E nessuno raccoglie i mille segnali di fuga della popolazione dai ben studiati richiami al voto di partito.
La ricerca del messaggio “intelligente” che salva capra e cavoli
Politica in netto affanno, ma mai doma: elezioni al centro dell’attenzione per portare a casa tutti gli obiettivi primari e continuare a mantenere (e migliorare) spazi di potere, profili di crescita e nuovi o anche vecchi aggregati di nomenclatura.

La partita del voto
La sensazione è che, invece, la popolazione più diffusa (non i leader, i vertici), ma anche le coagulazioni che resistono e che hanno intenzione di guardare avanti e non indietro, hanno compreso che la gente, i cittadini, i riferimenti sociali, loro stessi, che continuano a trascinare avanti e smuovere tutto quello che può e deve funzionare, sono troppo stanchi: non hanno più tempo di rimanere appesi a qualcosa di annunciato ma non minimamente realizzato. Vanno bene i progetti, gli annunci, le iniziative, ma occorre portare a termine qualcosa, centrare un obiettivo, traguardare un’idea: la coerenza non può ancora rimanere una bandiera per catturare voti.
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Le stime preliminari dell’Istat indicano un calo dello 0,1% in valore e dello 0,3% in volume rispetto a dicembre 2023.
Vendite al dettaglio, inizio d’anno “senza slancio”
Mariano Bella (Confcommercio): “La riduzione con cui si apre l’anno, sia congiunturale sia tendenziale, consolida una pericolosa traccia ribassista che, considerata l’importanza dei consumi nel conto degli impieghi finali del prodotto lordo, non può non destare preoccupazione”.

Andamento "ribassista"
Rispetto a gennaio 2023, il valore delle vendite al dettaglio è in crescita per la grande distribuzione (+1,4%), per le vendite delle imprese operanti su piccole superfici (+0,5%) e per il commercio elettronico (+1%), mentre diminuisce per quelle al di fuori dei negozi (-0,4%)”.
Confcommercio: “Pericoloso andamento ribassista”.
Nel commentare i dati sulle vendite al dettaglio, il direttore dell’Ufficio Studi Confcommercio Mariano Bella sottolinea che “la consapevolezza delle buone performance del sistema Italia nell’ultimo triennio non vieta di riconoscere la condizione di fragilità economica che anche i dati sulle vendite al dettaglio di gennaio testimoniano. La riduzione con cui si apre l’anno, sia congiunturale sia tendenziale, consolida una pericolosa traccia ribassista che, considerata l’importanza dei consumi nel conto degli impieghi finali del prodotto lordo, non può non destare preoccupazione. Nel complesso, prevalgono, infatti, indizi di rallentamento dell’attività economica”. “Il trade off - aggiunge Bella - tra la domanda di beni e di servizi che aveva garantito per buona parte del 2023 un aumento dei consumi sembra essersi arrestato. Da alcuni mesi le famiglie italiane hanno stabilizzato, o ridotto, i consumi turistici interni. A gennaio le presenze di italiani in Italia si sono contratte del 3,7% rispetto all’analogo mese del 2023, mentre quelle degli stranieri fanno segnare il massimo di sempre (8,2 milioni di notti con +12,6% rispetto a gennaio 2023). Tali differenze indicano la relativa debolezza della domanda interna”.
(Fonte: confcommercio.it/15.03.2024)
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La congiuntura. "A marzo peggiorano molti indicatori, nel primo trimestre Pil a +0,1%".
Sangalli: “L’economia frena, accelerare riforme e Pnrr”
Il presidente di Confcommercio al Corriere della Sera: “Dalla tanto attesa riforma fiscale beneficio alla spesa delle famiglie”. L’ipotesi di estendere la riduzione della pressione al ceto medio va concretizzata, perché inciderà positivamente sui consumi e, quindi, su occupazione e crescita”.

Gli indicatori peggiorano
L’analisi di Confcommercio.
“Il passo è dunque lento e non coerente con l’obiettivo di crescita annuale che non può discostarsi troppo dall’1%. Si conferma, quindi, che la crescita è ancora tutta da costruire”, evidenzia la ricerca. Confcommercio “non esclude tuttavia un colpo di reni dell'economia italiana”. “L’accelerazione è possibile, a due condizioni: la prima, che l'inflazione continui a declinare a partire da aprile, dopo la risalita che prevediamo per marzo (all’1,5% tendenziale dallo 0,8% di febbraio). La seconda, che si stabilizzi lo scenario internazionale prima che le tensioni sui costi di trasporto, logistica e materie prime si trasmettano ai prezzi finali o che si generino razionamenti sulle importazioni e tagli al volume del commercio internazionale”.
(Fonte: confcommercio.it/24.03.2024-Marco Sabella/Corriere della Sera 24.03.2024)
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Il tifo dei napoletani, come sempre, prese il sopravvento: si abbonarono in 75.000, generando un notevole flusso di incassi per la società azzurra.
Beppe Savoldi, “mister due miliardi”
In quattro anni siglò 77 gol, vinse nel 1976 una Coppa Italia e una Coppa italo-inglese, realizzò due “quaterne”: Napoli-Foggia (5-0) in campionato e Napoli-Juventus (5-0) in una Coppa Italia del 1978, quando prevalse come migliore marcatore con 12 reti.

Beppe Savoldi
E, poi, arriva il momento che proietta Savoldi nella parabola del magico tifo napoletano: nel luglio del 1975 il Bologna cede Savoldi per una cifra di un miliardo e quattrocento milioni di lire e in più la cessione, nuovamente, di Clerici, oltre alla metà del cartellino di Rosario Rampanti (in comproprietà tra Napoli e Torino), valutati nel complesso 600 milioni di lire. Per Savoldi arrivò, quindi, l’appellativo di “Mister due miliardi”. Ma questa operazione - tra le più costose nel mondo del calcio professionistico fino a quel momento - fu oggetto anche di critiche a Napoli, in un momento difficile dal punto di vista economico. Ma il tifo dei napoletani, alla fine, prese il sopravvento: si abbonarono in 75.000, generando tre miliardi di lire di incasso.
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