La lezione europea certifica la crescente irrilevanza delle forze partitiche. Prevale la consolidata collaborazione già manifestata dalle due leader.
E von der Leyen e Meloni ci furono di nuovo, insieme
Nonostante il voto contrario espresso dal presidente del Consiglio italiano nei confronti della politica tedesca, Ursula si scioglie dai partiti, fa finta di guardare a destra, ma sceglie le antiche sicurezze di Giorgia.

Guidano loro, non i partiti
In altre parole, il duetto Meloni-von der Leyen funziona e tutto il resto, il questionare della politica o più chiaramente di una parte della sinistra (una parte), di una parte del centro (una parte), di una parte della destra (una parte), non contano e non pesano più di tanto.
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Lo scenario economico, però, lascia emergere un quadro complessivo in miglioramento su diversi fronti: nell’istruzione e nella formazione, e anche nel welfare.
Ma cala il reddito reale delle famiglie
Eurostat: il dato lordo nel 2023 si attesta oltre sei punti al di sotto di quello del 2008. Confcommercio: “E’ un problema che risale al 1995”.

Flussi di reddito in rallentamento in Italia
Va detto che “l’Italia registra un calo consistente del rischio di povertà tra le persone che lavorano, calato al 9,9 dall'11,5% segnato nel 2022. Migliorano i dati sociali in Italia anche sul fronte dell’istruzione: la percentuale di chi lascia la scuola precocemente scende dall’11,5% al 10,5% (dal 9,7% al 9,5% in Ue in media). È il tasso più basso dall’inizio delle serie storiche nel 2000 quando la percentuale superava il 25%. Per quanto riguarda il reddito l’Italia rispetto al 2008 ha fatto meglio solo della Grecia (nel 2022 il reddito lordo disponibile era al 72,1% rispetto a quello del 2008) mentre resta lontana dalla Germania con il 112,59% nel 2023”.
Bella (Confcommercio): “Il basso livello dei redditi è un problema che ci trasciniamo da 30 anni”.
Nel commentare i dati Eurostat sul “Quadro di valutazione sociale” dei Paesi della zona euro, il direttore dell’Ufficio Studi di Confcommercio, Mariano Bella, ha evidenziato che “non siamo un Paese fermo”. Anzi, “abbiamo molti indicatori che vedono l’Italia in movimento e in progressivo miglioramento. Questo crea le premesse per un aumento in futuro anche del livello dei redditi”. Il basso livello dei redditi reali disponibili dell'Italia “è un problema che ci trasciniamo dal 1995 e non solo dal 2008.
(Fonte: confcommercio.it/03.09.2024)
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Dal Punto di Arpocrate al Gatto Selvatico, le riflessioni del Professore mettono a fuoco che cosa non riesce a prendere piede in Europa (e nel mondo).
La conoscenza, l’umiltà ed il coraggio di Draghi non sono proprio gli stessi di Mattei

Pasquale Persico
Il Punto di Arpocrate dal settembre del 2023 ad oggi può essere interpretato come tentativo di sciogliere nodi e comporre reti per un dibattito aperto sull’Italia e sull’Europa che verrà, in continuità con la pubblicazione della raccolta precedente, a mio nome, nel volume L’Italia che non c’è, edizioni Guida 2023. Il rapporto Draghi presentato alla Commissione ed al Parlamento europeo, ha aperto un nuovo scenario; da esso non sembra emergere, a mio parere, il coraggio, l’umiltà e l’approfondimento della lezione all’Università Cattolica di Milano del 2019, dello stesso Draghi. Grandi incertezze appaiono, ed Arpocrate è chiamato a rendere più esplicito il suo pensiero. Viene da dire: Silenzio, Professore. Per fortuna si può anche disubbidire e dare ancora voce alla parola scritta!
Il report di Draghi è meritevole di non poca attenzione e di approfondimento - vedi volume a cura de Il Sole24 Ore appena pubblicato - e lascio ai miei colleghi accademici lo spazio di commenti ai singoli argomenti delle oltre 370 pagine. Preferisco allargare i temi già più volte affrontati, e riprendere due articoli di Enrico Mattei. Nel Volumetto E. Mattei, “ Il complesso di Inferiorità”, Edizione di Comunità 2018, una serie di argomenti illuminano ancora il dibattito sulla transizione ecologica, digitale e ambientale, presente oggi nel PNRR , perché affrontano il tema del modello di governance della Politica Economica Italiana ed Europea definendo l’etica della decolonizzazione ancora necessaria.
Il Primo articolo, Al Di Là del Mediterraneo, è un discorso pronunciato, da Mattei a Tunisi , nel giugno 1960, e conservato nell’Archivio Storico dell’ENI. In esso emerge con chiarezza la volontà di Mattei di spingere sull’acceleratore dello sviluppo per i Paesi ex coloniali, a vantaggio dell’Italia e dell’Europa (ecco il multilateralismo di cui ha parlato con coraggio il Papa in Asia, che appare, invece, non illuminato nel documento Draghi).
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Purtroppo, nessuno degli autori citati ha trovato documenti che provassero la loro tesi e a tutt’oggi non se ne conoscono.
L’ospedalità a Salerno dal Medioevo ai nostri giorni
Häeser (1845), tedesco, è stato il primo autore ad attribuire un’origine laicale, mentre, in Italia il primo autore ad affermare che fosse laicale, fin dall’origine, è stato De Renzi (1852), e alla stessa conclusione sono arrivati anche Giacosa (1901) e Sinno (1942).

Busto in marmo del marchese Giovanni Maria Ruggi d’Aragona (1807 – 1870) Esposto nell’atrio del Distretto Sanitario 66 Salerno in via Michele Vernieri. (foto di G. Ferrantino)
Alla Scuola Medica di Salerno è stata attribuita un’origine monastica da autori tedeschi quali Ackermann (1790) (2, 3), Henschel (1850) (4, 5) e Sprengel (1840) (6) più precisamente ha indicato un’origine benedettina. Häeser (1845) (7, 8), anch’egli tedesco, è stato il primo autore ad attribuire alla Scuola di Salerno un’origine laicale, mentre, in Italia il primo autore ad affermare che fosse laicale, fin dall’origine, è stato De Renzi (1852), (9) e alla stessa conclusione sono arrivati anche Giacosa (1901) (10) e Sinno (1942). (11) Puccinotti (1855) ha ritenuto che la Scuola Medica di Salerno sia stata benedettina dal VI al XII secolo, per diventare laicale nel XIII secolo, (12) mentre, Capparoni (1924) l’ha ritenuta tra benedettina e basiliana prima del mille, poi sarebbe diventata vescovile e quindi laicale. (13, 14) Sinno ha scritto “Chi afferma che la medicina Salernitana abbia tratto le sue origini dai Cenobii, non fa che generalizzare un fenomeno che, per Salerno almeno, non ha alcun fondamento storico”. (15) Purtroppo, nessuno degli autori citati ha trovato documenti che provassero la loro tesi e a tutt’oggi non se ne conoscono.
Relativamente all’assistenza ospedaliera a Salerno nel periodo medioevale, Puccinotti ritiene che i monaci erano affiancati da medici laici, De Renzi invece sostiene che all’epoca vi era una coesistenza di una Scuola medica laica e di ospedali benedettini. (16)
In Occidente il concetto di ospedalità sorse dopo la caduta dell’Impero Romano ad opera del Cristianesimo attraverso il monachesimo (17) e il termine ospedale nel medioevo era pressoché equivalente a quello di ospizio, di alloggio, (18) e non indicava, come oggi, un edificio destinato all'assistenza sanitaria dei cittadini, adeguatamente attrezzato per il ricovero, il mantenimento e le cure, sia cliniche sia chirurgiche, di ammalati o feriti. (19)
Il monachesimo fa sue tutta una serie di affermazioni evangeliche che invitano all’adempimento della carità e Benedetto da Norcia è il più importante interprete di tale dovere. (20)
Benedetto da Norcia nato intorno al 480 fu il fondatore dell’ordine benedettino (21) ed il 529 tradizionalmente è considerato l’anno in cui San Benedetto fondò il monastero di Montecassino, dove vi morì dopo il 546. Con la morte di Benedetto e la distruzione del monastero avvenuta alcuni decenni dopo, la comunità monastica e la tradizione di Benedetto sembravano essere scomparse. Tuttavia alcune copie della Regula da lui dettata furono conservate nelle biblioteche romane.
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