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GLOCAL di Ernesto Pappalardo »

Continua la fase di confusione generale in attesa di un quadro complessivo più chiaro e definito.
Pd, 5 Stelle e la solita politica made in Italy
Si concretizza uno scenario che da un lato impone di dare risposte in termini di tutela della vivibilità minima, dall’altro richiama il problema sostanziale di immaginare percorsi di crescita adeguati alle aspettative non solo dei cittadini residenti, ma anche della comunità internazionale che guarda al nostro Paese come partner di scelte strategiche importanti per il futuro.

Alla fine si prova sempre a trovare una soluzione che – almeno – ponga un limite all’incomprensibile e favorisca, in qualche modo, l’avanzare di una dinamica propositiva. Sembra ipotizzabile, almeno, che gli ultimi sviluppi del controverso rapporto Pd-M5Stelle abbiano preso questa piega e proseguano, quindi, seguendo una direttrice di medio-lungo periodo. Naturalmente, si tratta sempre di ipotesi che, in attesa di consolidarsi, vivono di dichiarazioni, prese di posizioni e quant’altro confermi uno scenario più o meno attendibile. Resta insomma, in ogni caso, la sensazione di una lontananza più o meno abissale tra due entità politiche che si muovono nella consapevolezza di dovere affrontare un momento alquanto difficile, perché dall’altra parte il fronte Lega-Fdi-Fi può contare su un pubblico più ampio e determinato a portare  a casa l’obiettivo di una supremazia che i sondaggi al momento confermano. Diventa, quindi, davvero complicato tentare di individuare risposte che possano rappresentare il futuro immediato (e meno immediato) di territori che sono alle prese con una difficile crisi economica e con situazioni alquanto aggrovigliate, sia dal punto di vista dei cicli produttivi, che sotto il profilo dell’occupazione.

Si concretizza, quindi, uno stato di cose ambiguo che, mentre da un lato impone di dare risposte in termini di tutela della vivibilità minima, dall’altro palesa il problema sostanziale di immaginare percorsi di crescita e di sviluppo adeguati alle aspettative non solo dei cittadini residenti, ma anche di tutta quella comunità internazionale che guarda al nostro Paese come partner di scelte strategiche importanti per il futuro.

E’ del tutto evidente che nel momento di confusione generale emergono alcune criticità che da diversi anni l’Italia – e nell’area meridionale – si trascinano dietro da un’elezione all’altra, senza che nessuno dei partiti che hanno governato (né è plausibile alcuna distinzione di schieramento politico) affronta con decisione. Emerge, cioè, la propensione italica a governare “il possibile”, senza affrontare fino in fondo criticità che di fatto ci stanno consegnando in una dimensione difficile, con molti punti di eccellenza, ma, anche, con un elenco di emergenze che finisce con il surclassare ogni propensione positiva.

E’, quindi, abbastanza chiaro che siamo molto vicini alla fase di definizione di un percorso politico-istituzionale che non potrà più allontanarsi dall’assunzione di alcuni impegni fondamentali: basta dare un’occhiata alla sostanzialità del debito pubblico per rendersi conto di come le cose siano molto più avanti di come convenga rappresentarle.

Senza contare – e questo è un punto nodale – la propensione della parte delle giovani generazioni più convinta delle proprie potenzialità a cogliere le opportunità soprattutto sul versante internazionale. La prospettiva di perdere, in termini concreti, ambiti di crescita e di competitività da questo punto di vista resta, senza dubbio, una negatività non secondaria.

Se questo è il quadro complessivo con il quale è indispensabile confrontarci, permangono dubbi e incertezze politiche che assumono sempre più peso. Ma, come sappiamo bene, tra un’elezione e l’altra è davvero difficile e complicato trovare una via d’uscita.

Ernesto Pappalardo

direttore@salernoeconomy.it

@PappalardoE

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