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ICEA - Istituto Certificazione Etica e Ambientale

  • Le "strade" finanziate dal Cipe nel quadro del programma Fsc. Appia e Francigena, un vero tesoro Gli itinerari turistico-culturali ufficiali attraverseranno le province di Caserta, Benevento e Avellino. I comuni interessati sono oltre 100, con un grande escluso. 

    di Alfonso Schiavino

    Due itinerari turistico-culturali ufficiali attraverseranno la Campania toccando le province di Caserta, Benevento e Avellino. Il tratto regionale della Via Francigena andrà da San Pietro Infine a Greci. Il percorso Appia Regina Viarum si estenderà da Sessa Aurunca a Lacedonia. I territori comunali interessati sono 70, altri 43 costituiscono l’area d’interesse. C’è pure un’esclusione clamorosa, come suggerisce il poeta Orazio.

    La strada dei soldi.
    La delibera Cipe 3/2016, nel quadro del programma Fsc 2014-20, ha riservato 185 milioni per i sistemi turistico-culturali. In particolare 20 milioni spettano al progetto Appia Regina Viarum, esteso da Roma alla Puglia. Altri 20 sono riservati alla Via Francigena per il segmento tosco-laziale, ma il percorso sarà prolungato fino alla Puglia.
    La delibera campana 529/2017 recepisce i 2 tracciati, con 3 allegati che precisano i Comuni attraversati e l’area di interesse (suscettibile di ampliamento).
    La delibera del Cipe
    La delibera regionale
     
    La Francigena nella storia.
    Quella che oggi viene certificata come Via Francigena (da Canterbury a Roma), nel Medioevo era un semplice insieme di segmenti stradali compresi fra il Nordeuropa e il Mediterraneo. Gli utenti più temerari erano i pellegrini diretti a Roma, spesso esponenti delle gerarchie ecclesiastiche. Infatti l’itinerario noto (che penetra in Italia dal Gran San Bernardo) è ispirato al diario di un vescovo. Arrivati a San Pietro, alcuni fedeli proseguivano verso le destinazioni pugliesi: Monte Sant’Angelo (meta di un cammino micaelico) o i porti collegati con la Terrasanta.
    La Via Francigena è uno degli Itinerari selezionati dal Consiglio d’Europa. Vale la pena di notare che la voga dei cammini ha preso piede nel 1987 con il libro di Coelho su Santiago. Chi ha influenzato chi?
    Gli itinerari del Consiglio d’Europa

    La nostra “Francigena”.
    Il tratto campano attacca a San Pietro Infine. Poi si allungano Mignano, Conca, Tora Piccilli, Marzano Appio, Caianello, Teano, Pietramelara, Riardo, Roccaromana, Baia e Latina, Dragoni, Alife, Piedimonte, San Potito, Gioia Sannitica, Faicchio, San Salvatore Telesino, Telese, Solopaca, Paupisi, Vitulano, Ponte, Torrecuso, Benevento, Paduli, Sant’Arcangelo Trimonte, Montecalvo Irpino, Buonalbergo, Casalbore, Castelfranco e Greci.
    Delibera regionale 529/2017, allegato: l’elenco dei Comuni.
    Il sito sulla Via nel Sud, con il percorso alternativo per Benevento e la strada per Buonalbergo.

    Rotta per Bisanzio.
    La Via Appia, in origine limitata a Capua, venne prolungata decisamente verso l’interno dopo la sconfitta dei Sanniti. I Romani la consideravano “regina viarum” sia per le soluzioni tecniche sia perché poi andò a costituire l’asse italiano della “Grande strada dell’Est” diretta a Bisanzio.
    Orazio scrisse un vivido reportage sull’Appia durante un viaggio a Brindisi. Il poeta trovò in Campania fatti particolarmente vivaci. “L’alba – annotò per esempio lasciandosi alle spalle il tratto laziale – sorge lietissima come non mai; a Sinuessa (presso l’attuale Mondragone, ndr) ci vengono incontro Plozio, Vario e Virgilio. Che abbracci ci scambiammo, che gioia!”. Dopo Capua, dopo un allegro pasto a Caudium e una sosta movimentata a Benevento, “Apulia comincia a mostrare i monti noti riarsi dal libeccio, dai quali mai saremmo usciti, se non ci avesse dato alloggio un casale prossimo a Trevico (...). Qui, come un allocco, stetti ad aspettare una ragazza bugiarda fino a mezzanotte, quando il sonno scese a liberarmi dai desideri vani”.

    L’itinerario dell’Appia in Campania.
    Il tratto regionale del “cammino” attraversa i territori di Sessa Aurunca, Cellole, Mondragone, Falciano, Carinola, Francolise, Grazzanise, Capua, Santa Maria Capua Vetere, Curti, Casapulla, Casagiove, Caserta, San Nicola La Strada, Maddaloni, Santa Maria a Vico, Arienzo, Forchia (siamo presso le Forche Caudine), Arpaia, Paolisi, Rotondi, Montesarchio, San Martino Valle Caudina, Roccabascerana, Ceppaloni, Apollosa, Benevento, San Nicola Manfredi, Calvi, San Giorgio del Sannio, Mirabello Eclano, Fontanarosa, Gesualdo, Frigento, Rocca San Felice (dove si trova la Mefite descritta da Virgilio), Guardia Lombardi, Bisaccia (che De Sanctis definì “la gentile” nel suo “Viaggio elettorale”) e Lacedonia. Trevico? Non c’è.
    Delibera regionale 529/2017, allegato: l’elenco dei Comuni

    Aree d’interesse dei 2 itinerari.
    Caserta: Ailano, Calvi, Camigliano, Galluccio, Macerata Campania, Pastorano, Pietravairano, Pignataro Maggiore, Presenzano, Raviscanina, Recale, Rocca D’Evandro, Rocchetta e Croce, Roccamonfina, San Tammaro, Sant’Angelo D’Alife, Sparanise, Vairano Patenora, Vitulazio.
    Benevento: Airola, Castelpoto, Castelvetere, Cerreto Sannita, Foglianise, Fragneto Mon, Ginestra degli Schiavoni, Guardia Sanframondi, Pietrelcina, San Leucio del Sannio, Puglianello, San Lorenzo Maggiore, Casalduni, Morcone, Pontelandolfo, Sassinoro,
    Avellino: Aquilonia, Ariano Irpino, Montaguto, Monteverde, Savignano Irpino, Sturno, Venticano, Zungoli.
    Trevico è sempre assente, dimenticanza rimediabile. Anche Sant’Agata de’ Goti meriterebbe una menzione.
    Delibera regionale 529/2017, allegato: l’elenco dei Comuni

    Nei colori del Sud.
    Ad ogni modo, questi itinerari suggeriscono una galoppata nella grande storia, un catalogo del grande paesaggio interno e un’immersione nel verde. Che dite, partiamo?
     


    Le strade dell'antichità esercitano ancora un grande appeal
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Non solo governance
15/09/2017

thumbnail-small-1.jpgQuesto articolo è stato pubblicato sul quotidiano “Il Mattino” (Edizione Salerno) domenica 10 settembre 2017.

di P. Persico

ed E. Pappalardo

Come si “progetta” un futuro diverso? Un futuro meno avaro di lavoro e di prospettiva di realizzazione professionale per le nuove generazioni? Come si fa a trattenere al Sud i “ragazzi con la valigia” e, nello stesso tempo, a recuperare un’idea condivisa di sviluppo sostenibile in grado di assicurare livelli occupazionali e di benessere in linea con il resto d’Italia e d’Europa? Il disegno del percorso necessariamente da intraprendere appare per molti versi inevitabile, ma anche destinato ad incontrare le “resistenze” di un tessuto politico ed amministrativo (e non solo) ancora lontano dalla condivisione del principio sostanziale della “cessione di sovranità” istituzionale di livello locale.  [Continua]

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    Campania. La ripresa c’è, ma ancora lontani dalla pre-crisi
    07/07/2017

    Lo scenario.

    Lo stato di salute dell’economia campana nel 2016 ha mostrato segnali di miglioramento, ma non tali da allentare le preoccupazioni - nel breve e medio periodo – dal punto di vista reddituale ed occupazionale. Secondo diversi fonti analitiche la “ripresina” si è basata su una lieve espansione della domanda interna – che ha rilanciato in maniera disomogenea i consumi – e dell’export (prioritariamente incentrato sul segmento farmaceutico ed in seconda battuta sull’agroalimentare). Il dato che, comunque, fotografa la reale dimensione della situazione si sintetizza nel ritardo ancora ben consolidato del Pil rispetto al periodo pre-crisi (2007). Nel 2016 il prodotto interno lordo campano accusa ancora un -16% in relazione al Pil registrato dieci anni fa. [Continua]


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