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SALERNITANS. Il ministro, la scuola e una scommessa sul voto leghista a Salerno

di Alfonso Schiavino

Un anno fa, alle Politiche, la Lega ha preso 3.900 voti a Salerno. In democrazia qualsiasi scelta fatta “in gabina” è giusta, ma parimenti può essere valutata, soprattutto quando un fatto scompiglia le narrazioni. Il ministro Bussetti, un prof di ginnastica che appare più vecchio dei suoi 56 anni, ha dichiarato con un ghigno che le scuole del Sud non necessitano di soldi, ma di “impegno, lavoro e sacrificio, impegno, lavoro e sacrificio”. La dichiarazione inequivocabile, sollecitata da un tele-cronista, è stata rilasciata la scorsa settimana ad Afragola (1.400 voti per i salviniani).

L’analisi sbrigativa ha sollevato il polverone rituale, sicché il semi-leghista di Gallarate ha scritto un lungo post su Facebook criticando “un video decontestualizzato”. Inoltre il ministro confonde Sud e Mezzogiorno (che comprende le Isole), ma lasciamo correre tutto, perché questa è la classica storia “facilona” in cui tutte le parti in commedia fanno la loro figura: il tipo che domanda, il soggetto che risponde, gli interessati che replicano e i leoni da tastiera che berciano commenti viscerali.

Eppure l’episodio alimenta alcune riflessioni. Eccole, annotate in 5 punti e 1 scommessa.

  1. L’Italia riesce a dividersi perfino sulla pasta fresca (esempio: i cappelletti dei reggiani vs i tortellini dei modenesi). In un Paese siffatto, la scuola è uno dei temi che fanno lievitare  giganteschi pregiudizi e luoghi comuni. Questi schemi mentali “sbrigativi” rientrano nel catalogo dei bias cognitivi, una base essenziale per gli oggetti di comunicazione che diventano virali e alimentano la fornace dei social media.
  2. Lo schema Sud vs Nord è inadatto per la scuola. Le qualità e le pecche del sistema sono variegate sul territorio nazionale. “Salerno Economy” ha esaminato, alla fine del 2017, il rapporto annuale di “Save the children”. Dalla dispersione alle bocciature, dai laboratori alla tecnologia, i dati attestavano situazioni ambivalenti in tutte le aree: esistono eccellenze in provincia di Salerno e un record negativo di Pavia. Se avete voglia di leggere l’articolo, fra poco troverete il link.
  3. Le valutazioni sugli alunni derivano dai test Invalsi, che, come ogni indagine statistica, è influenzata dal “mindset” dei progettisti. I grillini promettevano di abolire la prova… E ora?
  4. “Buttare la pietra e nascondere la mano”. Questa metafora è troppo forte. Cos’è il vip che fa/dice qualcosa e poi rettifica? Un tipo sfrontato? Un maldestro? O un furbetto? Il dubbio è lecito. Ma è fondato anche il sospetto di una tattica: l’atto “friziona” l’elettorato reale e virtuale, la correzione “tranquillizza” il contesto.
  5. Mentre Bussetti sentenziava ad Afragola, il ministro francese Castaner replicava bruscamente al collega Salvini. Notate il parallelismo. In entrambi i casi risuona una nota di superiorità. Vorrà dire qualcosa?
  6. Ecco la scommessa, proiettata sulle Europee di maggio. Considerate anche le recenti polemiche e un senso di inferiorità meridionale, i voti leghisti scemeranno a Salerno?

SALERNO ECONOMY 1.12.2017 NORD E SUD “UNITI” DALLA SCUOLA?


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