sul profilo nazionale dei partiti in campo. Resta, naturalmente, aperta la questione di individuare il percorso più giusto (e convintamente sostenuto dai partiti al governo) per ridare centralità alle emergenze che non possono più essere rinviate. Emergenze che sono prima di tutto economiche, caratterizzate da una differenziazione territoriale non secondaria, perché, va detto e ribadito in ogni occasione, che da questo punto di vista permane, sebbene con mille sfumature nuove e significative, un divario tra Centro/Nord e Sud che ha bisogno di continui e sostanziali interventi.

Tutte le previsioni invitano a guardare con la massima attenzione i prossimi due anni proprio perché in Europa – ma, anche qui, con tutte le problematiche in campo che hanno declinazioni ovviamente diverse – è in corso un assestamento non semplice che avrà ricadute molto significative sui soggetti più deboli (tra i quali si inserisce con grande “autorevolezza”, purtroppo, il nostro Paese e, in particolare, il Sud del nostro Paese).

Insomma, il contesto generale si intreccia con il quadro politico che in questo momento siamo in grado di esprimere. Difficile – molto difficile – immaginare fino in fondo quale piega prenderanno le cose. L’unico auspicio realistico è insito nell’evoluzione dello scenario: prima si recuperano appieno sostenibilità e credibilità, meglio prenderanno forma le scelte e le responsabilità.

Ernesto Pappalardo

direttore@salernoeconomy.it

@PappalardoE

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