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Il punto di Arpocrate. Salvini, il terzo cervello ed i pesci “bluegill”

di Pasquale Persico*

“Bluegill”, un pesce diffuso in tutto il Midwest degli Stati Uniti, non è particolarmente difficile da catturare e in molti lo considerano un piatto gustoso. Ma non tutti i “bluegill” sono uguali: uno studio pubblicato di recente su “Animal Behaviour” ha mostrato che gli esemplari che abboccano più facilmente tendono a essere più socievoli e meno aggressivi rispetto a quelli che riescono a sfuggire. Se rimuovi questi individui dal branco, “si può compromettere l’intero gruppo di pesci”. Se gli animali più socievoli vengono prelevati da una popolazione, questa potrebbe ragionevolmente diventare via via meno sociale.

La riflessione, in un certo senso, si addice anche ai risultati delle recenti elezioni regionali in Sardegna, dove la “questione” latte-pastori non ha consentito ai due partiti di governo di fare il pienone dei voti. E’ un “avvertimento” da tenere in conto a proposito dell’Italia e degli italiani che non riescono più a camminare verso lo sviluppo.

Il primo dato è quello della crescita della popolazione italiana: essa è in stallo da diversi anni  e – se si cancella il flusso migratorio e le richieste di residenza degli stranieri – la popolazione diminuisce ed il tasso di invecchiamento corre veloce. Se si analizza, poi, la serie storica dei permessi a costruire a partire dal 2000, il trend scende rapidamente e si stabilisce sui valori precedenti alla seconda guerra mondiale. Guardando agli abbandoni dei siti industriali , non solo è difficile pensare a nuovi insediamenti, ma anche a percorsi strutturati di trasformazione in terziario o in abitativo.

Al Nord nelle cittadine che hanno un patrimonio pubblico e privato nei centri storici in buoni condizioni il grado di riuso è  basso, ed il livello di non utilizzo inizia a diventare drammatico: Treviso  41,8%, Modena 38.8, Vicenza 37%, Trento 34.7 %, Ravenna 31 %. E’ appena il caso di evidenziare che al Sud il riuso è quasi drammaticamente assente.

Questi dati spiegano anche il cambiamento in atto e la difficoltà di fare crescere l’occupazione.

La riflessione sulla politica economica è urgente ed ancor più su una politica europea in grado di farci uscire dal tunnel, visto che da diversi anni in Italia versiamo in condizioni di miopia strutturale.

I pesci potrebbero non abboccare più, e questa metafora è utile per la politica italiana più in generale, non solo  per Salvini: stimolare solo l’aggressività non è una buona prospettiva. Raccontare la verità è difficile specie se gli strumenti che generano false notizie son anch’essi in aumento.

Il cambio di paradigma economico è necessario e i detentori di rendite di posizione – comprese quelle politiche – devono riuscire a muovere il “terzo cervello”, non quello ereditato come umanoidi, perché adattivo, non quello legato all’apparato digerente, il microbiota, battezzato come secondo, perché dimezzato dagli habitat urbani,  ma quello a cui faceva  riferimento la scienziata scomparsa, Montalcini, quello cognitivo, che oggi è in forte regressione, misurato come intelligenza territoriale diffusa.

*Economista


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