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I numeri dell'economia »

L’intervista. Il passaggio di consegne in Ateneo si è svolto nei giorni scorsi a Fisciano.
Loia: “La vera sfida è inseguire la qualità”
Il nuovo rettore - che si è insediato il 4 novembre - delinea il percorso di un’offerta formativa focalizzata su “corsi di studio innovativi, attrattivi, in linea con i cambiamenti della società, capaci di riflettere le conoscenze disciplinari più avanzate”.

di Ernesto Pappalardo

Quale scenario si trova ad affrontare il nuovo rettore dell’Università di Salerno – il professore Vincenzo Loia, fino a pochi giorni fa direttore del Dipartimento di Scienze Aziendali-Management & Innovation Systems (Disa-Mis) – in termini di risposte operative alla domanda estesa di formazione qualificata e rispondente al quadro di competitività del mercato occupazionale?

“I numeri dell’offerta formativa dell’Università di Salerno descrivono un Ateneo in forte espansione, che ha consolidato la sua posizione tra gli Atenei più importanti del Mezzogiorno. Un Ateneo che promuove tutti i livelli della formazione universitaria nei principali ambiti umanistico, economico, giuridico, scientifico-tecnologico, sanitario. In questi anni tanto è stato fatto per costruire un’offerta formativa di qualità, in grado di rispondere alla domanda di formazione degli studenti, delle famiglie e delle altre parti sociali portatrici d’interessi ed esigenze del sistema socio-economico. L’obiettivo, quindi, che un Ateneo come il nostro deve porsi per i prossimi anni non può che essere quello di costruire un’offerta formativa di qualità, in grado di attrarre i migliori talenti e di consentire loro di sviluppare a pieno le loro potenzialità perché attrarre talenti genera un effetto positivo che può tradursi in una crescita diffusa di competenze ed in stimoli a vantaggio di tutti”.

Resta il problema dell’uscita dal sistema formativo meridionale di un numero consistente di studenti . . .

“L’analisi dei flussi degli studenti degli ultimi anni evidenzia un crescente aumento del numero di studenti che dalle regioni meridionali si iscrivono ad Atenei del Centro-Nord o esteri. Questo fenomeno, alimentato principalmente dalle difficoltà del sistema socio-economico meridionale, rappresenta un gravissimo depauperamento per il nostro territorio e l’Università, che deve, per le sue competenze, svolgere un ruolo importante per contrastarlo. A tal fine, il nostro Ateneo deve operare su due fronti: da un lato, costruire un’offerta formativa di qualità, focalizzata su corsi di studio innovativi, attrattivi, in linea con i cambiamenti della società, che riflettano le conoscenze disciplinari più avanzate anche in collegamento con l’offerta formativa post-laurea dell’Ateneo, e che offrano agli studenti delle reali opportunità di collocarsi con successo nel mercato del lavoro; dall’altra fornire ai suoi studenti un ambiente accogliente e stimolante, che consenta loro di valorizzare e sviluppare appieno le proprie potenzialità e li sostenga e accompagni nel loro percorso di formazione”.

Su quali punti centrali concentrerà la sua attenzione nei primi mesi di mandato?

“Cercherò, come è giusto che faccia un Rettore, di guardare sempre all’insieme. Quindi la mia attenzione sin dall’inizio sarà a 360 gradi, intervenendo ovviamente con maggiore incisività dove si dovessero evidenziare delle criticità. Chiaramente per fare questo al meglio, dovrò avvalermi di una squadra di delegati che intendo formare senza fretta, proprio per scegliere le persone giuste e che mi danno le migliori garanzie di essere un valido supporto per ogni ambito di attività dell’Ateneo”.

Come ritiene di rinsaldare il rapporto con il corpo docente e con l’utenza dell’Ateneo?

“Rinsaldare non credo sia il termine esatto, siamo una comunità i cui legami, fra le parti che la compongono, sono già solidi. Sicuramente il mio impegno è di prestare sempre attenzione ai feedback provenienti sia dal corpo docente, che dagli studenti, volti da un lato a migliorare i rapporti fra le componenti ma anche con il sistema di  governance dell’Ateneo di cui ho la responsabilità”.

Rapporti con le organizzazioni sindacali e con il personale?

“Un modello organizzativo efficace e soprattutto funzionale alla realizzazione delle linee strategiche di un Ateneo, non può prescindere dalla piena interazione ed integrazione del personale tecnico-amministrativo, al quale è richiesto di rendere operative tali scelte strategiche. Come ho scritto nel mio programma ritengo fondamentale valorizzare le competenze, allocandole nel giusto contesto lavorativo. Per fare questo nel migliore dei modi intendo intrattenere con tutti i sindacati un rapporto di proficua collaborazione”.

Relazioni con gli interlocutori istituzionali?

“Un Ateneo, anche organizzato in campus, non può essere un organismo chiuso all’esterno. Il nostro Ateneo è collocato in un determinato territorio con determinate caratteristiche socio-economiche. Quindi diviene fondamentale, per essere soggetto attivo nelle dinamiche politiche che ci riguardano direttamente, avere un dialogo costante con le istituzioni a tutti i livelli. In primis, ovviamente, con il Comune di Salerno e quelli della Valle dell’Irno e con la Regione Campania”.

 

Foto Enzo Loia
Il rettore Vincenzo Loia
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