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Salerno Economy VII.34- 07.09.2018

Dopo la pausa estiva restano (irrisolti) sul tappeto problemi sostanziali per la ripartenza del Sud.

La strada stretta dei glocalismi virtuosi

E’ del tutto evidente che ogni territorio dovrà fare da sé. Ma molto dipenderà dalla capacità di interagire con le micro e la macro reti produttive anche in presenza di strutturati svantaggi competitivi.
Immagine Glocal Glocalizzazione
Connessioni, sempre più determinanti
Il quadro che si delinea mentre ci incamminiamo verso la stagione particolarmente attesa dei numeri dell’economia secondo l’impostazione del Governo è – come ampiamente previsto – molto incerto. I fronti aperti sono numerosi e la comunità internazionale di osservatori e, soprattutto, investitori guarda con attenzione all’evoluzione della situazione in Italia. E’ evidente che in questo tipo di contesto - aggravato dalle scadenze elettorali previste nel 2019 (europee) e nel 2020 (regionali) - aumentano le difficoltà in primo luogo nei territori più deboli. La ripresa in rallentamento non può non condizionare le scelte delle imprese, come, pure sul versante istituzionale tutto sarà ulteriormente orientato a captare quote di consenso nell’immediato. Con tanti saluti, quindi, all’avvio di progettualità che, invece, richiedono più tempo per essere realmente messe in campo.
Questa storia, per la verità, è molto antica, ma nel Sud del disagio sociale e dei diritti e delle pari opportunità ulteriormente in caduta (anticipazioni Rapporto Svimez), assume una valenza – se possibile – ancora più negativa.

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L’analisi dei dati del Sistema Informativo Excelsior realizzato da Unioncamere e Anpal.

Lavoro green, le imprese investono

Nel 2017 circa 653mila aziende hanno ricercato profili professionali con attitudine al risparmio energetico o alla sostenibilità ambientale.
Immagine green jobs
Nuove competenze
I “green jobs” diventano sempre più centrali nell’ambito delle ricerche di personale da parte delle aziende. Le competenze in materia di compatibilità ambientale nei settori dei servizi e delle attività produttive acquisiscono valore di riferimento nel momento dell’offerta di occupazione. La conferma arriva dai dati del Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal. “Nel 2017 - si legge in una nota di sintesi di Unioncamere - circa 653mila imprese hanno ricercato profili professionali con attitudine al risparmio energetico o alla sostenibilità ambientale. E questo sia in presenza che in assenza di investimenti già effettuati o programmati in tecnologie verdi. Un’impresa su due fra quelle con dipendenti (il 49,9%) richiede, quindi, in modo preponderante al personale che intende assumere il possesso di competenze green”. Tale richiesta si configura indipendentemente dalle caratteristiche temporali del rapporto di lavoro.
(Fonte: unioncamere.gov.it/ 31.08.2018)
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I “tagli” rilevati vanno dal 10% del grano per pane e pasta al 9% per il pomodoro.

Il brutto tempo “azzoppa” la dieta mediterranea

Coldiretti: “Impatto pesante per le imprese agricole e per i consumatori”. Produzioni danneggiate dalle anomalie atmosferiche.
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Danni alle colture alla base del food tricolore
L’instabilità atmosferica di questa estate 2018 si riflette anche sulle produzioni agricole. “Il clima pazzo - si legge in una nota della Coldiretti - fa crollare i raccolti degli alimenti Made in Italy alla base della dieta mediterranea con tagli che vanno dal 10% del grano per pane e pasta al 9% per il pomodoro da destinare a pelati, polpe, passate, concentrato e sughi pronti, ma una produzione contenuta si prevede anche per l’olio di oliva mentre il miele si stima praticamente dimezzato rispetto alla media degli ultimi anni con api stressate dall’andamento del meteo”. Questo il quadro che emerge da una analisi che delinea “il bilancio delle anomalie climatiche che hanno decimato i raccolti, distrutto coltivazioni, abbattuto alberi e allagato le aziende ma anche provocato frane, smottamenti e alluvioni in un 2018 che si è classificato fino ad ora come l’anno più bollente dal 1800, anno in cui sono iniziate le rilevazioni, con una temperatura superiore di 1,46 gradi rispetto alla media storica nei primi sette mesi dell’anno”.
(Fonte: coldiretti.it/ 28.08.2018)
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Le proposte di SalernoEconomy di questa settimana alla (ri) scoperta di antichi e moderni giacimenti culturali.

Archeologia & arte contemporanea

Quattro mostre in Campania da non perdere: “L’immagine Invisibile. La Tomba del Tuffatore” (Museo Archeologico Nazionale Paestum-Salerno); “Pompei@Madre. Materia Archeologica/Le collezioni” (Museo Madre-Napoli); “Ercolano e Pompei: Visioni di una scoperta” (Museo Archeologico Nazionale-Napoli); “Alla ricerca di Stabia” (Antiquarium di Pompei-Napoli).
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La magia di Paestum
di Laura Maiellaro

Dopo le proposte di mostre dedicate alla pittura moderna e contemporanea, questa settimana Salernoeconomy si orienta verso i gusti di coloro che preferiscono l’archeologia. In particolare, segnaliamo quattro mostre in cui archeologia e arte contemporanea s’intrecciano dando luogo a interessanti visioni e riletture dei reperti antichi. Per riscoprire il mondo dell’antichità con uno sguardo contemporaneo.

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La crescente ricerca di opportunità in Paesi più meritocratici come l’Inghilterra e la Germania.

Cervelli in fuga, territori più poveri

Il dramma silenzioso dei giovani che scelgono di andare all’estero alla ricerca prima di tutto di “pari condizioni” per tentare di fare il lavoro per il quale hanno studiato e si sono preparati.
Foto D’Antonio Giuliano
Giuliano D'Antonio
di Giuliano D’Antonio*

Le famiglie meridionali – tra i mille problemi quotidiani legati ad una condizione di oggettiva differenza qualitativa nell’erogazione dei servizi essenziali da parte delle Pubbliche Amministrazioni – si confrontano in maniera sempre più diffusa con il dramma della collocazione occupazionale dei propri figli. Un dramma che nelle regioni del Sud ha assunto le caratteristiche di emergenza epocale ancora troppo poco studiata nelle negative ricadute che produce sulle dinamiche di (de) crescita dei territori. Le difficoltà per i giovani del Mezzogiorno ad entrare nel circuito economico e produttivo delineano con nettezza i contorni di una vera e propria sfida da vari punti di vista. A cominciare dall’entità delle risorse finanziarie che vengono, ormai, richieste alle famiglie per attivare percorsi di specializzazione quasi sempre al di fuori della provincia di residenza. E’ una sfida che oggi inizia ben prima della conclusione del percorso di studi prescelto.

*Presidente Fonmed (Fondazione Sud per la Cooperazione e lo Sviluppo del Mediterraneo)
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