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Salerno Economy IX.40 – 23.10.2020

“Se le cose andranno bene, il Pil diminuirà con un crollo quasi doppio rispetto a quello registrato nel 2009”.

Tentennanti e indecisi, mentre sfuggono i conti della crisi

Il prodotto interno lordo è avviato a diminuire - in relazione al 2019 - di circa il 10 per cento. Tradotto in termini pratici si tratta, più o meno, di 160 miliardi di euro. A questa cifra fa riferimento l’Ufficio Studi della Cgia Mestre, che nel contestualizzare quanto accaduto fa un paragone ben chiaro: “E’ come se il Veneto fosse stato in lockdown per tutto l’anno”.
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Capitale circolante in decrescita
In questo momento si fanno tanti ragionamenti, si ricercano “soluzioni” - più o meno tendenti al breve o medio periodo - da mettere in campo per provare a “mantenere” una prospettiva in grado di non scontentare le aspettative prima di tutto dei cittadini, ma anche di tante categorie produttive che non riescono più comprendere bene verso quale traguardo stiamo camminando (o non stiamo camminando). Si possono argomentare tanti calcoli e elaborare strategie, ma, alla fine, resta sempre la sensazione che non abbiamo capito ancora bene dove la pandemia ci sta portando. Perché la verità è che il soggetto primario di questi mesi post-estivi è sempre il Coronavirus che impone - alla fine - provvedimenti pratici e concreti, soprattutto mirati a contenere e debellare un’epidemia che ci ha già imposto un “piano” di razionalizzazione delle scelte ampio e sempre in espansione. I numeri - che chiariscono a fondo la “visione” sempre oscillante (e dettata da interessi legati ora a questa ora a quella partita in corso) della politica - ci impongono di riflettere per capire bene quello che è già successo e quanto può ancora accadere (e quasi certamente si verificherà nei prossimi mesi).
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Più di mezzo milione di attività operative oggi in Italia, quasi il 10% del totale.

Imprese giovanili, 80mila in meno di 5 anni fa

Unioncamere: Campania (-7,9%), Basilicata (-8%), e Sardegna (-11,3%) “quelle che registrano una contrazione minore”. Sangalli: “Spendere bene il Next Generation Eu per assicurare l’avvenire delle prossime generazioni e del nostro Paese”.
Numeri Economia-Crisi congiunturale
Tendenza negativa
“Sono più di mezzo milione le imprese di giovani con meno di 35 anni oggi presenti in Italia. Un numero importante, pari all’8,7% di tutto il sistema produttivo nazionale anche se in calo di 80mila unità rispetto a 5 anni fa”. E’ questa una delle principali informazioni emerse a margine dell’Assemblea di Unioncamere, che si è svolta Roma mercoledì 21 ottobre. Secondo le Camere di Commercio “questi dati dimostrano quanto sia fondamentale mettere in campo azioni forti e decise sostenute dalle risorse del Next Generation Eu, capaci di invertire la rotta e restituire fiducia alle nuove generazioni”. A questa consistente perdita di attività imprenditoriali giovanili “hanno contribuito soprattutto alcuni dei settori più tradizionali, a partire dal commercio - che conta 35mila imprese di under 35 in meno - e dalle costruzioni (-29mila). Il settore della ristorazione perde quasi 5mila aziende (sempre under 35), la manifattura invece 7mila”. E ancora: “Nel mondo dei servizi, a mancare all’appello sono soprattutto le attività ausiliarie dei servizi finanziari (quasi 2mila in meno); le imprese giovanili che si occupano di Tlc, di trasporto terrestre mediante condotte e di attività sportive e di intrattenimento, tutte con riduzioni intorno alle mille unità”.
(Fonte: unioncamere.gov.it/ 21.10.2020)
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Mentre avanza, purtroppo, il ritardo nell’ideazione di una nuova e necessaria configurazione della rappresentanza delle aree territoriali.

Macroregioni, un grande nodo da sciogliere

“La visione del Mezzogiorno va poggiata su nuove gambe istituzionali, dialogando con il Nord, fino al Nord Europa, ma proponendosi come area vasta euromediterranea in grado di parlare al mondo”.
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Pasquale Persico
di Pasquale Persico

La nascita del centro studi della Euro Macroregione Meridionale - che ho l’onere e l’onore di coordinare - è solo un piccolo segno della direzione da intraprendere per cambiare approccio alla gestione della politica economica nazionale. Il centro studi dovrebbe stimolare la cooperazione tra le regioni in termini di sussidiarietà orizzontale per raggiungere gli obiettivi strategici da perseguire utilizzando le nuove risorse provenienti dall’Europa. Questo obiettivo concorrerebbe, poi, a sviluppare la sussidiarietà verticale verso il governo e verso l’Europa, rendendo efficiente il moltiplicatore degli investimenti strategici previsti dal Recovery Fund per la Macroregione. I media più influenti, ma anche le critiche che arrivano da destra, dal centro e da sinistra al governo, insistono, invece, sulla "visione", trascurando il salto culturale necessario per fare funzionare la governance multi/scalare che consente ai nuovi investimenti di riposizionare la produttività dei sistemi territoriali.
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Ma cresce l’esigenza di indirizzare investimenti verso la “ripartenza”, richiedendo capitale di rischio.

Liquidità e sicurezza, i veri obiettivi del risparmio

La Banca d’Italia richiama l'attenzione sull’enorme portafoglio delle famiglie italiane ammontante a 4.450 miliardi di euro (2019), evidenziando il rialzo rispetto al 2018 (+45 mld).
Lo speciale 1 – Soldi-finanza
Questione di soldi
di Vito D’Elia

La panoramica del 2019 della Banca d’Italia mette in luce l’enorme portafoglio ammontante a 4.450 miliardi di euro delle famiglie italiane, evidenziandone anche un rialzo rispetto al 2018 (+45 mld). L’equilibrio protende verso la liquidità: gran parte dello stock (1.400 mld) è riservato a conti correnti e conti deposito vincolati; tale tendenza è proseguita nei mesi di lockdown, con +95 mld di flussi verso tali strumenti; si interpone solo l’operazione “Btp Italia”, accolta calorosamente dai piccoli risparmiatori. Liquidità e sicurezza si pongono quindi come componenti ricercate dal risparmio, nel frattempo cresce, però, l’esigenza di indirizzare investimenti verso la “ripartenza”, che mal si coniuga con il profilo dei risparmiatori, richiedendo capitale di rischio. I Btp Italia - obbligazioni a 5 anni a tasso dell’1,4% + inflazione - con interessi corrisposti da cedole semestrali e rimborso del capitale a scadenza, hanno mostrato lo stretto legame dei risparmiatori con i titoli di Stato: in 4 giorni raccolti 14 mld, registrando un record per la piattaforma Mot.
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Quasi due italiani su tre (64%) si improvvisano “chef tra le mura domestiche”.

Covid, lo smart working? Stimola la cucina

Coldiretti. “La preparazione casalinga dei piatti tradizionali in questo periodo è una attività tornata ad essere gratificante per uomini e donne anche con il coinvolgimento appassionato dei più piccoli”.
Green Style – Smart Working
Lavorare (meglio?)
“L’emergenza Covid spinge quasi due italiani su 3 (64%) ad improvvisarsi chef tra le mura domestiche per sperimentare vecchie e nuove ricette con un trend in crescita iniziato nella fase più acuta della pandemia ed alimentato dallo smart working”. L’analisi della Coldiretti - sulla base dei dati Istat - prende in considerazione questo aspetto delle dinamiche sociali in “occasione della decisione di alzare il livello di lavoro agile nella pubblica amministrazione”. Le misure “anti contagio che - sostiene la Coldiretti - puntano a potenziare lo smart working e a scoraggiare gli assembramenti fuori dai locali e per strada, portano la gente a stare di più a casa con il recupero di riti domestici come il cucinare che diventa oltre che necessità quotidiana anche un momento di aggregazione familiare più sicura di un pasto o di un aperitivo in mezzo a estranei o a persone che vivono fuori dal proprio nucleo domestico”.
(Fonte: coldiretti.it/ 18.10.2020)
(continua)
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