contatore visite free skip to Main Content
info@salernoeconomy.it

GLOCAL di Ernesto Pappalardo »

L’evoluzione (?) del comportamento delle compagini in campo sempre più funzionale al mantenimento delle posizioni acquisite.
Politica/partiti, rebus complicato. Come si risolve?
Ogni previsione appare difficile da mettere in campo perché si è verificata una “sterzata” – il passaggio dei 5 Stelle dall’alleanza con la Lega al Pd – non secondaria, che ancora sembra destinata a sollecitare la reazione del corpo elettorale.

Il tempo corre, ormai, alla velocità della luce, soprattutto nei paraggi del fine anno.  C’è poco da riflettere: la politica – con tutte le sue fibrillazioni (o, almeno, così sembra a noi, alle prese con la quotidianità mediatica) – è un racconto senza sosta, che ben si presta a ogni interpretazione. Il problema vero si materializza sempre un secondo dopo e, principalmente, si scarica su quanti si ritrovano ad avere a che fare con le emergenze economico/occupazionali. In altre parole, nonostante il Natale alle porte, è evidente che la politica sia ben concentrata esclusivamente sui propri interessi. Tutto il resto? Poi si vedrà. Perché né da una parte (quella attualmente al governo), né dall’altra (l’opposizione) si tende ad evidenziare che siamo diventati nel contesto europeo il soggetto più improbabilmente adeguato a navigare con successo – nei prossimi mesi e forse anni – all’interno delle scie della produzione, senza dubbio le più sostanziali per gli equilibri della nostra comunità. I numeri in circolazione non riservano dubbi: siamo effettivamente messi male, con tantissima confusione che viene sostenuta non solo da chi guida il Paese, ma anche da chi – forse momentaneamente, alla luce dei dati che girano – si ritrova all’opposizione.

Non pochi, finalmente, iniziano ad evidenziare quanto sia “complesso” (oltre che complicato) per il Pd insistere sempre con i 5 Stelle che, evidentemente, hanno una propria visione di come fare a mantenere alto il proprio consenso.

In questo quadro si manifestano – giorno dopo giorno – tante situazioni che inducono a fare qualche ragionamento e a cercare di rendersi conto di come l’evoluzione del comportamento dei partiti  sia sempre più funzionale al mantenimento delle posizioni acquisite e, soprattutto, al governo dei processi istituzionali.

Insomma, mentre si invoca attenzione e predisposizione per aggredire il contesto economico e produttivo in fase regressiva, si lavora senza sosta a costruire percorsi capaci di assicurare consenso e sostegno al partito che si rappresenta.

Di conseguenza ogni previsione politica è davvero difficile da mettere in campo, anche perché si è verificata una “sterzata” – il passaggio dei 5 Stelle dall’alleanza con la Lega al Pd – non secondaria, che ancora, probabilmente, è destinata a sollecitare la reazione del corpo elettorale. Le prossime regionali, quindi, giungono in un momento, per così dire, delicato, destinato a dare risposte su che cosa ne pensa il Paese di questa “macchina” dei partiti (e di come si muove), che macina rumore quotidiano e non parla un linguaggio comprensibile, capace, cioè, di delineare senza dubbi un progetto sostanziale, in grado di affrontare i prossimi mesi e anni immersi in difficoltà che appaiono ben solide e radicate.

E’ di fronte a questo quadro così complicato che è necessario leggere quanto accade e quanto dicono – seriamente o meno seriamente – le forze in campo che non perdono occasione per azzuffarsi o per preannunciare dissidi, incomprensioni, problematiche con un solo profilo riconoscibile: pronosticare uno scontro senza possibilità di mediazione. Anche se, si capisce bene, tutto il gioco fa parte di una partita che non ha bisogno di definizioni perché è la partita della sopravvivenza, evidentemente dal punto di vista di chi comanda e dirige le azioni da portare avanti. Tutto qua. Niente da approfondire o da capire meglio (purtroppo).

Ernesto Pappalardo

direttore@salernoeconomy.it

@PappalardoE

Glocal-night-photograph-4579193_960_720
"Percorsi"
Back To Top
Cerca