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La notizia del giorno »

Il Punto di Arpocrate. Ulivo, Lega e le occasioni perdute
1995, Prodi e il tentativo di un governo dialogante con il partito di Bossi.

di Pasquale Persico

A proposito di governi di tregua o di collaborazione istituzionale. Poche settimane prima della nascita del governo Dini – all’epoca indicato come governo tecnico, ma, comunque, di centro-sinistra in fieri – un cenacolo di persone collaborò all’iniziativa di Romano Prodi tentando di coinvolgere la Lega Nord nella prospettiva di un governo fondato su nuovo federalismo e sul principio della solidarietà istituzionale. Già nel 1957 – in seguito alle aspettative di molti industriali del Nord che non gradivano le politiche fiscali premiali per il Mezzogiorno – la Democrazia Cristiana fu costretta a mediare tra gli interessi del Settentrione e quelli del Sud iniziando a tratteggiare le cosiddette “convergenze parallele”, ispirate da un economista meridionale. L’idea di Prodi era quella di inaugurare una nuova stagione federalista (ispirata dagli studi di Cattaneo) con l’obiettivo di evitare uno spostamento a destra della base sociale della Lega. Ma – sebbene questa ipotesi di governo sembrava potesse avere i numeri dalla sua – il presidente Scalfaro sposò, invece, il progetto-Dini, che ebbe altra storia, pur coinvolgendo diverse componenti tra cui il nascente Ulivo. In ogni caso si perse un’occasione importante per provare ad attivare un percorso di orientamento verso nuove ipotesi di governance interistituzionali, con una prospettiva diversa anche in merito alle ragioni delle necessarie riforme costituzionali. Si sarebbe forse evitata la stagione dell’allontanamento del tessuto civico del Paese che, di fatto, rinunciò a concorrere all’individuazione di forme di sussidiarietà necessaria al buon funzionamento dei partiti e delle istituzioni. E, forse, sarebbe stata arginata la deriva a destra che avrebbe, poi, colpito, buona parte del Paese, come si è verificato anche alle elezioni del 4 marzo scorso.


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