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GLOCAL di Ernesto Pappalardo »

Nella sfida quotidiana per conquistare lettori la notiziabilità spesso prende il sopravvento sulla verifica dei fatti.
Il vero valore-notizia? E’ ancora il giornalista
Sullo scaffale dell’offerta a prevalere nel momento della scelta consolidata e non occasionale saranno sempre di più l’affidabilità ed il rapporto di fiducia costruito con il “consumatore abituale” d’informazione.

Se si presta attenzione all’individuazione di quello che un tempo si configurava come “viaggio della notizia”, non ci si può non rendere conto di come i media tradizionali stentino ad elaborare – in gran parte delle democrazie occidentali – una risposta in grado di fronteggiare in maniera autorevole e credibile la deriva consumistica (per così dire) che caratterizza le diverse “fabbriche” social (e non) dell’informazione. Non si tratta di elaborare complessi modelli editoriali, ma di rafforzare, per quanto possibile, il profilo di responsabilità professionale dal punto di vista della ricerca ( e della verifica delle fonti) delle notizie. Il problema, naturalmente, non è di poco conto. Né si può pensare che sia “solo” una questione di deontologia. E’ del tutto evidente che la deontologia è uno dei postulati sostanziali di un mestiere che attraversa una fase particolarmente difficile. Ma è anche vero che occorre riposizionare al centro i punti di forza, le direttrici di marcia, cioè, che fanno ancora la differenza tra un’informazione corretta – anche nei casi in cui è dichiaratamente (e, quindi, correttamente) di parte – ed un’altra scorretta (o, più precisamente, non verificata ed attendibile).

Fatto questo chiarimento preliminare, l’attenzione si concentra inevitabilmente sulle condizioni generali – di ampio e diffuso disagio – nelle quali lavorano i giornalisti. Va da sé che la situazione più delicata da vari punti di vista (a cominciare dai rapporti di forza con gli editori) coinvolge i giornalisti che operano negli organi d’informazione locale. E’ sempre stato così, si dirà. Ed è vero. Ma negli ultimi anni si è assistito ad una progressiva riduzione degli organici e ad un costante ampliamento del carico di lavoro attribuito ai redattori (anche in considerazione dell’invasività delle nuove tecnologie che hanno posto in capo ai giornalisti competenze “digitali” molto gravose). Su questo terreno nei medi e grandi giornali “nazionali” le cose non stanno esattamente allo stesso modo.

Il punto cruciale, però, resta sempre il “viaggio della notizia”: chi si occupa di verificarlo o, meglio ancora, di attivarlo provando a riconquistare il ruolo di intermediazione tra fatti/non fatti e notizie/non notizie? In altre parole, la sfida vera in corso riguarda sostanzialmente la “ricostruzione” di un’arena mediatica con un perimetro sufficientemente chiaro e con un’area interna presidiata da organi di informazione autorevoli perché capaci di “pesare” e descrivere esattamente i connotati e le dinamiche inerenti ad una notizia, ed un’area esterna che non intende verificare ed approfondire quella stessa notizia, puntando (con quali finalità?) ad immettere nel circuito mediatico fatti/non fatti e notizie/non notizie senza eccessive distinzioni.

Il confronto tra modelli autorevoli e “certificati” – con tutti i limiti oggi insiti in un sistema dominato da editori/non editori – e modelli legati a flussi di informazioni indistintamente vere o false, è il terreno scivoloso e paludoso sul quale si confrontano “prodotti” incredibilmente in competizione.

E’ in questo quadro che alla fine il vero e più autentico valore/notizia non è la progressione della notiziabilità a tutti i costi del fatto/non fatto, ma il giornalista. E’ il giornalista che crea il valore aggiunto della notizia perché è capace di comprenderne – per quanto possibile – quanti più valori informativi essa contiene.

Non è scontato che si riesca ogni giorno a fare un “prodotto” realmente sganciato dalla corsa alla notiziabilità e non alle notizie, ma occorre provare a farlo. Sullo scaffale dell’offerta a prevalere nel momento della scelta consolidata e non occasionale saranno l’affidabilità ed il rapporto di fiducia costruito con il consumatore di notizie (e di analisi, commenti, approfondimenti, numeri, statistiche eccetera eccetera)

Ernesto Pappalardo

direttore@salernoeconomy.it

@PappalardoE

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