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Il treno nei parchi, ma dove?

di Alfonso Schiavino

Ma sì, la colpa è nostra… Spendiamo soldi, facciamo cose, ma trascuriamo i dettagli e comunichiamo nel circondario. Anche perché usiamo male Internet. O c’è dell’altro? Come dite? Qual è la notizia? Eccola.

Ogni tanto Trenitalia pubblica un “travel book”, ossia un catalogo di viaggi, proponendo destinazioni raggiungibili con i servizi locali. Buona idea. Spesso però le proposte sottovalutano il Mezzogiorno. Un esempio? Il file sui Parchi (da quelli nazionali ai sovracomunali dell’Oltrepò mantovano) suggerisce 8 mete di 8 regioni: Liguria, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Lazio e Puglia. Il carnet è oggettivamente scarno, visto che l’elenco ufficiale annovera 871 aree in tutta Italia. Anche volendo considerare solo le località “ferroviarie”, peraltro, spicca l’assenza di Basilicata, Calabria (3 parchi nazionali: quota record), Sicilia, Campania e quindi Salerno. A beneficio di tutti, dunque, facciamo un sopralluogo sulle nostre risorse “papabili”. E cerchiamo di trarre qualche conclusione.

Parchi nazionali. Il “travel book” suggerisce Cinque Terre, Monti Sibillini e Foreste Casentinesi (il parco è attribuito alla Toscana, ma riguarda anche l’Emilia). In Campania ne abbiamo 2 su 24. Il parco Cilento-Diano è servito sia dalla ferrovia tirrenica (12 stazioni fra Capaccio e Sapri) sia dalla linea per Potenza (fermata di Sicignano).

Aree marine protette e assimilate (6 su 30 sono campane). Il parco di Punta Campanella (con Positano) comincia a Vico Equense, subito dopo Castellammare. Il parco sommerso di Baia si trova a Pozzuoli (metropolitana), quello di Gaiola si estende nel mare di Posillipo.

Riserve naturali statali (5 campane su 147). Il Cratere degli Astroni (Agnano, Pozzuoli) è potenzialmente raggiungibile con il treno metropolitano.

Parchi naturali regionali (in Campania 9 su 134). Il Diecimare è accessibile da Cava, Fisciano e Mercato San Severino. I Monti Picentini sono penetrabili da Campagna, Eboli, Fisciano, Solofra e Serino. I Lattari hanno entrate possibili a Castellammare, Pagani, Angri e Nocera Superiore. Il Bacino del Sarno ha alcune “porte” nell’Agro (Scafati, Angri, Sarno e Nocera Inferiore) più Pompei, Torre Annunziata e Castellammare.

Riserve naturali regionali. In Campania sono 4 su 365. Il territorio del Sele-Tanagro ha le stazioni di Contursi, Eboli e quella unica per Campagna, Serre e Persano.

Aree protette regionali (4 su 171). Il Monte Polveracchio si apre su Campagna. Il Parco metropolitano delle Colline di Napoli interessa il territorio urbano del capoluogo. Il Bosco di San Silvestro si trova a Caserta.

A questo punto, cosa dire? I gestori potrebbero curare meglio le aree naturali, attrezzando sentieri e ciclovie e migliorando la comunicazione, fin dai siti Internet, troppo autoreferenziali (sono più utili le pagine di Wikipedia). Le redazioni dei “travel book” potrebbero spiegare meglio il loro metodo.

Comunque l ’Italia è bella tutta: buoni viaggi.

IL “TRAVEL BOOK” DI TRENITALIA SUI PARCHI

 


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