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I numeri dell'economia »

All’interno della Gdo si segnala l’exploit dei discount con un + 6,2%.
Negozi, dinamica ancora negativa
Confesercenti: “Rispetto a gennaio 2018 perdite pari a circa 40 milioni di euro per le piccole imprese, mentre per la grande distribuzione fatturato in crescita di circa 300 milioni”.

Continua il periodo nero per gli esercizi di prossimità rispetto ai canali della grande distribuzione, sebbene la dinamica complessiva delle vendite al dettaglio rientri in campo positivo. E’ questo il quadro generale tracciato dalla Confesercenti in base alle stime diffuse nei giorni scorsi dall’Istat. “Il dato di gennaio sulle vendite del commercio al dettaglio – è scritto in una nota di sintesi dell’associazione – se, da un lato, indica un avvio d’anno moderatamente positivo – ed infatti la variazione del fatturato rispetto a gennaio del 2018 è dell’1,3%, quella congiunturale dello 0,5% – dall’altro fa risaltare di nuovo la spaccatura fra le dinamiche relative alla grande distribuzione e ai piccoli esercizi: rispetto al gennaio 2018 stimiamo che le perdite ammontino a circa 40 milioni di euro per le piccole imprese, mentre la grande distribuzione dovrebbe aver aumentato il proprio fatturato di circa 300 milioni”. La Grande Distribuzione “registra una variazione in valore del 2,8%, più del doppio del dato medio. All’interno del comparto, poi, va segnalato senz’altro l’exploit dei discount con una crescita del 6,2%. Per le imprese operanti su piccole superfici la situazione, invece, è agli antipodi: la variazione gennaio su gennaio, in valore, è di -0,8% – si tratta del quarto inizio d’anno negativo per i negozi – mentre si nota come la forbice tra le due tipologie distributive abbia raggiunto una dimensione veramente preoccupante, pari a 3,6 punti di differenza”.

Volumi e valori.

“Ancora da sottolineare – spiega sempre la Confesercenti – è la diversa dinamica delle vendite in valore ed in volume che si muove in senso opposto: complici sia i saldi dell’abbigliamento e calzature che la flessione di prezzo di alcune tipologie di beni durevoli, di fatto l’indice dei prezzi medio usato per deflazionare il fatturato è negativo (-0,2%) per cui le variazioni in volume, pari a 1,5% su base annua, sono di due decimali più alte di quelle in valore”.

Il commento della Confesercenti.

“Ci siamo appena lasciati alle spalle un anno da dimenticare per i piccoli imprenditori – analizza la presidente di Confesercenti Patrizia De Luise – ed il 2019 non è iniziato meglio. La situazione delle piccole imprese è quasi al livello di collasso o, se si preferisce, di reddito di sussistenza. Serve una poderosa inversione di tendenza con misure a sostegno delle piccole imprese del commercio, riequilibrando le diverse tipologie distributive, scongiurando in tutti i modi gli aumenti dell’Iva e alleggerendo la zavorra fiscale altrimenti assisteremo, anche quest’anno, a migliaia di nuove chiusure e perdite di posti di lavoro”.

(Fonte: confesercenti.it/ 07.03.2019)

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