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Salerno Economy IX.14 – 10.04.2020

La riscoperta dei nostri “mondi” sommersi dalla corsa a ritmi insostenibili può esserci molto utile.

Il sogno “glocale” al tempo del covid

Con ansia proviamo a guardare avanti e vediamo “racconti” che non riusciamo bene a decodificare perché sono in tanti a “giocare” la loro partita con un solo obiettivo: continuare a dominare, sfruttare, ricavare sempre il massimo perché non hanno alcuna intenzione di indebolire le loro posizioni dominanti.
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Ipotesi
E’ del tutto evidente che la crisi generata dal coronavirus ha attivato – con una forte accelerazione – una serie di cambiamenti per così dire “strutturali” sia di breve che di media e lunga durata. L’intervento di Aldo Bonomi, pubblicato lo scorso 4 aprile, che riproponiamo integralmente nella nostra newsletter di questa settimana, offre la possibilità di percepire nitidamente lo sconvolgimento con il quale ci confrontiamo e continueremo a confrontarci per non poco tempo. Il recupero dell’appartenenza alle micro-comunità - che, poi, messe insieme formano, è bene ricordarlo (sempre), le macro e maxi comunità glocali (mai come in questa circostanza glocali anche quando, interagendo tra di loro, si definiscono globali) - è il passaggio chiave per ritrovare le tracce di quel percorso che ci porta fino in fondo alla “geografia” di “che cosa siamo diventati”.
(continua)
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“Covid 19 pare sbatterci in faccia un futuro senza avvenire con la contraddizione lacerante di una solitudine”.

Tra Immunitas e Communitas

“Auspico e sostengo da tempo una rinascita sindacale per un sindacato in grado di mettersi in mezzo tra NUDA VITA E VITA NUDA”.
Foto Aldo Bonomi per Il Mattino
Aldo Bonomi
di Aldo Bonomi

Quante volte, scavallando il secolo, ci siamo detti “nulla sarà più come prima”. Nel fine secolo con la fine del fordismo, con la sua metamorfosi. Con la caduta del muro ed il riapparire nella ex Yugoslavia in frantumi della comunità maledetta del sangue, del suolo e delle religioni e dei campi di concentramento etnici nella Europa che aveva perso memoria ed il senso del tragico. Con il farsi avanti delle “guerre giuste” poi dopo l’11 settembre diventate “guerre per la democrazia” sino all’oggi delle “guerre a pezzi” continuate. Poi il 2008 con il fallimento della Lehman Brothers che data l’inizio di una crisi ben presente da tempo nelle lunghe derive del turbo capitalismo finanziario. Balzi d’epoca ove ha sobbalzato la nostra capacità di continuare a cercare per continuare a capire nell’apocalisse culturale del non riconoscersi più in ciò che ci era abituale.
Ma adesso il salto d’epoca di covid 19, sempre per citare De Martino, evoca la “Fine del Mondo” che va letto, non solo per speranza, ma per ricercare e capire che siamo di fronte alla fine di UN mondo. Mi dico gramscianamente tra pessimismo ed ottimismo che ad ogni balzo, ad ogni perturbamento del capire cosa non era più e cosa veniva avanti nel non ancora, ho cercato di rispondere con il fare conricerca con i tanti travolti da ciò che non era più e con i pochi che mi indicavano la via del non ancora.
(continua)
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E’ l’ora di definire presto le infrastrutture strategiche in una nuova e forte visione di politica economica europea.

Con Draghi e Rifkin? Sì, ma ben oltre Draghi e Rifkin

Occorre rilanciare con forza il potenziale di un Continente finalmente dialogante, che riceve le ibridazioni culturali e scientifiche necessarie a generare una nuova civiltà plurale.
P. Persico-casa-morra-cs-Pasquale-Persico
Pasquale Persico
di Pasquale Persico

La crisi che scoppiò nel 1929 non riuscì ad ottenere soluzioni brillanti, soluzioni che, invece, furono, per così dire, trovate entrando in guerra, quando si ottenne – parlando eufemisticamente – la piena occupazione. Le altre crisi, quelle del dopoguerra, hanno trovato rimedi temporanei, che, però, hanno sempre fatto “allargare” la forbice dei divari tra Stati e tra regioni, tra funzionalità ecologica delle macro regioni e efficacia delle politiche di insediamento delle attività connesse all’abitare; per l’Italia, poi, l’eccesso di debito pubblico ha moltiplicato spiazzamenti importanti, sconnessioni insostenibili tra città, e tra città ed altre città (territori ancora a forte ruralità e resilienza ecologica). Il percorso sugli scenari prospettati, sia quando si è accennato alla catastrofe e al definitivo allontanamento della politica dall’esigenza della nuova domanda sociale in campo, che - quando è emerso - delle analisi ben articolate, ha bisogno dei dovuti approfondimenti.
(continua)
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Partnership Camera di Commercio di Salerno-Università Federico II di Napoli.

Societing 4.0, alfabetizzazione tecnologica

Il format - che parte sulle reti Rai - pensato e diretto all’interno del progetto Pidmed coordinato dal Prof. Alex Giordano.
Foto-Alex Giordano
Alex Giordano
La Camera di Commercio di Salerno insieme con l’Università Federico II di Napoli - con la direzione Inclusione Digitale della RAI e numerosi partner media ed istituzionali -lancia un format di alfabetizzazione alle tecnologie digitali “per fornire durante i giorni di quarantena, a cittadini e imprese gli strumenti necessari per addomesticare le tecnologie 4.0 e potersi poi rialzare da questa crisi”. I contenuti, realizzati da giovani del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II di Napoli - con l’ausilio di 7 scienziati di caratura internazionale dell’ateneo campano - gireranno sui canali della Rai e su decine di siti, reti e social di partner che hanno aderito all’iniziativa. Il format è stato attivato da 15 giovani scienziati ottimizzando i materiali raccolti durante il loro periodo di tirocinio svolto all’interno del progetto “Pidmed” coordinato dal Prof. Alex Giordano (pioniere della rete e tra i massimi esperti di trasformazione digitale). Durante il tirocinio “hanno incontrato oltre 500 imprese del territorio accompagnandone oltre 100 nella realizzazione di progetti di trasformazione digitale avvalendosi dei voucher messi a disposizione dall’ente camerale”.
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Iniziamo la giornata mangiando molta frutta: mele o banane, ma meglio ancora more e fragole.

Primavera, risvegliamoci così . . .

Se il benessere deve essere globale, dobbiamo puntare a disintossicare sia il corpo che la mente. Aiutiamo l’organismo a sgonfiarsi e sentirsi più leggero godendoci il piacere delle piccole cose.
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Disintossicare corpo e mente
di Maristella Di Martino

Arriva la primavera, le giornate si allungano e abbiamo voglia di sentirci più belle. La parola d’ordine ora è benessere per risvegliare il nostro corpo e tornare in forma dopo i mesi freddi e cupi della stagione invernale. Metabolismo e buonumore vanno invogliati a piccole dosi. Inutile progettare troppi cambiamenti, facciamolo lentamente. Partendo dalla pelle tre sono i diktat da osservare: esfoliare, purificare e rigenerare. L’epidermide, per mesi nascosta sotto strati di tessuti pesanti, appare spenta ed opaca, stressata dal freddo e dallo smog. E il nostro organismo sarà appesantito dalle scorie di un’alimentazione ricca di grassi e calorie.
(continua)
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