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di Pasquale Persico
Avrei potuto iniziare l’articolo con un altro titolo equivalente: “Gli Hitler spesso progettano il loro suicidio politico, non si aggiornano sulla storia vincente del risveglio dei vinti invincibili”. Per introdurre i miei argomenti devo elencare solo una parte dei vinti invincibili di cui parla Ignazio Silone, a proposito delle sue idee condivise con Camus e Spinelli sull’Europa che verrà. Parto, però, dal movimento che la Merkel portò alle prime elezioni democratiche della Germania unificata, Risveglio Democratico, poi confluito nel CDU per l’irrilevanza del peso elettorale. Ciò non impedì alla Merkel di portare avanti le sue idee per gli Euro-Mediterranei del mondo. Nel libro diario della sua vita Libertà, troviamo molti episodi ben connessi, anche alla fase attuale; essi spiegano il perché ha dovuto rimettere in campo, ancora, se stessa e provocare, qualche settimana fa, il risveglio delle manifestazioni recenti di Berlino, contro la possibile alleanza tra CDU e AfD sugli immigrati. Il racconto dei suoi incontri con Trump già Presidente nel 2018, mette in luce la strategia suggerita, a lei, da Papa Francesco per il vertice di allora, sul clima di Parigi e il G20 sui dazi. Trump, come adesso, aveva preso una posizione di uscita dall’accordo, e anche dagli altri organismi internazionali di cooperazione multilaterale, per la strategia sui dazi e per “America Prima”. Le parole della Merkel sono illuminanti: “La mia preoccupazione era l’annuncio degli Stati Uniti di uscita dagli accordi di Parigi sul clima. Quando ho incontrato Papa Francesco, poco prima, egli capì all’istante e rispose senza giri di parole: Piegare, piegare, piegare ma assicurandosi di non spezzare. Dal punto di vista politico, raggiungemmo una posizione sul clima (utile a conservare tutte le idee sul multilateralismo necessario), che, non a caso, chiamammo i 19 contro 1, USA, del G20. I 19 Paesi del G20 affermarono pure che l’accordo sul clima era irreversibile.”
Trump con il sostegno della finanza opulenta è tornato in campo e nuovamente la Merkel, come cittadina europea, insieme al Papa, ha dovuto riprendere lo stesso slogan, sul sapersi piegare come strategia temporanea; voglio ricordare a me stesso, che la storia dei progetti imperiali, ci dice che spesso gli Hitler dimenticano che gli Hitler e gli imperatori , prima o poi preparano il loro suicidio. Mi piego ma non mi spezzo, potrebbe essere, allora, lo slogan parallelo al concetto di Silone, e fare l’elenco dei vinti invincibili degli euro-mediterranei. Partendo dal suo tempo, a Silone, aggiungerei Camus, la Simone Weil e tanti altri, a cui potrei aggiungere, oggi, sicuramente Papa Francesco, Merkel e Mattarella, e tanti altri ancora come riferimenti espliciti.
E spesso ho citato altri pensatori e politici di azione, come Mattei e gli intellettuali del suo settimanale “Il Gatto Selvatico”. La parola “ libertà” che è il titolo della biografia della Merkel rappresenta a lettere maiuscole, il concetto che il risveglio della libertà dei popoli sottomessi ha sempre portato al suicidio dell’uomo solo al comando. Egli, il dittatore, è il protagonista solo della storia del temporaneo, apparentemente contemporaneo. Ma l’essere contemporaneo è, invece, ricordare, come ha fatto tutta la vita la Merkel, che vivere è saper entrare nella complessità degli scenari disponibili, e senza avere paura, immaginare di essere protagonisti per un futuro senza esclusioni ed espulsioni. Saper costruire un nuovo spazio di reciprocità tra popoli diversi è la musica da comporre, per un coro di identità a diversità moltiplicata. Ripartire dal vuoto programmatico che la storia ci offre è l’orizzonte dei vinti invincibili, che non da soli, scoprono che oltre l’orizzonte, c’è uno spazio immenso della mente, con un arcobaleno di colori, ognuno moltiplicato per sette. Il Professor Rino Mele, come poeta, sabato scorso, ci ha ricordato che l’Ucraina, nell’apparente dialogo di pace, tra Russia e Usa, sta per essere costretta ad indossare una strettissima camicia di forza, e a perdere moltissimo di quello che resta delle libertà desiderate. L’apparente agonia, però, non nasconde la possibilità che nella storia futura si assista al suicidio, non solo politico, dei nuovi aspiranti Hitler.

Pasquale Persico
