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I numeri dell'economia »

Nel 2017 rappresentano il profilo più richiesto dalle aziende private nei settori dell’industria e dei servizi nel Salernitano.
Diplomati, boom di offerte per tecnici dell’agroalimentare
Ammontano a 3.730 le entrate previste, ma questa positiva tendenza si traduce in 99,7 contratti a tempo determinato ogni cento proposti.

Questo articolo è stato pubblicato sul quotidiano Il Mattino (edizione Salerno) venerdì 5 gennaio 2018.

di Paolo Coccorese ed Ernesto Pappalardo

A conti fatti l’antico (ma, evidentemente, sempre valido) “diploma di ragioniere” è ancora quello che assicura un posto di lavoro abbastanza sicuro in provincia di Salerno, e certamente con un numero di contratti a tempo indeterminato molto più consistente degli altri diplomi di scuola secondaria superiore (1.500 entrate). Principalmente per due motivi: perché è un titolo che si pone in maniera trasversale rispetto al mercato del lavoro, e perché non impatta in maniera prevalente su cicli produttivi per loro natura stagionali (come quelli afferenti alle filiere agroalimentare e turistica). Ma, naturalmente, la mappa del lavoro in relazione alla fascia dei diplomati è molto più articolata rispetto a qualche anno fa. Al punto che, se volessimo stilare una top ten dei diplomati più ambiti dalle imprese private che operano nei settori dell’industria e dei servizi, dovremmo tenere conto che in vetta, al primo posto, si collocano (secondo la banca dati Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro) gli allievi formati negli istituti tecnici ad indirizzo agrario/agroalimentare/agroindustria. In questo caso ammontano a 3.730 le entrate previste sul territorio salernitano nei dodici mesi appena conclusi. Un indicatore che, però, si traduce in 99,7 contratti a tempo determinato ogni cento proposti.

I diplomi con più “appeal”.

Se facciamo riferimento ai contratti preventivati per i diplomati ad indirizzo amministrazione/finanza/marketing – per semplificare, i profili formativi tipici di ragionieri e periti commerciali – lo stesso indicatore, a fronte di 3.630 offerte, ci segnala che i contratti a tempo indeterminato si quantificano in 43,7 ogni cento, mentre quelli a tempo determinato in 45,8 (sempre ogni cento). Una differenza sulla quale riflettere, anche al di là della ciclicità dei rispettivi ambiti produttivi. Va aggiunto che l’altra novità di rilievo rispetto a questi flussi scuola/lavoro proviene dai percorsi formativi ad indirizzo turismo/enogastronomia/ospitalità (gli Istituti Alberghieri, per capirci) che – pur sfociando in 70,5 offerte di contratti a tempo determinato ogni cento (e solo 7,1 su cento a tempo indeterminato) per ovvi motivi di stagionalità del mercato di riferimento delle aziende – fanno registrare 1.840 proposte previste (sempre a livello provinciale). Tra periti agrari, tecnici amministrativi/commerciali e operatori a vario titolo della filiera turistica spiccano, in base alle richieste, i periti meccanici, meccatronici e esperti in energia che ricevono 3.150 offerte di contratti (ma anche in questo caso prevale il tempo determinato in 82 casi su cento, mentre il tempo indeterminato si riferisce solo a 6,6 offerte su cento).

Il quadro generale.

Se si scende nella “graduatoria” oltre il gruppetto di testa (ovvero quello dei diplomati nei settori: 1. Agrario/agroalimentare, 2. Amministrazione-finanza, 3. Meccanica-meccatronica, 4. Turismo-ospitalità), l’indicatore delle entrate – in termini di contratti preannunciati dalle imprese – segnala 830 offerte per diplomati in elettronica ed elettrotecnica, 700 relative all’indirizzo sistema moda, 430 inerenti all’informatica e telecomunicazioni, 390 per trasporti e logistica, 260 per l’ambito socio-sanitario, 220 per l’area formativa produzione/manutenzione negli ambiti industria e artigianato.

Licei decimi nella top ten.

Al limite del perimetro inferiore dei primi dieci diplomi più “gettonati” dalle imprese ci imbattiamo nei titoli formativi rilasciati dai licei per antonomasia (come Scientifico e Classico): 220 entrate previste, con una netta prevalenza di contratti a tempo determinato (41,2%) – ma questa tendenza è perfettamente in linea con lo scenario generale –  rispetto a quelli a tempo indeterminato (29,4%). Chiudono la tabella i diplomi con indirizzo costruzioni/ambiente/territorio (160 entrate), chimica/materiali e biotecnologie (150), liceo linguistico (110), grafica/comunicazione (80), liceo artistico (30).

Per i diplomati tempo determinato oltre il 70 per cento.

Su un totale generale di entrate previste nel circuito occupazionale provinciale pari a 25.050 diplomati nel 2017 (su 70.040 entrate totali), le proposte contrattuali si configurano per il 20% a tempo indeterminato e per il 71,6% a tempo determinato. Solo il 4% delle proposte è relativo a contratti di apprendistato. Il 4,4%, invece, è inerente a contratti a chiamata.

La predominanza dei diplomati nei flussi in entrata.

Perché è importante comprendere a fondo le dinamiche del mercato del lavoro che fanno riferimento ai diplomati? Perché in termini percentuali (35,8%) ed assoluti (25.050) rappresentano il profilo formativo più richiesto dalle aziende private salernitane nei settori dell’industria e dei servizi, come – del resto – accade a livello regionale e nazionale. Una percentuale inferiore rispetto all’indicatore medio campano (37,2%), ma superiore al dato medio nazionale (34,6%). E’ importante, inoltre, sottolineare che il diploma di scuola secondaria di secondo grado è prevalentemente richiesto – se si analizzano le macro-aree settoriali – in tre settori chiave dell’economia provinciale: l’industria in senso stretto (29,3% dei contratti proposti), il commercio (21%), la filiera turistica (19,3%).

Immagine Diplomati Numeri Economia
Domanda e offerta disallineate
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