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Il Punto di Arpocrate di Pasquale Persico/La sussidiarietà necessaria per entrare nella sfida elettorale.

Il Punto di Arpocrate ha già scritto, la scorsa settimana, sulla crisi politica che sarebbe arrivata per  “rio-rientare” la nostra partecipazione al voto propongo, questa volta, una lettura del pensiero di una filosofa unica nel panorama del ‘900: Simone Weil. Esploriamo la prospettiva di una militante – attraverso l’opera, in uscita, di Fernando Barra – per verificare la nostra capacità di partecipare alla vita attiva, senza tirarci indietro al primo ostacolo e facciamo nostro anche il grido di Kéré – “Alzati Africa puoi aiutare il mondo ”: innamoriamoci – cioè – del mondo che l’Europa ancora non è in grado di riconoscere e valorizzare, perché ha a cuore solo le sue risorse materiali e culturali in difficoltà. Appassioniamoci alla domanda nuova e contemporanea per l’Europa, sul come l’Africa (gli ultimi) può aiutarci a stare sotto lo stesso albero. La Weil ci ricorda con forza il pensiero di Zygmunt Bauman. L’incontro con l’altro ci svela che la comunità aperta è sempre una cosa buona, un luogo “caldo”, un posto che si mostra intimo e confortevole, che ci aiuta a scoprire la verità che non può essere svelata con il progetto individuale, riferito al proprio pensiero autoreferenziale.

In definitiva, la storia di una vita di una filosofa senza tempo evidenzia che le comunità sono sempre esistite e che oggi hanno necessità di riconoscersi in uno spazio completamente nuovo, appartenente ad una storia tutta da scoprire, mettendo al centro la scoperta di una verità come bene comune. Le città di Simone Weil sono un nuovo modo di abitare il mondo a cui bisogna credere, perché come nel suo caso la ricerca diventa “un sentimento ardente” che ci potrebbe fare galoppare,  portarci verso una comunità da scoprire, perché sognata e ritrovata. Proviamo ad essere sussidiari alla politica, che oggi è precaria nel pensiero progettuale.

La fede deve accompagnare la nostra ricerca sulla comunità reale che ci circonda fino a ipotizzare una rottura dei confini della geografia politica esistente. Chiaramente, il pensiero che ci accompagna nel libro, ci fa capire che la ricerca di un progetto così ambizioso implica un prezzo da pagare alto, serve una disciplina verso l’incontro di cui non sempre è facile scegliere la misura.

Ma i nostri tempi ci stanno facendo percepire che nessuno si potrà salvare da solo, che era il miraggio di qualche decennio fa, e la rinascita delle città è il tema principale del nuovo secolo che verrà.

Il Punto di Arpocrate si ferma per una pausa e riprende le pubblicazioni lunedì 29 agosto. Buon estate a tutti.


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