contatore visite free skip to Main Content
info@salernoeconomy.it

L'altra notizia »

“Nessuna porta si apre a una felicità permanente, difficile per noi trovare la soluzione giusta”.

di  Daniela Delvecchio

Allora? Si parte con i buoni propositi per il nuovo anno? Un gioco questo che con mio figlio facciamo sin da quando era piccolo. Da principio erano più promesse, le sue, in attesa di ricevere, poi, desiderate ricompense, ma, oggi, realizzo che di anno in anno il gioco è diventato sì un divertente appuntamento per ricordare l’infanzia, ma, soprattutto, la consuetudine di raccontarci progetti, scelte future e cominciare l’anno che verrà con nuove prospettive. È probabilmente il nostro modo di alimentare scelte e decisioni che di certo tutti facciamo e prendiamo ogni giorno, dalle più banali a quelle che ci definiscono e danno forma alle nostre vite. Ma spesso mi chiedo, senza trovare per fortuna un’unica risposta, cosa ci porta a scegliere un determinato percorso e non un altro. Di certo nessuno indovina il proprio destino in uno schiocco di dita. È come muoversi in un labirinto di porte chiuse che scegliamo di aprire e poi richiudiamo di nuovo per acquisire esperienza, per sapere cosa va bene e cosa no. E ancora mi domando quali dei meccanismi che ci spingono verso una determinata direzione sono inconsapevoli, intuitivi o estremamente ragionati e affidati alle più curiose scienze matematiche?

Questo perché è normale e credo anche giusto perdersi di tanto in tanto. E poi, quanta resistenza ognuno di noi oppone al cambiamento? Il paradosso tra mente e cuore, tradotto nella nostra quotidianità, potrebbe voler significare che si cerca di essere sempre consapevoli delle scelte e delle decisioni, disponibili a valutare e rivalutare le conseguenze con la capacità di adeguarle al continuo mutare degli eventi.

Credo, a dire il vero, che oggi ci si districhi con difficoltà tra razionalità e irrazionalità in un mondo che sembra sempre più spesso elogiare e premiare il Q.I. come avulso dagli aspetti corporei ed emozionali.

E, allora, leggo. Sara Diani, medico e ricercatrice indipendente, “Medicina coerente-Modelli sistemici per una medicina più efficace, umana, individualizzata”, scrive: “E’ solo se lasciamo parlare il cuore che la mente si può esprimere in tutta la sua bellezza e potenza. Ovvero aumenta la gamma, la palette possibile delle nostre azioni e dei nostri comportamenti. È come se dal bianco e dal nero nascessero i colori primari e, da una mescolanza di questi, i colori secondari. Poi si formano tutte le sfumature possibili: è così che possiamo ammirare l’uso diverso delle cromie ad esempio in Van Gogh, De Chirico, Kandinskij.

Forse, allora, nessuna porta si apre a una felicità permanente, oppure dietro nessuna porta troveremo la soluzione a tutti i nostri quesiti.

Bel problema, ma non perdiamo la voglia e soprattutto il coraggio di oltrepassare tutte quelle magiche soglie, sarà questo a darci la soluzione?


Back To Top
Cerca