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Salerno Economy XI.15 – 22.04.2022

I principi contenuti nel “Secretum” di Francesco Petrarca, la ricerca di un luogo “distante” per osservare e riflettere.

La metafora del “non ritorno” e il profilo dello spettatore

Impelagati in questa oscura transizione verso il futuro che, pure, tutte le ipotesi di risposta post-pandemica avevano già preso in considerazione, aprendo addirittura a scenari “nuovi” e costruttivi.
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Futuro disponibile
Una “desolata sapienza” non può che suggerire la “pazienza nelle avversità” e la “temperanza nella prosperità”. Questo semplice, ma non banale principio, ci arriva da Francesco Petrarca al termine di una profonda rivisitazione - se così possiamo dire - delle sue ambizioni esistenziali e nella prospettiva di trasmettere, ai suoi non pochi e qualificati lettori, alcune tracce di sostanziale rilevanza per comprendere a fondo la complessità del percorso letterario (pieno di collegamenti con la vita reale) che lui affrontò. Le opere più importanti che ci offrono l’opportunità di valutare a fondo questa vera e propria “missione finale” sono, principalmente, due. La prima è il “Secretum” che “apriva così una nuova fase nella produzione di Petrarca, sempre più incline a modellare la sua figura sulle sembianze di un saggio che, nutrito di motivi radicati nella tradizione platonica e stoica, si sarebbe rivolto a indagare la costituzionale impotenza della volontà umana, malata perché incapace di sollevarsi oltre i fantasmi radicati nella sua dimensione corporea, e l’intrinseca vanità di ogni ambizione terrena, scaturita dalla cecità di chi, dimentico dell’incombenza della morte, coltivava impossibili speranze di sopravvivenza nella memoria dei posteri”.
(continua)
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Nessuno (con specifiche responsabilità) ci ha saputo spiegare, fino ad oggi, quali saranno le conseguenze finanziarie della guerra.

Il “dubbio aumentato” e la sempre più difficile strada del Pnrr

Quanto, con quali costi - e a carico di chi - è ancora praticabile la transizione ecologica, che è anche sociale e politica (non dimentichiamolo)?
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Aspettative . . .
di Mariano Ragusa

Tra le tante incertezze che gravano su una guerra al momento senza prospettive di soluzione, qualche “dubbio aumentato” (per non parlare di certezza asserita) si delinea all’orizzonte delle nostre società. Dubbio aumentato grava sul percorso del Pnrr cui è affidata la chiave di volta della ripartenza dopo la pandemia. Come di recente ha ricordato Romano Prodi, il vulnus di quella ampia strategia sta colpendo quello che era stato individuato come il suo asse portante: la transizione green. Piegati dal virus si era immaginato di tenere insieme nuove e migliori tutele della salute umana con una rinnovata tutela dell’ambiente a partire dalla gestione dell’energia. Rinnovabili e fonti alternative restano una indicazione fondamentale. La guerra, con la vitale questione dell’approvvigionamento del gas, ha indotto un passo indietro per evitare il collasso. E quindi le “vecchie” fonti energetiche (a cominciare dal carbone) si ripropongono come lo strumento di “sopravvivenza” dei nostri sistemi produttivi e delle nostre abitudini di vita.
(continua)
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La paura si moltiplica per le visioni di crudeltà lontane da ogni principio di umanità.

Il profumo di futuro nella guerra, l’incontro del Papa con Camus

Le virtù delle invasioni giovanili in fuga dovranno mischiarsi alle virtù giovanili degli stanziali. Pochi, troppo pochi, costruttori di pace.
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Pasquale Persico
di Pasquale Persico

A Caggiano, nei locali del progetto Musei in Transito, l’artista Mimmo Longobardi espone una istallazione che ci presenta bene la contrapposizione tra l’Europa guerriera e l’Europa della pace. E’ composta da una pietra calcarea locale che evidenzia, naturalmente, forme create dall’artista con lo scalpello; esse, attraverso una coloritura con ossido di ferro, richiamano la civetta e il cavallo. Queste sono figure simbolo che sottolineano l’importanza della particolare geomorfologia del territorio europeo, che ha favorito il viaggio, le scoperte e l’incontro tra popoli, il conseguente sviluppo culturale e della conoscenza. Spesso, però, c’è stato lo scontro, l’invasione regressiva tra i popoli a cavallo e quelli stanziali, a civiltà consolidata. L’artista, poi, su queste basi, innesta i pensieri di Camus e la bandiera. “Ancor Camus, Europa filosofia del mito” introduce i sentimenti ed i pensieri trascritti dallo scrittore fino alla sua morte tragica.
Ho richiamato questa simbologia per mettere insieme il pensiero di Camus su “Il primo Uomo” e quello rivolto lunedì scorso dal Papa ai circa ottocentomila adolescenti convenuti dopo la pandemia a piazza S. Pietro.
(continua)
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Diverse fasi, si possono consumare alcuni cibi, senza (o quasi) limitazioni quantitative.

Ecco la dieta Dukan, proteica e dimagrante

Porta il nome del suo inventore, nutrizionista francese, che ha ideato un metodo per aiutare gli obesi ma in realtà utile anche alle persone che hanno solo qualche chilo di troppo da eliminare e vogliono tonificare.
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Chili di troppo . . .
di Maristella Di Martino

Dieta Dukan, ossia mangiamo come i primi uomini che erano cacciatori-raccoglitori di cibo per dimagrire in maniera naturale e perdere peso mantenendo i risultati ottenuti a lungo. Certo, dobbiamo modificare le nostre abitudini alimentari e privilegiare le proteine ai carboidrati ma pur di avere un fisico da sballo ne vale la pena. La dieta porta il nome del suo inventore, il nutrizionista francese Pierre Dukan, che ha ideato un metodo per aiutare gli obesi ma in realtà utile anche alle persone che hanno solo qualche chilo di troppo da eliminare e vogliono tonificare.
La base di questo sistema sono le diverse fasi, in ognuna delle quali si possono consumare alcuni cibi, senza (o quasi) limitazioni quantitative, che si susseguono, ovviamente, nel tempo in modo preciso.
Il primo step consente solo cibi proteici: carne, pesce e uova per i primi due giorni, poi semaforo verde anche a verdura, frutta e crusca. Ogni fase deve essere accompagnata da due elementi fondamentali: innanzitutto una moderata attività fisica con una breve passeggiata (circa 20/30 minuti al giorno) aumentando progressivamente tempo e ritmo della camminata, quindi l’acqua, almeno 1,5 litri di acqua al giorno.
(continua)
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