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Salerno Economy XIII.23 – 21.06.2024

Il quadro politico europeo non si smuove di un millimetro. Tutto resta uguale, così sembra, a prima vista. E “va bene così”.

Van der Leyen, e tanti saluti al resto dell’Ue

Disegno chiaro e preciso, la candidata del Ppe, su indicazione di Francia e Germania, procede. Per le altre alleanze c’è sempre tempo. E anche per le opposizioni di destra che crescono.
Von der Leyen
Ursula van der Leyen
La vicenda delle elezioni europee - che si sta concludendo, come prevedibile e, forse, auspicabile, in base all’unica rotta disegnata (o disegnabile) dai leader delle forze politiche in campo - insegna, o, forse, più ricorda, che alla fine vincono sempre non i migliori, ma, più semplicemente, quelli che appaiono, in quel preciso complesso di circostanze, i più forti. O, più sostanzialmente, i più politicamente furbi, capaci di sostenere sempre le tesi più controverse, molto probabilmente anche sganciate, più o meno, dai fatti più importanti, ma, comunque, spendibili, sul piano della coerenza, con il racconto portato avanti e sostenuto fino al momento finale. Quando, cioè, Francia e Germania, quindi, decidono che bisogna tenere fuori da governo Ue anche la leader italiana, Giorgia Meloni, è molto semplice comprendere che la temono più di quanto si possa immaginare qui in Italia, e, quindi, si va avanti sull’asse Ppe e socialisti, nonostante le buone relazioni della van der Leyen con il presidente del Consiglio tricolore (che continueranno, non vi è dubbio). E’ proprio questo che la Ue ha deciso di portare avanti, e non è detto che la spunti Tajani che ha stimolato ad attribuire all’Italia un vicepresidente, soluzione che avrebbe più di un vantaggio per la stessa van der Leyen, considerando che la vicepresidenza avrebbe, sempre, una relazionalità subordinata con il presidente del Consiglio (Meloni). Poco da dire sul piano formale, ma, a volte, queste soluzioni così poco comprensibili sul piano generale, celano sempre equilibri che sostanzialmente riescono a mantenere impalcature complicate, quasi impossibili da sostenersi con soluzioni più dirette e immediate.
Eppure c’è da dire, ben al di là di queste analisi che lasciano sempre di più il tempo che trovano (perché sono sempre più lontane dalle metodologie analitiche della gente che ha di fatto messo da parte l’adesione al voto), la prossima legislatura Ue è considerata da molti l’ultima spiaggia per iniziare il cammino che è utile definire della speranza.
(continua)
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Il giro d’affari sarà di 10 miliardi di euro, più della metà (5,3 miliardi) attribuibile ai minori al seguito.

A giugno 15 milioni di italiani in vacanza

Indagine Federalberghi-Tecné: sette su dieci andranno al mare, con spesa media pro capite di 659 euro, business complessivo di 10 miliardi. Bocca: “La chiusura delle scuole è un test per il settore”.
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Aria di mare
“Sono oltre 15 milioni gli italiani che scelgono il fascino discreto di giugno per partire in vacanza. Di questi, oltre la metà (8,7 milioni) fa parte di famiglie che porteranno in vacanza figli e nipoti”. A rivelarlo è un’indagine realizzata per Federalberghi da Tecnè, da cui emerge “anche che nove su dieci resteranno in Italia, scegliendo in grande maggioranza il mare (68%) e poi montagna (10,8%), località d’arte (10,7%) laghi (3%). Fra quanti si recheranno all’estero vincono le grandi capitali europee (53%), seguite dalla crociera (25,3%) e dalle località marine(14%)”.
La spesa media - “La vacanza avrà una durata media di 15 giorni (27 per chi viaggia con i minori) e la spesa media pro capite (comprensiva di trasporto, alloggio, cibo e divertimenti), sarà pari a 659 euro (609 euro se si viaggia con minori).
Il giro d’affari - “Sarà di 10 miliardi di euro, più della metà (5,3 miliardi) attribuibile alle vacanze con minori al seguito. Gran parte della spesa sarà destinata ai pasti (25,5%) e al viaggio (23,9%). L’alloggio assorbirà il 21,9% del budget, mentre allo shopping sarà destinato il 14,4%”.
L’alloggio - “La casa di parenti e amici è la prima scelta per pernottare (33,2%), il 19,3% andrà in albergo, il 16,4% nella casa di proprietà e il 7,2% in un B&B”.
La prenotazione - “Per chi andrà in strutture con la necessità di prenotare il proprio soggiorno, il 40,8% lo farà contattando direttamente la struttura”.
Le attività - “Le attività principali saranno all’insegna della socialità, fra passeggiate (68,4%), serate con amici (46,1%),pranzi o cene al ristorante (45%), aperitivo o un drink con gli amici (33,6%)”.
Gli spostamenti - “Il 62,9% dei vacanzieri utilizzerà la propria macchina, il 21,6% viaggerà in aereo e il 4,2% in treno”.
I motivi di non vacanza - “Il 48,6% non partirà per motivi economici, il 23,1% per motivi familiari e un altro 23% per motivi di salute”.
(Fonte: confcommercio.it/14.06.2024)
(continua)
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Le dinamiche che connotano i processi legati alla disoccupazione restano vicine ai minimi storici.

Occupazione: Confesercenti, confermata la dinamica positiva

Turismo e ristorazione trainano l’aumento dei dipendenti: +6,9% nei primi tre mesi dell’anno.
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Andamento più che buono
“Avvio dell’anno positivo per il mercato del lavoro. I dati diffusi da Istat per il primo trimestre del 2024 confermano, anche per quest’anno, la dinamica in crescita dell’occupazione. Un aumento costante di occupati che sta trainando la crescita nazionale, grazie anche alla spinta di turismo e ristorazione, che tra gennaio e marzo hanno registrato una crescita di lavoratori dipendenti del +6,9%”. Questa l’analisi effettuata da Confesercenti sui più recenti dati Istat.
“Considerando il monte di ore lavorate, per turismo e ristorazione l’aumento corretto per gli effetti di calendario raggiunge l’11,6%, di gran lunga il più rilevante fra i settori di attività economica. Una tendenza alla crescita che dovrebbe rafforzarsi nei prossimi trimestri, con l’avvio ufficiale della stagione turistica”. In considerazione dell’andamento dei flussi turistici che “rimane positivo: secondo le stime del Centro Studi Turistici di Firenze per Assoturismo Confesercenti, nei primi cinque mesi dell’anno le presenze nelle strutture ricettive sono cresciute del +3,8% e tra giugno e agosto si prevedono 216 milioni di presenze turistiche nelle strutture ricettive ufficiali, con un incremento del +1,5% rispetto alla scorsa estate”.
Nel complesso “prosegue il calo del tasso di disoccupazione, che lo scorso aprile è tornato al di sotto del 7% e sempre più si avvicina al minimo storico raggiunto prima dello scoppio della crisi finanziaria mondiale (6,8% nella media del triennio 2006-2008). In questo quadro è importante la tenuta del lavoro autonomo, che continua a rappresentare oltre il 20% degli occupati totali, registrando nel primo trimestre dell’anno un aumento dell’uno per cento. Un dato positivo, anche se ancora lontano dai ritmi del lavoro dipendente (+1,9%). Su questo fronte, riteniamo si debba fare di più: le misure per agevolare l’imprenditorialità e il lavoro autonomo contenute nel decreto coesione sono un primo passo nella giusta direzione. Serve, però, anche un pacchetto di misure ad hoc per sostenere le piccole attività, a partire da un regimo fiscale agevolato e un piano di formazione continua che permetta loro di competere in un mercato sempre più difficile”.
(Fonte: confesercenti.it/13.06.2024)



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Era sempre in posizione, con i riflessi rispondenti e immediati. Lo stile era molto simile a quello di Lido Vieri.

Ivano Bordon, le mani dell’Inter che paravano sempre

Con i nerazzurri vinse due scudetti (1970 e 1971) e due Coppe Italia (1977-1978; 1981-1982). Nella stagione 1979-1980 conservò l’imbattibilità per 686 minuti, in quei mesi un vero e proprio record.
1973–74 Football Club Internazionale Milano - Ivano Bordon
Ivano Bordon
(Er.Pa.) - Ivano Bordon era un portiere sempre attento, pronto a rimanere freddo, a seguire il suo istinto della sicurezza, del pieno controllo dei suoi gesti, delle grandi e belle parate che non esibiva mai giusto per farlo, ma solo quando era necessario. Era sempre in posizione, con riflessi rispondenti alle sue richieste. Lo stile era molto simile a quello di Lido Vieri, altro grande numero uno dell’Inter. Bordon una volta spiegò che «se oggi vedo dei filmati di partite dell’Inter di quegli anni, faccio fatica a capire se sono io o Lido, tanto il mio stile assomigliava al suo». Da ragazzo fu scoperto da Elio Borsetto, che era stato compagno di squadra del padre (nel Venezia), quando Bordon giocava nella Juventina Marghera. Poi, nel 1966 arrivò l’Inter. All’inizio delle formazioni giovanili, nel campionato De Martino, per arrivare alla prima squadra, nel 1970. L’8 novembre di quell’anno esordì nel derby: Milan-Inter 3-0. Rimase in nerazzurro fino al 1983: 388 partite, 281 in campionato. Fu titolare nel ritorno degli ottavi di finale di Coppa dei Campioni (1971-1972) contro il Borussia M’gladbach (1971-1972), sostituiva Vieri, finì 0-0. Con l’Inter vinse due scudetti (1970 e 1971; due Coppe Italia (1977-1978; 1981-1982). Nella stagione 1979-1980 conservò l’imbattibilità per 686 minuti, in quei mesi un vero e proprio record nerazzurro.
Dopo l’Inter, giocò per tre campionati nella Sampdoria - 1983 al 1986 - sempre in serie A e vinse la Coppa Italia nel 1984-1985. Nel gennaio del 1987 difese la porta della Sanremese in Serie C2. Concluse la carriera nel 1989, dopo due campionati di serie B nel Brescia.
Bordon esordì in nazionale nel 1978, commissario tecnico Enzo Bearzot. Fu convocato come terzo portiere per il campionato del mondo del 1978, dietro Dino Zoff e Paolo Conti. Partecipò come vice di Zoff al campionato d'Europa nel 1980 e al campionato del mondo del 1982. Disputò la sua ultima partita in nazionale nel 1985, totalizzando 22 presenze con 20 reti subite.
Nella stagione 1993-1994 iniziò a lavorare come preparatore dei portieri, entrando nello staff tecnico dell’Udinese, in Serie A. Poi approdò alla Juventus, dove incontrò Marcello Lippi, con cui avviò un lungo sodalizio professionale. Ebbe un ruolo molto importante nella crescita tecnica di Peruzzi che diventò il numero uno dell’Italia. Rimase a Torino fino al 1999, contribuendo alle vittorie in Italia di tre scudetti (1994-1995, 1996-1997 e 1997-1998), una Coppa Italia (1994-1995) e due Supercoppe di Lega (1995 e 1997). In campo internazionale partecipò alla conquista di una Coppa UEFA Champions League (1995-1996), una Supercoppa UEFA (1996) e una Coppa Intercontinentale (1996).
(continua)
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