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Come cambiano le attività consulenziali. L’esperienza di Marco Forte (Banca Generali Private).
Fondi d’investimento? Ecco una nuova “ricetta” per guadagnare
Il declino del risparmio gestito e la scoperta del mondo degli Etf che diventano lo strumento finanziario di maggiore successo degli ultimi anni, raggiungendo la ragguardevole cifra di 5.584 miliardi di dollari (al 31 luglio 2019).

Tempo di mutamenti non secondari nel campo del risparmio gestito e anche nel mondo delle consulenze specializzate chiamate a proporsi come sempre ai massimi livelli. Tra quanti stanno affrontando in questo periodo la scelta di determinare concreti vantaggi operativi per la propria clientela in provincia di Salerno, si colloca Marco Forte, operativo presso la Banca Generali Private. Forte ha deciso dal mese di gennaio di quest’anno di “stravolgere” la sua attività, “abbandonando totalmente l’utilizzo di prodotti del risparmio gestito, come i fondi Sicav o le gestioni patrimoniali, puntando a creare portafogli personalizzati in base all’utilizzo di Etf e di altre similari tipologie di investimento”.

Ma cosa sono in buona sostanza gli Etf?

Etf  è l’acronimo di Exchand-Traded Fund, un tipo di fondi d’investimento appartenenti agli Etp (Exchange Trader Products), ovvero alla macro famiglia di prodotti a indice quotati, aventi il fine di replicare un indice di riferimento (benchmark) con interventi minimi. La scelta adottata dal Forte è confermata dai dati che vedono in Europa gli Etf vicino a 900 miliardi di dollari in termini di masse gestite, mentre nel mondo hanno superato i 5.500 miliardi. Va ricordato che i fondi comuni, invece, hanno registrato un deflusso di attività consistente e regolare negli ultimi anni.

Perché tutti vogliono gli Etf.                                                                                             

Massima agilità e bassi costi costituiscono senza dubbio il punto di forza degli Etf.

È grazie a questo mix che sono diventati lo strumento finanziario di maggior  successo degli ultimi anni, tanto che ormai gli asset in Etf  hanno raggiunto la ragguardevole cifra di 5.584 miliardi di dollari (al 31 luglio, secondo i dati del Global Etf cash-flow report di Vanguard), con un incremento di ben il 19,2% dall’inizio dell’anno. Non solo. Ad agosto negli Usa si è registrato un sorpasso epocale: la gestione passiva ha superato quella attiva. E, si sa, quel che accade oltreoceano, prima o poi, succede anche in Europa. Intanto anche in Italia – è quanto emerge dal sondaggio effettuato dal Centro Studi di Le Fonti tra circa 1.300 private banker e consulenti finanziari – aumenta la componente di Etf nei portafogli degli investitori retail (con quote differenti per oltre il 93%). E nei prossimi anni, secondo più del 70% degli intervistati, l’importanza degli Etf  rispetto ai fondi a gestione attiva continuerà inesorabilmente a crescere.

I motivi di un successo globale.

Secondo Giuliano D’Acunti, responsabile commerciale di Invesco Italia, “la ragione principale è che un Etf riassume in sé le caratteristiche proprie di un fondo e di un’azione, consentendo agli investitori di sfruttare i punti di forza di entrambi gli strumenti, come la diversificazione e riduzione del rischio, propri dei fondi, e la flessibilità, trasparenza informativa della negoziazione in tempo reale delle azioni”. E ancora: “lo strumento consente di prendere posizione in tempo reale sul mercato sottostante con una sola operazione di acquisto: con un Etf è possibile investire su di un intero indice di mercato a un prezzo che riflette perfettamente il valore del fondo in quel preciso momento regolando il tutto a valuta t+2 come un’azione. Un’altra ragione del successo è la possibilità di realizzare l’identica performance dell’indice benchmark sottostante grazie a una gestione totalmente passiva”.

In altre parole, “la gestione passiva consente in maniera significativa la riduzione dei costi ed è proprio tale caratteristica ad aumentare il successo. Ridurre il costo del proprio portafoglio è fondamentale per i gestori in questo contesto di mercato, gli Etf presentano una commissione totale annua (Ter) ridotta e applicata automaticamente in proporzione al periodo di detenzione, mentre nessuna commissione di entrata, di uscita e di performance è a carico dell’investitore”.

Foto articolo Forte
Scie vincenti? Etf
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