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Salerno Economy XIV.13 – 11.04.2025

E’in vigore dal dicembre 2023, non utilizzato finora, comprende alcune misure che hanno come obiettivo prioritario la “deterrenza”.

Ecco il “bazooka” Ue per risvegliare Trump

L’Unione europea valuta, anzi, è pronta a mettere in campo - se nulla di concreto accade - lo strumento anti-coercizione per fronteggiare le pratiche messe in campo dal presidente Usa.
Meloni e Trump Ansa
La "guerra" Usa suscita più di un interrogativo
La sensazione è che la strada scelta dal presidente Usa Trump per mettere a regime e piegare i dazi alla strategia americana, ora viaggia da sola, con pochi (probabilmente nessuno) alleati disposti a manifestare apertamente un consenso che rischia di costare parecchio, anche in termini di immagine politica, oltre che dal punto di vista del reale impatto economico. Insomma, la scossa a stelle e strisce si è sentita bene, molto bene, ma a parte qualche stratega incompreso, non ha indotto altri a schierarsi con Trump. E lo stesso Trump ha dovuto capire che non è, poi, così facile giocare con il mondo intero e rimanere comodamente seduti sulla poltrona più ambita della Casa Bianca. Per esempio, l’’Unione europea valuta, anzi è pronta a prendere in considerazione - se nulla di concreto accade - lo strumento anti-coercizione (Anti-Coercion Instrument, Aci), meglio noto come “bazooka” per fronteggiare “pratiche di coercizione economica da parte di Paesi terzi”. E’in vigore dal dicembre 2023, non utilizzato finora, comprende alcune misure che hanno come obiettivo prioritario la “deterrenza”, la prevenzione di atti che minacciano le scelte sovrane dell’Ue o degli Stati membri e che hanno impatti diretti sul commercio o sugli investimenti. Ogni misura deve corrispondere all’interesse specifico dell’Unione, tenendo insieme l’impatto economico coerentemente con altre politiche Ue. Le procedure prendono in considerazione scadenze abbastanza indicative e non attualmente proponibili: quattro mesi per l’analisi della Commissione, tra otto e dieci settimane per la decisione del Consiglio, sei mesi per valutare le contromisure. Secondo il Financial Times, l’Italia è contraria a Parigi e Berlino che chiedono alla Commissione Ue di utilizzare lo strumento anti-coercizione in un ambito già ben definito per colpire i servizi tecnologici statunitensi: la bilancia commerciale è in favore degli Usa, è, quindi, una mossa proprio per reagire ai dazi statunitensi. Ma Italia, Romania, Grecia e Ungheria, potrebbero formare una minoranza qualificata contraria e mettere in campo una scelta che si rivelerebbe decisiva. Va detto che Aci non è uno strumento per colpire un Paese specifico, ma è una pratica di diritto internazionale e non interferisce con il sistema di risoluzione delle controversie dell’Organizzazione mondiale del commercio.
In altre parole, prendendo in considerazione la definizione del regolamento europeo, “la coercizione economica si verifica quando un Paese extra-Ue tenta di influenzare decisioni politiche dell’Unione o di uno Stato membro con pressioni per via commerciale”.
(continua)
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L’analisi di Confcommercio evidenzia che è l’“ennesima conferma della debolezza dei consumi”.

A febbraio vendite ferme, “in forte calo su base annua”

Secondo i dati Istat, sul parametro mensile, al dettaglio crescono in valore dello 0,1% e restano stabili in volume. Rispetto alla scadenza annuale c’è una diminuzione dell’1,5% in valore e del 2,5% in volume.
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Vendite ferme
“A febbraio 2025, l’Istat segnala una lieve crescita delle vendite al dettaglio in valore (+0,1%) e una stabilità in volume. A crescere sono le vendite di beni alimentari (+0,4% in valore e +0,1% in volume), mentre quelle di beni non alimentari rimangono stabili. Su base annua, a febbraio 2025, le vendite calano dell’1,5% in valore e del 2,5% in volume, con diminuzioni per entrambi i settori, alimentari (-0,4% in valore e -2,9% in volume) e non alimentari (-2,2% in valore e -2,4% in volume). Tra i beni non alimentari, solo i prodotti di profumeria (+1,7%) e gli elettrodomestici restano stabili. I cali maggiori riguardano calzature e articoli in cuoio (-6,2%)”.
Rispetto a febbraio 2024, “il valore delle vendite è in diminuzione per tutti i canali distributivi”. Nel trimestre dicembre 2024-febbraio 2025, “le vendite aumentano dello 0,1% in valore, ma scendono dello 0,3% in volume. I beni alimentari mostrano un aumento in valore (+0,3%) ma una riduzione in volume (-0,4%), mentre i beni non alimentari calano in entrambi i parametri”.
Confcommercio: “Ennesima conferma della debolezza dei consumi”.
Nell’analizzare i dati sulle vendite al dettaglio, il direttore dell’Ufficio Studi di Confcommercio, Mariano Bella, ha evidenziato che “siamo in presenza dell’ennesima conferma della debolezza dei consumi. Al di là del confronto annuo, falsato sui dati grezzi dal diverso numero di giorni di calendario, sono le dinamiche congiunturali dei volumi destagionalizzati a evidenziare il blocco della spesa delle famiglie”. “Al netto di modeste oscillazioni mensili, le vendite sono ferme ai livelli del terzo trimestre del 2023, peraltro già allora al di sotto dei valori di fine 2022. Questa condizione di prolungata riduzione - ha specificato Bella- della propensione al consumo ha impattato in misura fortemente negativa sulle piccole imprese del commercio e sui segmenti di consumo più maturi. E adesso comincia a riverberarsi anche sulle altre tipologie distributive, con importanti segnali di rallentamento anche per il commercio elettronico”.
(Fonte: confcommmercio.it/04.04.2025)

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Connessioni/Il cervello cognitivo di Rita Montalcini e le reti neurali, materiali ed immateriali dell’Irpinia.

Ecco l’arcipelago della nuova urbanità

L’altra città diffusa dell’Appennino Meridionale e le Muse già in campo. Occorre cogliere senza tentennamenti l’occasione storica dell’Alta Velocità.
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Pasquale Persico
di Pasquale Persico

Sabato 5 aprile, presso la sede di Confindustria Avellino, l’Associazione Irpinia per l’Irpinia si é proposta come Macroscopio che guarda all’area interna, un nuovo arcipelago di milieu creativi per cogliere l’occasione storica dell’Alta Velocità. In quell’occasione ho voluto ricordare una conversazione fatta a cena con la scienziata Rita Levi Montalcini, arrivata, oltre un decennio fa, con altri scienziati, nell’Alta Irpinia. Si da per scontato che a cento anni ci si porti addosso più passato che futuro, ma la scienziata, a Biogem, non cominciò a parlare della guerra o del Nobel o del suo soggiorno statunitense, cominciò dal libro che stava scrivendo e lo aveva già fatto in un’altra intervista. «Non so se piacerà agli altri quanto piace a me. Ve lo racconto brevemente. Quello che in molti ignorano è che il nostro cervello è fatto di due cervelli. Un cervello arcaico, localizzato nell´ippocampo, che non si è praticamente evoluto da tre milioni di anni fa a oggi, e non differisce molto tra l´homo sapiens e i mammiferi. Un cervello piccolo, ma che possiede una forza straordinaria. Controlla tutte quelle che sono le emozioni. Ha salvato l´australopiteco quando è sceso dagli alberi, permettendogli di fare fronte alla ferocia dell´ambiente e degli aggressori. L´altro cervello è quello cognitivo, molto più giovane. È nato con il linguaggio e in 150.000 anni ha vissuto uno sviluppo straordinario, specialmente grazie all’immaginario, la sperimentazione ed agli errori, sarebbe sbagliato dire solo culturale (oggi cito Piovani). Si trova nella neo-corteccia. Purtroppo, buona parte del nostro comportamento è ancora guidata dal cervello arcaico. Tutte le grandi tragedie, la Shoah, le guerre, il nazismo, il razzismo, sono dovute alla prevalenza della componente emotiva su quella cognitiva. E il cervello arcaico è così abile da indurci a pensare che tutto questo sia controllato dal nostro pensiero, quando non è così». (...)
Il suo sguardo si fece profondo: «Il cervello arcaico ha salvato l’australopiteco, ma porterà l´homo sapiens all’estinzione. La scienza ha messo in mano all’uomo potenti armi di distruzione. La fine è già alla portata».
Fu impossibile non crederle mentre prediceva la fine. In un altro incontro, non con me, aveva risposto alla stessa domanda : Supponiamo che tutto vada bene e che per un po´ non ci estinguiamo, cosa arriva dopo l´homo sapiens? «Non sono una futurologa. Posso solo vedere quello che capita oggi. Il passato lo conosco. Il futuro... speriamo». Bisognerebbe spiegarlo ai giovani, dei due cervelli. I giovani di oggi si illudono di essere pensanti sempre. Il linguaggio e la comunicazione danno loro l´illusione di stare ragionando anche sul futuro. Ma il cervello arcaico, maligno, è anche molto astuto e maschera la propria azione dietro il linguaggio, rimandando quella del cervello cognitivo che ci orienta sul futuro.
(continua)
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Sarà compito del nuovo tecnico trovare un assetto in grado di garantire pericolosità in zona gol e copertura in fase difensiva.

Salernitana, che fare? Ritorna l’ipotesi del ritiro vecchio stile?

In quella sede si potrebbe approfondire il tema della condizione fisica apparsa ai minimi termini anche a causa, forse, di qualche accelerazione estiva, o del tardivo allestimento della rosa.
Salernitana
Ultima possibilità
di Ubaldo Gatto

La sconfitta di Castellammare ha allungato di una lunghezza la distanza dalla salvezza diretta. La stessa, a dire il vero, resta ancora possibile anche alla luce dei vari scontri diretti che riguarderanno la squadra granata che si prepara alla sfida con il Sudtirol con una nuova guida tecnica: Pasquale Marino. Fondamentale in questo periodo, sarà la voglia di andare oltre l’ostacolo a dispetto della tattica. Come dimostrano le dirette concorrenti, spesso i limiti tecnici possono essere colmati da grinta e sagacia nello sfruttare le occasioni che si presenteranno in partita. Tocca alla società difendere gli interessi dei propri appassionati, per essere chiari, chiedendo chiarimenti su quanto accaduto in campo nel derby con la Juve Stabia. Per dire: tralasciando l’espulsione ingenua del terzino francese, qualche dubbio lo lascia il gol annullato a Ferrari, che tocca il pallone di mano ma solo dopo aver ricevuto una vistosa trattenuta in area di rigore che avrebbe meritato un’analisi più approfondita in sala Var.
Altra possibile soluzione per poter salvare la Salernitana è da ricercare in un ritiro in vecchio stile fino a fine campionato. In quella sede si approfondisca il tema della condizione fisica apparsa ai minimi termini anche a causa, forse, di qualche accelerazione estiva, come del tardivo allestimento della rosa. Volendo aprire un topic sull’aspetto tattico sarà compito del nuovo tecnico trovare un assetto in grado di garantire pericolosità in zona gol e copertura in fase difensiva. Marino, per forza di cose, dovrà mettere in soffitta il suo modulo di gioco preferito anche a causa della mancanza di esterni alti ceduti nel mercato invernale. Altro aspetto, a cui mettere un punto, sarà la collocazione di Verde, Soriano e Tonghia i quali a fasi alterne sono sembrati come pesci fuor d’acqua anche a causa dei continui cambi di formazione che hanno caratterizzato questa stagione. Alla fine di quest’ultima sarà d’obbligo una valutazione delle varie strategie societarie applicate fino ad ora. Quest’ultime da due anni a questa parte sono risultate piuttosto complesse al fine dell’obbiettivo stagionale anch’esso mutato più volte nel corso di questo biennio.


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