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SALERNITANS. I tempi biblici della malaburocrazia e la sofferenza delle persone

di Alfonso Schiavino

Stavolta lanciamo un sondaggio. Secondo voi una persona ultranovantenne che ha una patologia cardiaca, esce da un ricovero, si regge malamente in piedi, ha ottenuto la carrozzella dall’Asl, dev’essere controllata a vista, vive sola, non ha figli, incassa una pensioncina di 600 euro, non possiede casa né altre proprietà…

Una persona in queste condizioni ha diritto all’assegno di accompagnamento, cioè i 500 euro che secondo i macroeconomisti statali dovrebbero ricompensare una badante?

Se la risposta è “no”, potete interrompere qui la lettura.

Se la risposta è “sì”, c’è una seconda domanda.

Sapendo che il contributo viene autorizzato ed erogato dall’Inps, quale intervallo ragionevole di tempo dovrebbe passare fra la richiesta e la concessione? Per favore ricordate che da venti anni abitiamo l’era digitale e l’architettura sburocratica “Bassanini”: la pubblica amministrazione dovrebbe utilizzare le informazioni che già custodisce nelle sue articolazioni.

Allora: quale lasso può essere considerato giusto per pagare l’indennità? Una settimana? Due? Magari!

Nel nostro esempio concreto, l’Inps di Salerno impiega 8 mesi per convocare l’interessata a visita medica, peraltro nei locali dell’Istituto, vicino alla stazione. Poi ne occorrono altri 2 o 3 per l’erogazione materiale. In altri casi i tempi oscillano, ma la lunghezza è un dato generalizzabile e l’esito positivo non è scontato.

Ora forse direte: basta anticipare le spese. Certo, ma (1) bisogna avere abbastanza soldi da parte e (2) l’assegno decorre dal giorno della visita: i mesi trascorsi fra la domanda e il riconoscimento vengono ignorati.

Ecco dunque un altro fatto reale che illustra gli effetti di precise politiche nazionali, uno fra i tanti lampi di realtà che gettano una certa luce sull’Italia. Lampi che tuttavia non diradano la cortina fumogena nella quale politici e giornalisti ci fanno arrancare. Perché, ripetiamo, i problemi nazionali sono i migranti (mantra della Lega) e il reddito di cittadinanza (mantra dei grillini). Un Paese che diventa sempre più frammentato, fintamente severo, diversamente straccione e soprattutto infelice – anche per la somma delle situazioni “piccole” che ogni tanto descriviamo qui – non importa a nessuno. Chi può impegnarsi a pensare il futuro, quando ci sono in vista le prossime elezioni?

 


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