Basta ricordare l’immagine televisiva che ritraeva vicini Zuckerberg, Bezos e Musk alla cerimonia di insediamento di Donald Trump.
La “nuova” logica americana e la lezione tedesca
Gli Usa non possono perdere altro tempo, guerre comprese. E’ evidente che il mondo, quello che resta fuori dal quadro che sta imponendo le scelte, ma, soprattutto, l’Europa ancora non sono riusciti a rendersi pienamente conto che la politica non può contare più niente.

Mark Zuckerberg, Jeff Bezos e Elon Musk alla cerimonia di insediamento di Donald Trump.
(continua)
Leggi Tutto
“Si potrebbe presentare la sua società vuota ai canadesi, alla Canadian Broadcasting Corporation”.
Paul Goodman , rimane sempre uno dei vinti invincibili
“La tradizione americana di sempre, nel passato, è stata pluralista, inclusiva, e libertaria; oggi l’establishmnet è monolitico, dirigenziale e mandarinesco”.

Pasquale Persico
Vorrei ipotizzare di poter invitare Paul Goodman, sociologo, nato a New York nel 1911, ed autore di numerosi saggi, tra cui “La Società Vuota”, ed. Rizzoli 1970, nuovamente in Canada per ripetere la sua conferenza sulla società opulenta, oggi non solo negli Stati Uniti, come l’altra faccia della “Società Vuota”. La conferenza sarebbe ancora contemporanea nel descrivere la società degli Stati Uniti, oggi con la globalizzazione ancora viva, e dominante, connessa a molte altre società opulente che concentrano finanza, comunicazione digitale, ricchezza, e specula sulle guerre. Goodman, come Papa Francesco, era sempre in rivolta culturale ed elaborava pensieri sul come accompagnare l’azione di dissenso dopo avere elaborato le problematiche delle esclusioni e della negazione dei diritti dell’umanità. La sua coscienza di allora ritorna in campo anche oggi e torna per chiedere scusa al mondo ed al Canada in particolare per i comportamenti e le parole che arrivano dagli Stati Uniti. La tecnologia e gli apparati di governo connessi al mondo della finanza speculativa e non solo, tendono a moltiplicare la Società Vuota in molte parti del mondo. Il disumanizzato prevale, ed il singolo, lasciato solo, e la socialità, si svuotano. Questa società vuota viene analizzata con precisione ed attualità impressionante: i giovani in rivolta, indipendentemente dalle ideologie, la diseducazione di massa, la socialità dei diritti, la trappola del militarismo necessario, il mito dell’efficienza aziendale come missione che porta al progresso, la crescita economica come ideologia insensata ed orientata ad un benessere infelice, l’esclusione degli “inutili” definiti a seconda delle convenienze (immigrati, del sesso incerto, altra razza, etc), sono tutti fenomeni in crescita e specchio che riflette il caos delle nazioni globalizzate. In qualità di vinto invincibile e da studioso militante, ci incita a trovare azioni, in cui il dissenso deve mostrare la sua utilità costruttiva a vantaggio della persistenza dell’umanesimo contemporaneo, inclusivo e plurale.
I giovani al primo posto, ma non come unici militanti, ma riferimento irrinunciabile per programmi di futuro del sociale e della città che verrà. Sarà questo dissenso a tenere accesa la speranza di poter fermare la probabilità della catastrofe risolutrice, spesso evocata dalle guerre necessarie.
(continua)
Leggi Tutto
Commercio: Confesercenti, consuntivo da dimenticare. “Un crollo diventato via via più veloce a partire dal 2020”.
Effetto tsunami sui negozi nel 2024
“Se la tendenza di questi ultimi quattro anni proseguisse senza inversioni, già nel 2034 il numero di nuove aperture potrebbe scendere a zero”.

Crisi strutturale
Rischio aperture “zero” nel 2034. “La crisi di natalità nel commercio è un fenomeno ormai strutturale: nel 2014 le aperture erano state 43.324, pari a poco più di 118 al giorno, mentre nel 2024, il ritmo giornaliero di iscrizioni si è ridotto a 63,5, quasi la metà. Un crollo diventato via via più veloce a partire dal 2020: se la tendenza di questi ultimi quattro anni proseguisse senza inversioni, già nel 2034 il numero di nuove aperture potrebbe scendere a zero, segnando la fine del commercio come lo conosciamo. Senza più ricambio generazionale, la progressiva scomparsa dei negozi indipendenti dai centri urbani sarebbe infatti inevitabile”.
L’aumento delle chiusure. A preoccupare, però, è anche la dinamica delle cessazioni. “Se le iscrizioni diminuiscono, le chiusure di negozi continuano invece ad aumentare, per il quarto anno di seguito. Nel 2024, ogni giorno hanno abbassato la saracinesca circa 169 attività, contro le 139 del 2020, l’anno del Covid. Un aumento che porta il rapporto tra chiusure e nuove iscrizioni vicino a 3 a 1 (2,7): nel 2014, era di 1,5 a 1”.
Le regioni. “Per quanto l’andamento negativo sia riscontrabile su tutto il territorio nazionale, in alcune regioni il processo di desertificazione commerciale - cioè la scomparsa di negozi di vicinato - è più avanzato. In particolare, nelle Marche si rileva il peggior rapporto tra iscrizioni di nuove imprese e chiusure (1 a 4): per questa regione, il rischio aperture zero è anticipato al 2031. Seguono, nella classifica negativa, Sicilia (una nuova apertura ogni 3,8 chiusure), Lazio (1 a 3,7), Sardegna (1 a 3,5) e Umbria (1 a 3,2)”.
(Fonte: confesercenti.it/22.02.2025)
(continua)
Leggi Tutto
La squadra granata non riesce a mettere in campo un assetto convincente e capace di salvarla in un campionato estremamente negativo.
Salernitana ancora in cerca della ripartenza
Continua a mancare una presa di posizione precisa da parte sia del tecnico che del direttore sportivo e della società per comprendere bene chi è realmente fuori dal progetto e chi, invece, ne rimane parte integrante.

Riflettere, non perdere la bussola
La squadra granata pareggia con il Frosinone davanti a 18mila persone complice un primo tempo horror e un secondo tempo dove la Bersagliera ha sbattuto contro il muro-Cerofolini. Ma proprio la prima frazione di gioco ci ha lasciato con la sensazione di una squadra, per così dire, molle e in ritardo di condizione. A tutto ciò si aggiunge una perenne confusione tattica, con giocatori fuori ruolo. Breda continua ad insistere con Tonghia mezz’ala di ruolo anche se il calciatore è apparso in balìa degli eventi come a Carrara. Il tecnico non brilla di sagacia tattica? E’ al momento prematuro per affermarlo, ma bisogna anche tenere conto delle continue divagazioni tecniche da parte dei calciatori che a tratti appaiono poco concentrati sulle disposizioni impartite dall’allenatore. A questo quadro molto complesso e deleterio per la squadra si aggiungono le diverse voci riferite ad uno spogliatoio in fermento, con la società che dovrà prendere decisioni nette e definitive. Ad esempio, sono molti chiedersi che cosa sia accaduto a Fisciano due settimane fa, ed è il caso di sottolineare che la squadra ha sempre avuto questa caratteristica: gioca con un buon ritmo e con una consistente tenuta atletica per una sola frazione. In diversi casi, infatti, si è visto un gruppo che ha aggredito l’avversario per trenta o quindici minuti, dopo avere subito, prima, il gol da parte degli avversari. Siamo di fronte a un gruppo di calciatori che sembra non essere diventato ancora squadra. Da sottolineare anche che in molti casi pare mancare una presa di posizione precisa da parte sia del tecnico che del direttore sportivo e della società per comprendere bene chi è realmente fuori dal progetto e chi, invece, è parte integrante dello stesso.
Va detto che l’atmosfera “negativa” che è stata richiamata anche da qualche giocatore per tentare di spiegare tante cattive prestazioni, non solo quella di Carrara, rischia di precipitare sui tifosi insieme a tutto un campionato che sta assumendo gli stessi connotati di quello dello scorso anno con la differenza non banale che in serie B non ci sono squadroni, fatta eccezione per il Sassuolo a livello di rosa, ma oneste compagini di categoria che fino ad ora hanno avuto il merito di avere una maggiore “ferocia” agonistica. Occorre cambiare passo, anche per non minare ulteriormente, soprattutto, la figura dell’ex capitano nel suo ruolo di bandiera del club.
E’ questo lo sforzo che merita maggiore attenzione, da parte di tutti.
Leggi Tutto
