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Salerno Economy IX.17 – 01.05.2020

L’occasione del 1° maggio, le diverse problematiche irrisolte e le prospettive di rinascita dei territori.

La “teatralità” delle forze in campo

La politica non si ferma, continua lo scontro tra gli schieramenti contrapposti che, pur dichiarando attenzione per gli interlocutori (avversari), alla fine non si preoccupano di altro che di rinforzare la propria “trincea”.

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Percorsi
In questi giorni la riflessione generale si accanisce sulla tempistica della riapertura, della ripartenza effettiva e tende a dimenticare (o, in ogni caso, a ridimensionare) la questione centrale, che - è appena il caso di ricordarlo - riguarda la tutela della nostra salute. Capita così di ritrovarsi di fronte a una serie di problematiche complesse, mentre non si riesce ad affrontare - così spesso appare - nel migliore dei modi la difficile evidenza che abbiamo sotto gli occhi. Per esempio: siamo in qualche modo sicuri di non correre gravi rischi "clinici" e, nello stesso tempo, sociali? Siamo, cioè, in condizioni di rendere effettivamente residuale l'eventualità di una nuova evoluzione diffusa dell'epidemia? Naturalmente no. Ma si tende, in ogni caso, a mettere in campo tutto quanto necessario per la "ripartenza" dell'economia, anche contemplando dati analitici non proprio rassicuranti. Ovviamente è una situazione che tende ad accogliere gli allarmi - giustificati - di tutti gli attori del mondo economico, all'interno del quale ha preso corpo la consapevolezza del più che complicato scenario delineatosi.
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Il virus e la retorica della memoria tra rottamati e “quotati”. Le domande inevase poste dall’epidemia.

Anziani, il vero welfare senza compassione

Si dovrà ridiscutere, e seriamente, di politiche sociali. Non servono più o meno strutturate strategie della compassione, ma iniziative che ancorino alla cura delle persone. E’ necessario un grande salto di dignità e di civiltà.
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Riletture
di Mariano Ragusa

Serviranno intelligenza e pazienza. Servirà ridare il nome alle cose perché, di queste ultime, percepiamo una mutazione. Servirà liberarci dei nomi che poco definiscono ma anche di quelli che, nel tempo della vita sospesa per l’assedio del virus, abbiamo utilizzato ritenendoli (malamente) adatti a mettere in ordine l’incertezza nella quale ci muoviamo. Su una (ma non unica) parola il nostro compito sarà gravoso e decisivo: vecchiaia.
L’epidemia ce l’ha restituita come sinonimo di morte. I vecchi, con la loro morte, hanno esposto al massimo grado di rappresentazione simbolica il flagello del virus. Le cifre degli “scomparsi” li collocano nelle fasce alte delle burocratiche classifiche del lutto. “I più fragili e i più indifesi”, hanno spiegato gli scienziati attestando sulla condizione biologica la permeabilità assassina del contagio. “Con loro va via una parte importante della memoria del Paese”, hanno osservato saggi e dolenti pensatori compiendo il salto simbolico dettato dall’anagrafe e dal calendario, per collegare non da ultimo quei pezzi di memoria scomparsi anche con il tempo celebrativo del 25 Aprile. Partirà dai vecchi, allora, l’elaborazione pubblica del lutto che il virus ha seminato? Può darsi che accada. Ed è auspicabile, anzi, che accada.
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La differenza tra il ritmo di consumo delle risorse naturali e la loro capacità di rigenerazione.

Asini, spread ecologico e debito pubblico

Con un contributo di Amedeo Trezza sul rilancio della “ciucciopolitana” e le connessioni tra cibo, nutrizione e salute. L’alimentazione come identità e cultura in relazione alla resilienza biologica e sociale (paesaggio e comunità locali connesse).
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Pasquale Persico
di Pasquale Persico

Qualche anno fa Claudio Tamburranno alla fiera di Rimini, Ecomondo, lanciò un grido d’allarme: lo spread ecologico è più grave di quello economico. Egli definì in maniera semplice cosa potrebbe intendersi per spread ecologico. Lo spread ecologico è la differenza tra il ritmo con il quale consumiamo le risorse naturali e quello con il quale progettiamo la loro capacità di rigenerazione. Ogni Paese ed ogni persona prelevano dal bancomat terrestre con una diversa intensità. Essa dipende – ovviamente – dal tipo e dal livello dei consumi. Se tutti si comportassero come il Qatar, le risorse che la Terra genera in un anno intero finirebbero già il 9 febbraio. Sulle pagine di SalernoEconomy da diverse settimane, e da qualche anno con i miei amici economisti e esperti di paesaggio, oggi componenti del comitato che collabora con la Presidenza del Consiglio, con riferimento particolare al settore alimentazione e salute del suolo, cerco di spiegare la differenza tra potenziale del Capitale Naturale e Capitale Naturale Disponibile perché questo concetto è vitale per definire i progetti strategici connessi al recovery fund e agli altri fondi che l’Europa metterà a disposizione per la ripresa o rinascita dei Paesi.
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Bonus vacanze veramente utili? A prima vista appaiono come una sorta di risarcimento per la quarantena.

Turismo vittima della pandemia

Necessari finanziamenti a fondo perduto per le reti, lo sviluppo di territori, la creazione e affermazione di destinazioni. Diventano prioritari strumenti di coesione e progettazione territoriale, improntati a un nuovo destino di “filiera di comunità”.
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Nuove strategie
di Virgilio Gay*

L’attuale difficile situazione crea necessariamente un rallentamento dei consumi non alimentari. Le misure adottate impattano su quasi tutti i settori produttivi e, soprattutto, sui servizi. Fra tutti, però, “rebus sic stantibus” nel breve periodo, i settori che ne usciranno maggiormente danneggiati saranno quelli del turismo e quelli che hanno produzioni segmentate per le stagioni, come ad esempio la moda. Passata la tempesta, il ritorno alla vita normale indurrà una probabile ripresa dei consumi, ora rimandati. Le filiere tradizionali potranno aumentare le loro produzioni e, in parte, liberarsi della merce prodotta e giacente in magazzino, oppure avviare nuove produzioni. Per alcune basterà superare l’emergenza sanitaria per tornare alla normalità. Il settore della moda sta ragionando sulla opportunità di “saltare una stagione” e congelare i modelli di quest’anno per il prossimo. Per altri settori sarà necessario rivedere il proprio modello di business.
(continua)

*Esperto di marketing territoriale


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Le foglie per conferire quel tocco di colore ad una miriade di piatti, dai sughi al pesce.

Basilico, una bontà senza fine

I benefici davvero non si contano. A cominciare dall’apparato digerente grazie alle sue proprietà digestive. L’infusione può ridurre i gas, alleviare i crampi allo stomaco e l’acidità, oltre ad eliminare la sensazione di nausea e vomito.
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Meraviglia
di Maristella Di Martino

Metti una sera d’estate. La luna, un patio e un bel giardino fiorito. Qualche amico. Un buon vino. Sul tavolo una ricca insalata. E immancabile il profumo del basilico che fa capolino con le sue foglioline verdi tra il rosso dei pomodori e il colore nudo del tonno. Una meraviglia anche se pensiamo di inebriarci col pesto che condisce la pasta. Un’autentica delizia. Tutta racchiusa in un’erba aromatica originaria di Iran, India e altre regioni tropicali dell’Asia. Al di là dei suoi molteplici usi in cucina, parliamo di uno scrigno con proprietà medicinali di grande pregio. Per la salute di adulti, anziani e piccini. Inserirlo nella nostra dieta quotidiana sarebbe l’ideale per risolverci parecchi problemi.
(continua)

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